CINEMA SPLENDOR

SHEEP IN THE BOX di Hirokazu Kore-Eda

 


TRAMA: Siamo in un futuro prossimo, Otone e Kensuke hanno perso il figlio di sette anni, Kakeru e non si sono più ripresi. Cercano di andare avanti e affrontano interiormente il lutto in maniera molto personale. Lei continua il suo lavoro come architetta, lui come principale di un’impresa di costruzioni, ma qualcosa sembra essersi rotto. Per colmare quel vuoto, pur essendo ancora pieni di dubbi, decidono di accogliere nella loro casa un clone del figlio, creato con l’AI, che gli assomiglia in tutto e per tutto con solo un’unica differenza; ha una specie di switch luminoso dietro la testa. La convivenza però provoca nella coppia una specie di straniamento che ognuno dei due affronta in maniera diversa.  «Non sono un esperto di IA, ma penso che di fronte al progresso tecnologico dobbiamo continuare a chiederci cos’è che ci rende umani, e volevo che gli spettatori si ponessero questa domanda. La coppia nel film pensa che la tecnologia possa aiutarli a superare il loro lutto, e ognuno ha un’opinione diversa in merito, ma io credo che ciò che conta siano le tracce tangibili lasciate dalle persone che non ci sono più. Io scrivo ancora i miei copioni a mano, mando messaggi con un solo dito e quando possibile utilizzo la pellicola per i miei film. Quello che mi preoccupa è che la tecnologia porti a una uniformazione e standardizzazione. Io personalmente sento il bisogno di usare fisicamente il mio corpo durante la creazione. Ed è un processo composto da diversi stadi, di cui nessuno può essere ignorato. Infatti certe cose possono nascere solo dall’intuizione di un istante, che nasce dall’essere coinvolto in ogni stadio del processo.» (Note di regia). La domanda più scomoda riguarda la natura dell’amore. L’umanoide ama perché è programmato o l’amore, una volta innescato, libera il robot dalla funzione per cui è stato creato? D’altra parte, Kore-eda si focalizza anche sullo sguardo adulto. Queste creature sono artificiali perché create per rispondere a un bisogno degli adulti. Il piccolo umanoide è, almeno inizialmente, il surrogato di un lutto non elaborato. Sconta una colpa non sua. Anche da qui si capisce come Kore-eda affronti temi molto alla moda, come l’IA e i suoi limiti, la nostra relazione con la tecnologia e la paura della sostituzione, con un approccio veramente alternativo. Un approccio che abbandona la variante cristologico-fiabesca tradizionale per aprirsi a una struttura ecologica o post-umana, in cui gli umanoidi possono emanciparsi dal dolore che li ha generati. In questo, Kore-eda rimane nel suo cinema: il film sottrae l’IA e la fantascienza alla spettacolarizzazione, riportandole nel luogo più koreediano possibile, la casa.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: 箱の中の羊, Hako no naka no hitsuji                                                                        

Regia e Sceneggiatura: Hirokazu Kore-Eda        

Nazione: Giappone

Genere: Drammatico, Fantascienza                    

Distribuzione: Lucky Red

Cast: Haruka AyaseKotaro Daigo

Anno:  2026              

Durata:  126’                        

Data di uscita: 27 agosto 2026

Produzione: AOI Promotion, Fuji Television Network, Gaga, Toho