Monthly Archives:giugno 2022

I GIOVANI AMANTI di Carine Tardieu

— IN PROGRAMMAZIONE —

17.00 – 19.00 – 21.00

Solo e soltanto martedì 28.06 il film sarà proiettato in Versione Originale con sottotitoli in italiano

TRAMA

Un racconto pieno di speranza verso le possibilità insperate che la vita può offrire a qualunque età per essere felici, proprio a dispetto dell’età. I destini di Shana e Pierre si incrociano a Lione nel 2006 in un ospedale. Lei era l’amica della donna ricoverata, lui il medico che si occupava della paziente. Fin da subito resterà colpito dal fascino della donna. Si ritrovano 15 anni più tardi e si raccontano le loro storie e i dolori privati. Pierre è sposato e ha due figli ed è molto più giovane di Shana, un architetto in pensione che cerca di aiutare la figlia nella sua vita incasinata. Dopo l’incontro nella campagna irlandese, la passione corre sui binari, sulla linea Parigi-Lione-Parigi. I due iniziano una relazione, piena di incertezze sul loro futuro e su quella delle loro famiglie. La regista prende il testimone di un progetto già iniziato dalla regista islandese Solveig Ansprach e mai finito. L’ha fatto suo, lasciandogli lo spirito iniziale con la difficoltà di mettere in scena una storia con premesse ardue, ma, il risultato è notevole. Il dolore c’è, ma, è nascosto tra le pieghe della narrazione. La speranza, quella di continuare a respirare la stessa aria finché è possibile, è, invece, lì. Tutto si gioca sapientemente con primi piani intensi su Fanny, che dimostra come la bellezza trascende dai segni del tempo. Vien fuori un film prezioso, per il messaggio di speranza che veicola e per la delicatezza della narrazione, che solo una cineasta poteva avere. Da non perdere, anche solo per godere della bellezza matura di Fanny Ardant e del suo coraggio di non essere caduta nella trappola della giovinezza ad ogni costo. Una storia inusuale, ma, nascosta tra le vite del mondo: “Le storie passano attraverso di noi, esistono da qualche parte, nel mondo, intorno a noi, e noi diamo loro un corpo, un ritmo, un respiro, un punto di vista, quello che vogliamo, ma non ci appartengono mai del tutto. È una lezione di modestia che Sólveig mi ha trasmesso dicendomi: “Questa storia è al di là di me”. Tutte le storie valgono la pena di essere raccontate, vengono dal mondo, tornano nel mondo e noi le plasmiamo con pazienza”. (dalle note di regia) 


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale:  Les Jeunes amants

Nazione: Francia                                              

Genere: Drammatico

Regia: Carine Tardieu

Durata:   112′                                               

Anno:       2021

Cast:   Fanny Ardant, Melvil Poupaud, Manda Touré, Florence Loiret Caille, Cécile de France, Sharif Andoura

Produzione:  Ex Nihilo, Karé Productions

Distribuzione: I Wonder Pictures                 

Data di uscita: 23 giugno 2022

 

recensione1


HILL OF VISION di Roberto Faenza

 

TRAMA 

Il film è basato sull’infanzia di Mario Capecchi, premio Nobel per la Medicina nato in Italia e cresciuto per strada vivendo di espedienti dopo che la madre, poetessa americana e attivista politica, è stata arrestata dai fascisti nel 1941. La vicenda prende avvio in Alto Adige durante la Seconda Guerra Mondiale, quando Mario – oggi ottantaquattrenne – ha solo 4 anni. La madre, americana e partigiana, viene catturata dai fascisti e rinchiusa in un campo di concentramento. Il padre di Mario, Luciano Capecchi è un fascista che combatte con le camicie nere e che, nonostante l’amorevole disponibilità di sua moglie verso il piccolo Mario, è incapace di prendersi cura del figlio. L’avventurosa e drammatica infanzia di Mario si svolge per strada, sotto i bombardamenti, dapprima in solitudine e poi in compagnia di altri due ragazzini abbandonati a sé stessi. Dopo la guerra la madre riesce a ritrovare Mario in un orfanotrofio e lo porta con sé in America, dove il fratello e la cognata li accolgono nella comunità Quacchera “Hill of Vision”. Mentre la madre lotta con i fantasmi che la perseguiteranno per tutta la vita dopo essere uscita dal campo, gli zii di Mario faticano a tenerlo a freno. Abituato a gestire i conflitti con i metodi che usava quando viveva per la strada, Mario non riesce ad inserirsi nella comunità finché lo zio non trova la valvola di sfogo giusta per lui: il wrestling. In tempi di Covid e di guerra, il film di Faenza si ritrova così ad essere attuale, in altre parole a parlare del presente attraverso un affresco del passato, e ricordando anche che i bambini vanno tutelati, protetti, perché saranno gli adulti di domani, adulti resi forti dalle esperienze negative ma inesorabilmente segnati. Con l’intraprendenza di un personaggio dickensiano, il piccolo Mario deve imparare a cavarsela da solo mentre l’Italia è in guerra, e in questa parte del film Roberto Faenza mescola abilmente la tragedia con un po’ di leggerezza.


