Monthly Archives:marzo 2026

UN ANNO DI SCUOLA di Laura Samani

 

Trama: Settembre 2007, Trieste. Fred, diciottenne svedese esuberante e coraggiosa, arriva in città per frequentare l’ultimo anno di un Istituto Tecnico. Si ritrova ad essere l’unica ragazza in una classe di soli maschi e catalizza l’attenzione di tutti, in particolare quella di tre amici: Antero, affascinante e riservato; Pasini, seduttore istrionico; Mitis, bonaccione protettivo. I tre si appartengono da quando hanno memoria. L’arrivo di Fred sconvolge la loro omogeneità, mettendo a dura prova la loro amicizia. Mentre ognuno di loro la desidera segretamente per sé, Fred vuole essere ammessa nel gruppo, ma le viene chiesto continuamente di sacrificare qualcosa di sé per diventare una di loro. Adattando un romanzo di Giani Stuparich ambientato a inizio Novecento e trasportato nei primi anni Duemila, Laura Samani torna ad affrontare il tema del corpo, che questa volta è un corpo femminile e appartiene a una ragazza svedese che, a Trieste, cerca di entrare in un gruppo di maschi. La regista mette a confronto il desiderio di libertà e il bisogno di appartenenza, l’emancipazione e il Patriarcato in una terra di confine. Lo fa con un cinema che segue una strada tutta sua, fatta di leggerezza, dolcezza e autenticità, la stessa che ha trovato nei suoi attori non professionisti. Il mondo che la regista ci racconta, squisitamente pre-social, sembra lontano, ma le inquietudini e il bisogno di certezze sono le stesse dei ragazzi di oggi e di sempre, persi fra la paura del futuro e la voglia di cambiare il mondo.  “Da adolescente, ho trascorso la maggior parte del tempo con un gruppo di tre maschi. Essere l’unica femmina mi sembrava un privilegio, ma comportava anche pressioni invisibili: loro potevano dire tutto ciò che volevano, mentre i miei desideri venivano percepiti come una minaccia. Mi trovavo di fronte a una scelta difficile: esprimere ciò che sentivo, rischiando l’esclusione, oppure tacere per essere accettata. Questo film racconta le sfide di crescere come giovane donna in un mondo dominato dagli uomini, dove il corpo e i desideri possono facilmente diventare armi rivolte contro di te”. (note di regia) Samani racconta senza enfasi, con delicatezza, e per questo il film lascia un segno, non tanto per la trama, quanto per il senso di perdita che porta con sé. È un film che ci ricorda che la giovinezza non è infinita, ma un fragile intermezzo e che, proprio per questo, non si dimentica più.

SITO UFFICIALE


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: A year of school                          

Nazione: Italia, Francia                                            

Distribuzione: Lucky Red                                                  

Sceneggiatura: Laura Samani, Elisa Dondi

Regia: Laura Samani                                                 

Genere: Drammatico

Cast:  Giacomo CoviPietro GiustolisiSamuel VolturnoStella Wendick

Anno:  2025              

Durata:  102’                        

Data di uscita: 09 aprile 2026                                                                                              

Produzione: Nefertiti Film, Tomsa Films, Rai Cinema, Arte France Cinéma 


***10 e LUCE*** 7. PORTE APERTE di Gianni Amelio

Lunedì 13.04:

17.00 – 19.00 – 21.00

Martedì 14.04:

21.00

VERSIONE RESTAURATA IN 4K


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Trama: Liberamente ispirato al romanzo di Leonardo Sciascia, il film si inquadra in quel filone di opere di impegno altamente civile, che da tempo lascia sullo schermo tracce più che positive e degne di largo rispetto.  Palermo, 1936, con assoluta freddezza, Tommaso Scalia uccide tre volte: prima elimina con una coltellata l’ex-superiore Avvocato Spatafora, che lo aveva licenziato; poi il collega che ha preso il suo posto di impiegato presso una organizzazione sindacale fascista e infine la moglie dopo averla violentata in una strada fra gli ulivi. Il destino di Scalia appare segnato poiché, secondo il codice penale dell’epoca, per delitti del genere è prevista la pena di morte con fucilazione alla schiena. Ma Vito Di Francesco, un giudice “a latere”, che detesta l’idea stessa della pena di morte e che la considera una prova manifesta di inciviltà giuridica ed umana, pur di fronte all’assassinio più orrendo, scava così nella vita dell’imputato, pone precise domande ai testimoni e indaga per conto suo, allo scopo di trovare per sete di giustizia spiragli di attenuanti, che infatti trova. Durante il processo, il giudice paziente e scrupoloso non solo incontra le pressioni del procuratore e dello stesso presidente del tribunale, per i quali si deve rispettare quella legge che il regime fascista ha voluto onde eliminare i delinquenti e assicurare ai cittadini la possibilità di “dormire con le porte aperte”, ma perfino l’ostilità dello stesso imputato, il quale, coerentemente ai propri principi di violenza, vuole caparbiamente che il tribunale lo condanni a morte. Si associa a Di Francesco solo il giurato Consolo un proprietario terriero dei dintorni uomo modesto, ma pieno di buonsenso e di umanità. Grazie anche all’appoggio di costui, il coraggioso magistrato riesce a far condannare Scalia all’ergastolo. Sarà subito trasferito in una oscura Pretura, pagando con ciò l’audacia del proprio comportamento, ma recando incise nel cuore parole di fiducia in un avvenire, in cui sulla Giustizia non pesi l’ombra di norme e procedure imposte dalla politica.

SCHEDA ISTITUTO LUCE


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Open doors                             

Nazione: Italia

Regia: Gianni Amelio                                           

Distribuzione: Istituto Luce

Genere: Drammatico                                           

Musiche: Franco Piersanti

Soggetto: dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia                           

Sceneggiatura: Gianni AmelioVincenzo CeramiAlessandro Sermoneta                                 

Durata:  108’                      

Anno:  1990           

Data di uscita: 29 marzo 1990

Cast:   Gian Maria VolontéEnnio FantastichiniRenato CarpentieriTuccio MusumeciSilverio BlasiNicola VigilanteVittorio ZarfatiMaria SpadolaOrazio StracuzziEgidio TerminePaolo VolpicelliGiacomo PipernoMelita PomaGigliola RajaEleonora Schinina’Luigi StefanachiFrancesco SineriTuri CatanzaroAntonio AppiertoLydia AlfonsiVitalba AndreaNicola BadaluccoPietro BertoneDomenico GennaroFrancesco GabrieleRenzo GiovampietroCinzia InsingaNino IsaiaGiancarlo KoryMaria LaurettaFabrizio MendolaSara MicalizziTony PalazzoRoberto Nobile

Produzione: Erre Produzione, Urania Film, Istituto Luce, I.N.C


LA TORTA DEL PRESIDENTE di Hasan Hadi

 


Trama: Mentre la popolazione dell’Iraq degli anni ’90 lotta per sopravvivere alla guerra e alla carestia, in tutte le scuole del Paese è obbligatorio preparare una torta per festeggiare il compleanno del Presidente Saddam Hussein. Nonostante le sue preghiere di non essere scelta, la piccola Lamia di 9 anni viene sorteggiata per questo ‘prestigioso’ compito. Giunta in città con la nonna, sfuggirà al suo controllo per cercare gli ingredienti necessari per la torta. Insieme al suo amico Saeed e al suo gallo andrà incontro a una serie di peripezie a volte avventurose a volte pericolose, ma anche buffe riuscendo alla fine – forse – nel suo intento. Una storia semplice e assurda: negli anni Novanta, nell’Iraq in ginocchio dopo la Guerra del Golfo, il presidente Saddam Hussein pretendeva che per il suo compleanno in ogni scuola un bambino sorteggiato preparasse per lui una torta. Piccolo problema: le materie prime erano praticamente introvabili e, se reperibili, vendute a costi proibitivi per un popolo che pativa la fame. “Per il mio primo lungometraggio volevo affrontare un argomento, un mondo, un tema e dei personaggi che mi fossero familiari. Ero determinato a trasformare i miei ricordi in un film su quel periodo in Iraq, volevo descrivere la realtà quotidiana della gente ma soprattutto celebrare il potere dell’amore e dell’amicizia. In arabo abbiamo un termine, “Maktoob”, che significa “è scritto” o “destino” e che in realtà significa che non puoi sfuggire a certe cose perché ce le hai scritte addosso. La sceneggiatura non ha richiesto molto tempo. Avevo familiarità con il mondo e con i personaggi di cui volevo parlare, quindi è stato abbastanza semplice. E fin dall’inizio sapevo che il film sarebbe stato una sorta di favola pervasa di realismo naturalistico”. (Note di regia). Su tutto, un protagonista nascosto, ingenuo e lucido, innocente e per questo più acuto: è lo sguardo dei bambini, capace di raccontare il mondo a tutte le latitudini e in tutte le epoche. Uno sguardo che abbraccia le contraddizioni e le ingiustizie, l’umanità e il suo caos; e che per questo è stato spesso scelto dai registi per portare sul grande schermo storie “piccole”, ma dal messaggio universale. Hadi ci regala un racconto quanto mai attuale e universale. Sui volti dei piccoli vediamo, nude, tutte le assurdità, le ipocrisie e le colpe dei “grandi”, in un crescendo che culmina con un finale che non si dimentica, e che tocca nel profondo.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Mamlaket Al-Qasab – مملكة القصب