SCHEDA FILM

Titolo originale:  Hill of vision

Nazione: Italia                                               

Genere: Drammatico, Biografico

Regia: Roberto Faenza

Durata:  101′                                               

Anno:       2021

Cast:  Laura Haddock, Edward Holcroft, Lorenzo Ciamei, Jake Donald-Crookes, Elisa Lasowski, Francesco Montanari, Rosa Diletta Rossi

Produzione:  Jean Vigo Italia con Rai Cinema con Rhino Films, Inc

Distribuzione: Altre Storie                                                  

Data di uscita: 16 giugno 2022


*IL CINEMA RITROVATO* – LO CHIAMAVANO TRINITA’ di E.B. Clucher

— PROSSIMAMENTE —

In collaborazione con la Cineteca di Bologna

Restaurato nel 2020 da Cineteca di Bologna e Rocca delle Macie presso L’Immagine Ritrovata, con il contributo del MiC

TRAMA 

È stato il film che ha registrato il maggior numero di spettatori nelle sale italiane fino al 1986. Alla sua uscita “Lo chiamavano Trinità…” ebbe un enorme successo al botteghino tanto che l’anno successivo si fece il sequel intitolato “…continuavano a chiamarlo Trinità”. Trinità, un pistolero pigro, vaga per il deserto, fa fuori due cacciatori di taglie in una locanda a cui sottrae la loro preda messicana e arriva in un paese dove suo fratello Bambino, un ladro di cavalli, si spaccia per lo sceriffo del luogo dopo aver sparato per sbaglio a quello vero. Dopo essersi appena rivisti, Trinità vede Bambino in azione che sta fronteggiando tre uomini del maggiore Harriman, un ricco allevatore che sta terrorizzando un gruppo di mormoni guidato da Tobia, contrario ad ogni forma di violenza, per impadronirsi del loro territorio. I due fratelli entrano così in azione per difendere la comunità di cui fanno parte due affascinanti ragazze, Sarah e Giuditta, da cui Trinità è stato colpito appena le ha viste in paese per fare provviste. A sua volta Bambino vuole impadronirsi della mandria di cavalli del maggiore e sta aspettando l’arrivo dei suoi due complici, Faina e il Timido, per raggiungere l’obiettivo.

“Come direttore della fotografia, di western ne avevo fatti parecchi, e una prima cosa che avevo da ridire era sul loro uso della violenza fine a se stessa, una cosa che a me come spettatore mi dava proprio fastidio. Credevo che i western dovessero essere divertenti, anche perché si partiva già dall’imitazione di un mondo che avevamo sognato ma che non era il nostro, che noi non avevamo mai vissuto. A forza di farne viene però la noia…E un bel giorno, dopo averci pensato su parecchio, ne parlai con degli amici: “Io avrei l’intenzione di demistificare il genere”. Ho visto che l’idea piaceva e ho cominciato a scrivere questa storia con un alato parere, tra un esame di liceo e un altro, di mio figlio. (Enzo Barboni).


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale:  Lo chiamavano Trinità

Nazione: Italia

Genere: Western

Regia: E.B. Clucher (Enzo Barboni)              

Durata:         117′

Anno:       1970

Cast:   Terence Hill, Bud Spencer, Farley Granger, Steffen Zacharias, Dan Sturkie, Gisela Hahn, Elena Pedemonte, Luciano Rossi, Ezio Marano, Michele Cimarosa, Remo Capitani, Ugo Sasso, Gigi Bonos, Fortunato Arena, Dominic Barto

Produzione:  Italo Zingarelli Per West Film

Distribuzione:   Cineteca di Bologna

Colonna sonora:  Annibale Giannarelli e Franco Micalizzi                   

Data di uscita: 22 dicembre 1970

Approfondimenti


LA DOPPIA VITA DI MADELEINE COLLINS di Antoine Barraud

 