Nazione: Irak, Qatar, USA                                      

Distribuzione: Lucky Red                                                

Sceneggiatura e Regia: Hasan Hadi                     

Genere: Drammatico

Cast: Banin Ahmad NayefSajad Mohamad QasemWaheed Thabet KhreibatRahim AlHaj

Anno:  2025              

Durata:  102’                        

Data di uscita: 19 marzo 2026                                                                                              

Produzione: Maiden Voyage Pict., Missing Piece Films, Spark Features, Working Barn Prod. 


MIO FRATELLO È UN VICHINGO – THE LAST VIKING di Anders Thomas Jensen

 


Trama: Anker esce di prigione, dove ha scontato quindici anni per rapina, con un solo obiettivo: recuperare il bottino, che aveva affidato al fratello Manfred, e sparire dalla circolazione. Nel frattempo, però, le condizioni psicologiche di Manfred, che è sempre stato diverso dagli altri e da piccolo si abbigliava da vichingo, sono peggiorate: ora si fa chiamare John, ruba un cane tutte le volte che ne ha l’occasione, e non ha alcuna memoria (o volontà di dire) dove ha nascosto i soldi. I due fratelli tornano allora nella casa nella foresta della loro infanzia, per disseppellire il famigerato borsone e, con esso, i traumi del passato. «Ho cercato di tornare ad alcune basi della mia narrazione, soprattutto dopo “Riders of Justice”, con i suoi elaborati colpi di scena. Durante il montaggio di The Last Viking, il mio montatore mi ha chiesto quale fosse il fulcro della storia, e in realtà penso che non ci sia. E quella struttura libera è qualcosa a cui ho consapevolmente mirato. Ci sono sicuramente somiglianze con “Flickering Lights”, il mio primo film, compresi i flashback dell’infanzia dei protagonisti. Ma direi che The Last Viking è molto più cupo dal punto di vista psicologico. Da questo punto di vista, con il tempo sono invecchiato e ho fatto esperienza.» (note di regia) Sceneggiatore dai tempi del Dogma 95, Anders Thomas Jensen è una delle firme più apprezzate del cinema danese, a lungo collaboratore di Susanne Bier, ma da sempre ha affiancato alla scrittura il lavoro di regista (ottenendo anche un Oscar per il cortometraggio Election Night nel 1998). Siamo qui al suo sesto lungometraggio, interpretato, come tutti i precedenti, da Nikolaj Lie Kaas e Mads Mikkelsen. Qui i due attori danesi sono fratelli: il primo esce dal carcere dopo quindici anni e vuole mettere le mani sul bottino di una rapina; il secondo è l’unico a sapere dove è nascosto il bottino ma è convinto di essere John Lennon. Una dark comedy sul tema dell’identità, ricca di colpi di scena e personaggi eccentrici. “Un ingranaggio narrativamente complesso, che gioca di accumulazioni e colpi di scena, mescolando singolarmente umorismo, follia e sentimento”. (Marianna Cappi). Il film possiede una libertà rara, una felicissima anarchia narrativa che gli permette di passare dal comico al tragico, dal paradosso alla confessione, con una naturalezza che forse il cinema contemporaneo ha quasi dimenticato. 



SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Den Sidste Viking                       

Genere: Commedia, Thriller

Nazione: Danimarca, Svezia                                   

Distribuzione: Plaion Pictures                                                

Sceneggiatura e Regia: Anders Thomas Jensen

Cast:  Mads MikkelsenNikolaj Lie KaasSofie GråbølLars RantheKardo RazzaziBodil JørgensenNicolas BroLars BrygmannAnette StøvelbækSøren Malling

Anno:  2025              

Durata:  116’                        

Data di uscita: 26 marzo 2026                                                                                              

Produzione: Zentropa Entertainments, Zentropa Productions 


***10eLUCE*** | 5. IL DESERTO DEI TARTARI di Valerio Zurlini

Lunedì 30.03:

17.30 – 20.30

Martedì 31.03:

21.00

 

VERSIONE RESTAURATA IN 4K


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Trama: Il giovane sottotenente Giovanni Battista Drogo raggiunge in prima nomina la Fortezza Bastiano posta a i confini settentrionali dell’Impero a guardia di un deserto che prende il nome dai Tartari passati di lì secoli prima. Sembra solo un primo passaggio in una brillante carriera militare. Ma ben presto il giovane ufficiale resta invischiato nella quotidianità della vita della Fortezza e soprattutto nell’attesa del nemico, della guerra e della gloria. Dal capolavoro di Dino Buzzati, Zurlini trasse nel 1976 questa ottima riduzione cinematografica che, pur con le licenze inevitabili in una trasposizione da libro a schermo, rispetta in modo assoluto lo spirito del libro. In questa operazione largo merito va attribuito agli attori coinvolti, tutti protagonisti di interpretazioni di altissima qualità. Veramente azzeccata poi la scelta della location, la fortezza iraniana di Arg-e-Bam è veramente la materializzazione della fortezza Bastiani (nel film Bastiano) così come ce l’eravamo immaginata leggendo il libro. Lo spettatore, così come il lettore del libro, si trova ben presto coinvolto nell’ambigua atmosfera di attesa che pervade la narrazione, fino a capire che i Tartari non arriveranno mai e che quella che abbiamo letto nelle pagine del libro così come quello che abbiamo visto nelle immagini filmiche è la metafora della vita, anche della nostra, sempre in attesa di quell’evento che riesca a strapparci dai binari di una quotidianità anonima. Le grandi aspirazioni dell’uomo annichilite dallo scorrere della vita, la volontà di cambiare ciò che ci circonda spesso erosa dal passaggio inesorabile del tempo e da una inconscia quanto potente ricerca di abitudini, che quanto più disprezziamo tanto più amiamo. “Forse il miglior film che Zurlini abbia firmato (…) magistralmente fotografato e con un buon commento musicale, supera con onore la prova, sempre difficile, di inserire in un contesto realistico, cui obbliga il cinema narrativo, i motivi metafisici del romanzo, affidati a paesaggi e a figure che sono nel contempo dei simboli e dei lucidi caratteri. “ (Giovanni Grazzini)


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: The desert of the Tartars    

Nazione: Italia, Francia, Germania

Regia: Valerio Zurlini                                          

Distribuzione: Istituto Luce

Musiche: Ennio Morricone 

Genere: Drammatico, Storico, Guerra

Soggetto: dal romanzo omonimo di Dino Buzzati                         

Sceneggiatura: Jean-Louis BertuccelliAndre’ G. Brunelin                                 

Durata:  150’                      

Anno:  1976           

Data di uscita: 29 ottobre 1976

Cast:  Vittorio GassmanJacques PerrinMax von SydowHelmut GriemGiuliano GemmaJean-Louis TrintignantLaurent TerzieffFernando ReyFrancisco RabalPhilippe NoiretLilla BrignoneGiuseppe Pambieri

Produzione: Michelle De Broca, Corona Filmproduktion


SENTIMENTAL VALUE di Joachim Trier

 


***Premio Oscar 2026 come Miglior Film Internazionale (Norvegia)*** 

 

Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes

GOLDEN GLOBE

Migliore attore non protagonista a Stellan Skarsgård

Candidatura per il miglior film drammatico

Candidatura per il miglior regista a Joachim Trier

Candidatura per la migliore attrice in un film drammatico a Renate Reinsve

Candidatura per la migliore attrice non protagonista a Elle Fanning

Candidatura per la migliore attrice non protagonista a Inga Ibsdotter Lilleaas

Candidatura per il miglior film straniero

Candidatura per la migliore sceneggiatura a Joachim Trier ed Eskil Vogt

Candidato a 9 premi OSCAR

✨Miglior Film
✨Miglior Film Internazionale
✨Miglior Regia Joachim Trier
✨Miglior Attrice Protagonista Renate Reinsve
✨Miglior Attore Non Protagonista Stellan Skarsgård
✨Miglior Attrice Non Protagonista Elle Fanning
✨Miglior Attrice Non Protagonista Inga Ibsdotter Lilleaas
✨Miglior Sceneggiatura Originale
✨Miglior Montaggio