TRAMA

Judith è una donna che conduce una doppia vita: in Svizzera è la compagna di Abdel, da cui ha avuto una figlia; in Francia, invece, vive con Melvil, con cui ha avuto due figli. Questo precario equilibrio che Judith mantiene in piedi, grazie a bugie e segreti, inizierà a sgretolarsi pericolosamente, rischiando di mandare in frantumi entrambe le sue vite. Trovandosi all’angolo e apparentemente senza vie di uscita, la donna decide di darsi alla fuga, finendo in una spirale vertiginosa da cui è impossibile tornare indietro. La domanda che senza incertezze pone immediatamente il film è quella del chi siamo e, immediatamente dopo quella del valore della nostra identità. La doppia vita di Madeleine Collins, che pure avrà molti difetti, è però un film che con chiarezza cristallina mette in scena il tema dell’identità, oggi strumento sempre più mutevole di rappresentazione del sé verso gli altri, indispensabile ma manipolabile nelle relazioni sociali, ma anche documento interiore impossibile da falsificare nel quale si riflette la nostra stessa riconoscibilità quella che ci identifica e che in fondo pretendiamo quali componenti complessi della comunità. Il meccanismo sembra essere messo in crisi in un mondo sempre più mediaticamente disponibile alla sovrapposizione delle identità, alla moltiplicazione degli avatar pratica che contravviene e viola la piena riconoscibilità di sé in un processo di costante e progressiva mimetizzazione che diventa strumento di vera o presunta libertà di azione dentro i meccanismi e le strutture, a maglie larghe, della vita sempre più virtuale. In altre parole il film, nella sua lettura più profonda, ci offre la possibilità di confrontarci con gli effetti di una identità oggi variamente manipolabile fino al punto di rottura, quel punto che non appartiene alle strutture esterne del nostro mondo, ma a quelle personali che non possono reggere il peso di una vita falsa e che non ci appartiene. Un film dal vago sapore hitchcockiano, che interroga una più complessiva riconoscibilità, a cominciare dalla percezione del sé alterata dallo sdoppiarsi dell’identità.


SCHEDA FILM

Titolo originale:  Madeleine Collins

Nazione: Francia                                                   

Genere: Thriller

Regia: Antoine Barraud

Durata:    102′                                                              

Anno:       2021

Cast:    Virginie Efira, Quim Gutiérrez, Bruno SalomoneJacqueline Bisset, François Rostain

Produzione:  Les Films du Bélier

Distribuzione: Movies Inspired                                                  

Data di uscita: 02 giugno 2022


MARCEL! Di Jasmine Trinca

 


TRAMA 

Una bambina ama sua madre, ma sua madre ama Marcel, il suo cane. Un evento imprevedibile le porterà in viaggio, avvicinandole e svelando loro, oltre ogni dolore, le vie grandi e segrete dell’amore. Chi è Marcel? È l’unico personaggio ad avere un nome e si tratta di un cane. Per il resto, gli altri si identificano solo con il ruolo che gli è stato assegnato. La Figlia, la Madre, la Nonna e così via… In questo modo, sembrano condannati a rimanere bloccati nella posizione, come maschere e funzioni di una rappresentazione da ripetere all’infinito. E che assomiglia un po’ allo spettacolo “Toujours Marcel”, che la Madre, artista di strada, replica ogni volta come un rito. Proprio in onore del cagnolino, suo partner di scena. Del resto, è a lui che dedica tutte le cure possibili, il suo affetto materno. Lasciando nella frustrazione la Figlia adolescente, alla ricerca di un po’ di attenzione e di un segno di complicità nei giorni sempre uguali e nelle notti insonni. Il film d’esordio di Jasmine Trinca si muove in una dimensione sospesa, vuota come i pomeriggi d’estate tra le strade di Testaccio e di Ostiense. Un’eclisse in cui non sembra esserci la possibilità dell’azione e dell’evento, di una svolta che inneschi la progressione della storia, una qualsiasi. È una specie di tempo essiccato, in cui le persone e le cose si prosciugano fino ad apparire come figure sottili, bidimensionali, che si muovono a scatti in uno spazio astratto, nella bolla dei gesti mimati. Senza margine di cambiamento e di libertà. Eppure il racconto è punteggiato in capitoli, secondo gli esagrammi dell’I Ching, che invece delineano un percorso di trasformazione e di evoluzione. Quindi, qualcosa deve rimettere in moto le cose, riaprire lo spazio interiore. Uno strappo, una crisi che spalanchi una voragine ancor più grande, ormai impossibile da sostenere senza un rimedio. Pena il crollo totale. Ed ecco che da un drammatico gesto di ribellione, il film può ritrovare una sua traiettoria lineare, alla ricerca di un tempo finalmente vivo.


SCHEDA FILM

Titolo originale:  Marcel!

Nazione: Italia, Francia                                                 

Genere: Drammatico

Regia: Jasmine Trinca

Durata:         93′                                                                

Anno:       2022

Cast:  Alba Rohrwacher, Maayane Conti, Giovanna Ralli, Umberto Orsini, Dario Cantarelli, Valentina Cervi, Valeria Golino, Giuseppe Cederna

Produzione:  Cinemaundici e Totem Atelier con Rai Cinema in collaborazione con Phon Films

Distribuzione: Vision Distribution                                                  

Data di uscita: 01 giugno 2022