Trama: Nora e Agnes sono due sorelle profondamente unite. L’improvviso rientro nella loro vita del padre Gustav – regista carismatico e affascinante ma genitore cronicamente inaffidabile – riapre ferite mai del tutto rimarginate. Conoscendo il talento di attrice di Nora, Gustav vorrebbe che sua figlia interpretasse il ruolo principale nel film che dovrebbe rilanciare la sua carriera; lei rifiuta e quella parte finisce a una giovane star di Hollywood, Rachel Kemp. Il suo arrivo getta scompiglio nelle delicate dinamiche della famiglia: per le due sorelle sarà il momento di confrontarsi con il padre e con il loro passato. È la storia di tante cose, Sentimental Value. La storia di una casa, di una famiglia, del rapporto tra due sorelle, e di quello tra un padre e una figlia. E quindi, al tempo stesso, evidentemente di una cosa sola. È anche un film che parla del cinema, e della recitazione, e di come questi possano fungere da terapia, poiché i due veri protagonisti, padre e figlia, che hanno tra loro ruggini e non detti e un amore che non passa tra le maglie dei risentimenti e dei silenzi, di mestiere fanno il regista e l’attrice. Il film è gestito narrativamente con grande sapienza (la sceneggiatura è firmata nuovamente dal regista assieme a Eskil Vogt, co-autore anche de La persona peggiore del mondo) e riesce a portare in superficie un po’ alla volta, con il giusto ritmo e le giuste “entrate”, i tanti giochi di specchi riflettenti di cui parla. Trier sa dosare anche il registro drammatico e quello della commedia. La trama non dà tregua, neanche nelle feroci battute (auto)ironiche. Le lacrime sono di rabbia, i primi piani affondano ed entrano come nei pensieri. Tra frasi dette e parole che non riescono a uscire dalla bocca. L’aspirazione forse è Ingmar Bergman e mai come stavolta Trier lo ha sfiorato da vicino nella sua Storia di un (post) matrimonio e con una citazione che sembra arrivare da Persona. Un cinema che disturba e travolge, un vortice emotivo inarrestabile. Per questo è una turbinosa, anche violenta storia d’amore corale. Tra sorelle. Tra padre e figlie. Di quelle che non si dimenticano facilmente.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Affeksjonsverdi                           

Nazione: Norvegia, Germania, Danimarca         

Distribuzione: Teodora Film e Lucky Red                                                                                  

Sceneggiatura: Joachim TrierEskil Vogt

Regia: Joachim Trier                                                 

Genere: Commedia, Drammatico

Cast: Renate ReinsveElle FanningStellan SkarsgårdCory Michael SmithCatherine CohenJesper ChristensenAsh SmithJonas JacobsenLena EndreBjørn AlexanderPia Borgli

Anno:  2025              

Durata:  133’                        

Data di uscita: 22 gennaio 2026                                                                                              

Produzione: Arte France Cinéma, Eye Eye Pictures, Mer Film



***IL CINEMA RITROVATO***| A HISTORY OF VIOLENCE di David Cronenberg

Lunedì 23.03: 17.30 – 19.15 – 21.00

Martedì 24.03: 21.00



Versione Originale Restaurata 4K e sottotitolata in italiano

Restaurato nel 2025 da The Criterion Collection presso il laboratorio Company 3, a partire dal negativo scena originale 35mm. Restauro supervisionato dal direttore della fotografia Peter Suschitzky


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“Tom Stall”(Viggo Mortensen) and his wife “Edie Stall”(Maria Bello) have unexpected visitors in New Line CinemaÕs thriller A History of Violence.
March 1, 2005
Photo by Takashi Seida/newline.wireimage.com

Trama: Cronenberg prende una storia apparentemente semplice — un uomo qualunque che diventa eroe dopo aver sventato una rapina — e la trasforma in un film sulla memoria della violenza. Tom Stall vive in una piccola città americana, ha una famiglia, gestisce un diner, conduce una vita ordinata. Quando reagisce a un’aggressione salvando il suo locale, diventa improvvisamente una figura pubblica. Ma quell’atto, che sembra limpido e definitivo, apre una crepa. Dal momento in cui il gesto violento entra nello spazio domestico, il passato comincia a riemergere. Persone sconosciute arrivano in città, lo riconoscono, lo chiamano con un altro nome. Il film segue questo slittamento con precisione, senza trasformarlo in un thriller tradizionale. Cronenberg gira con uno stile sobrio, quasi classico, che rende la violenza ancora più disturbante quando irrompe. Le scene più dure non sono molte, ma sono secche, improvvise, prive di spettacolarizzazione. Il film lavora su una domanda semplice e inquietante: la violenza è qualcosa che si può lasciare alle spalle o resta sempre, in qualche forma, dentro le persone e nelle relazioni? La trama lavora sulla fragilità dell’identità e sull’idea, molto americana, che il passato possa essere cancellato. Invece, quel passato rimane lì, pronto a riapparire quando meno ce lo si aspetta. Il regista dice di aver cercato “l’onestà emotiva. O, per essere più pretenzioso, l’onestà esistenziale. La morale è un’invenzione umana, non viene dallo spazio, non viene da Dio. Viene costantemente ridefinita ed è sempre tutta da verificare. Molte persone non riescono ad accettarlo, vogliono degli assoluti. Ma naturalmente, se uccidi altre persone, finisci per approdare agli estremi opposti. Le persone che hanno lavorato a questo film non hanno certezze, vogliono ragionare sulla complessità.” Tutto diventa un compromesso squisitamente in bilico tra realtà e fantasia, tra viscere e raziocinio, tra commedia e orrore della vita.


– Scheda del film –

Ed Harris stars as “Carl Fogarty” in New Line CinemaÕs thriller A History of Violence.
March 1, 2005
Photo by Takashi Seida/newline.wireimage.com

Titolo originale: A History of Violence                                

Data di uscita: 16 dicembre 2005       

Durata:         96’                

Anno:     2005

Soggetto: Dalla graphic novel omonima (1997) di John Wagner e Vince Locke

Regia: David Cronenberg                           

Genere: Drammatico, Thriller

Nazione: USA, Germania            

Distribuzione: Cineteca di Bologna

Cast:     Viggo MortensenMaria BelloEd HarrisWilliam HurtAshton HolmesHeidi HayesSteve ArbuckleKyle SchmidSumela KayApril MullenGreg BrykMorgan KellyJason BarbeckIan MatthewsEvan RoseConnor Price

Produzione: New Line Productions, BenderSpink, Media I! Filmproduktion München & C


NOUVELLE VAGUE di Richard Linklater

 


Trama: Il film diretto da Richard Linklater, racconta la nascita di un capolavoro e l’inizio di una rivoluzione nel mondo del cinema. È la storia di “Fino all’ultimo respiro” di Jean-Luc Godard, ma anche quella della Nouvelle Vague, dei suoi protagonisti, dei sogni e delle tensioni che hanno dato forma a una nuova idea di cinema. Siamo a Parigi, tra il 1959 e il 1960. Truffaut e Chabrol hanno già mosso i primi passi dietro la macchina da presa. Godard è pronto a girare il suo primo lungometraggio. Rivette e Rohmer sono agli esordi. Intorno a loro, un fermento culturale unico, nutrito dalle opere di Jean Cocteau, Robert Bresson, Roberto Rossellini e Jean-Pierre Melville. Girato con lo stesso spirito libero, audace e sperimentale che animava quei giorni, il film non si limita a ricostruire la genesi di “À bout de souffle”, ma la vive e la reinventa. Grazie alle nuove tecnologie, è possibile respirare l’aria della Parigi di quegli anni, sentire il battito di una generazione che credeva nel cinema come atto di libertà. È un omaggio alla giovinezza, al coraggio creativo, e al momento esatto in cui il cinema ha smesso di guardare il passato per iniziare a immaginare il futuro. Non si tratta di rifare “Fino all’ultimo respiro”, ma di guardarlo da un’altra prospettiva. Voglio tuffarmi nel 1959 con la mia macchina da presa e rivivere quell’epoca, quelle persone, quell’atmosfera. Voglio frequentare la gente della Nouvelle Vague. Ho detto a tutti gli attori: “Non state girando un film in costume. State vivendo quel momento preciso. Godard è un critico famoso, ma è alla sua prima regia. Vi state divertendo a girare con lui, ma vi chiedete anche se questo film arriverà mai sugli schermi …”. (R. Linklater). Girato in bianco e nero, il film contagia per il suo entusiasmo, la semplicità della narrazione ma riesce anche ad andare a fondo nel pensiero-cinema sia di Godard sia di tutto il movimento cinematografico. Diretto, schietto, rifugge i fronzoli in modo sistematico e verrebbe da dire ideologico. Tutto si gioca sulla frontalità, sulla nettezza dell’immagine, sul fatto che è in scena ciò che è fuori da essa, nella vita normale. Un film su un momento epico e non replicabile che trasforma Fino all’ultimo respiro in un caso di studio su cui fermarsi.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Nouvelle Vague                          

Nazione: Francia                                                       

Distribuzione: Lucky Red – BIM                                                                          

Sceneggiatura: Holly GentLaetitia MassonVincent Palmo Jr.Michèle Pétin

Regia: Richard Linklater                                          

Genere: Commedia

Cast:  Zoey DeutchAlix BénézechGuillaume MarbeckAubry DullinAdrien RouyardRoxane RivièreCôme ThieulinJean-Jacques Le VessierAntoine BessonJonas MarmyLaurent MotheBlaise PetteboneBenjamin Clery

Anno:  2025              

Durata:  105’                        

Data di uscita: 05 marzo 2026                                                                                              

Produzione: ARP Sélection


IL CINEMA RITROVATO | FINO ALL’ULTIMO RESPIRO di Jean-Luc Godard

Sabato 14.03 e Domenica 15.03: 17.00

 

|| Versione Originale Restaurata 4K e sottotitolata in italiano ||


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Trama: Parigi 1959. Michel, giovane dal passato burrascoso, ruba un’automobile e fugge col proposito di recarsi in Italia. Inseguito da due agenti, ne uccide uno e, continuando la sua fuga, giunge a Parigi. Dopo essersi rivolto ad alcuni amici per ottenere del denaro, va in cerca di Patrizia, giovane americana, per la quale sente un sincero affetto. La ragazza però non ricambia il suo sentimento e continua a farsi corteggiare da un collega al giornale dove lavora. La polizia intanto fa delle indagini per scoprire l’assassino dell’agente e avendo accertato che si tratta di Michel, si dà da fare per catturarlo. Nel corso delle ricerche viene interrogata anche Patrizia, la quale afferma di non saper nulla, e riesce poi a nascondersi con Michel in casa di amici. Il giorno seguente, però, essendosi resa conto che non ama il giovane la ragazza non esita a denunciarlo alla polizia. “Fino all’ultimo respiro appartiene, per sua natura, al genere di film in cui tutto è permesso. Per di più Fino all’ultimo respiro era il genere di film in cui tutto era permesso, era nella sua natura. Qualsiasi cosa faccia la gente, tutto poteva essere inserito nel film. È proprio questa l’idea da cui ero partito. Pensavo: c’è già stato Bresson, è appena uscito Hiroshima, un certo tipo di cinema si è appena concluso, forse è finito, allora mettiamo il punto finale, facciamo vedere che tutto è permesso. Quello che volevo era partire da una storia convenzionale e rifare, ma diversamente, tutto il cinema che era già stato fatto”. (Jean-Luc Godard) Girato in velocità, in 23 giorni, bassissimo budget, costruito durante le riprese su una sceneggiatura di pochi fogli, troupe minima più le strade di Parigi e le stanze dei suoi alberghetti. E con inquadrature disobbedienti a ogni regola. Bastano quattro inquadrature a Godard per rinnovare il sistema classico di fare cinema: è nata la Nouvelle vague…  


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: À bout de souffle                                       

Data di uscita: 30 settembre 1960       

Durata:         90’                

Anno:     1960

Soggetto: Jean-Luc Godard, Francois Truffaut

Regia: Jean-Luc Godard                          

Genere: Poliziesco, Drammatico, Sentimentale

Nazione: Francia                                      

Distribuzione: Cineteca di Bologna

Cast: Jean-Paul BelmondoJean SebergDaniel BoulangerJean-Pierre MelvilleHenry Jacques HuetVan DoudeClaude MansardJean-Luc GodardRichard BalducciRoger HaninJean-Louis RichardLiliane DavidJean DomarchiJean DouchetLiliane RobinAndré S. LabartheMichel FabrePhilippe de BrocaRaymond Ravambaz

Produzione: Les Productions Georges de Beauregard, SNC, Impéria