Monthly Archives:settembre 2026

PALESTINA ’36 – QUANDO TUTTO EBBE INIZIO di Annemarie Jacir

— IN PROGRAMMAZIONE —

17.00 – 21.00


 

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Il film rientra nell’iniziativa CINEMA REVOLUTION.

Biglietti acquistabili solo presso il nostro botteghino

Martedì 16.09 il film verrà proiettato in Versione Originale con sottotitoli in italiano

 


Trama: Ambientato in Palestina nel 1936, Paese che si trova sotto il dominio coloniale britannico. In un’epoca segnata da profondi cambiamenti, seguiamo la storia di Yusuf, un giovane che si muove tra la calma apparente del suo villaggio rurale e la tensione caotica della Gerusalemme mandataria. Yusuf sogna un futuro diverso, ma si trova presto coinvolto in un mondo in rapida trasformazione. Con lo sfondo della rivolta araba del 1936, la più lunga e significativa insurrezione palestinese contro il dominio britannico, il film intreccia storie personali con eventi politici. L’arrivo di immigrati ebrei in fuga dall’antisemitismo europeo, il tramonto dell’Impero Ottomano e la crescente tensione tra sogni di autodeterminazione e imposizione coloniale. Oltre a Yusuf, c’è anche Afra, giovane donna che affronta il cambiamento con la guida amorevole della nonna Hanan. Poi incontriamo Khalid, un lavoratore portuale disilluso trascinato suo malgrado nel cuore della ribellione e infine l’algido funzionario britannico, simbolo di un impero in declino che fatica a contenere il fermento popolare. Non è solo il racconto di un’epoca, ma anche una riflessione sul presente, un’opera visivamente potente che illumina un nodo fondamentale della storia contemporanea con uno sguardo umano e profondamente empatico. Considerato il film più ambizioso del paese fino ad oggi realizzato, con un team di centinaia di persone. Dopo gli eventi del 7 ottobre, la produzione si è interrotta e il team si è recato in Giordania. Dopo 13 mesi, è stato per loro possibile tornare e completare le riprese in Palestina. A novembre del 2024, dopo aver dovuto fermare e riprendere la produzione quattro volte a causa della situazione geopolitica sempre più tesa, le riprese sono terminate. Si tratta dell’unico lungometraggio girato in Palestina dopo gli eventi del 7 ottobre ed è una testimonianza della convinzione del team di produzione che “ogni bella poesia è un atto di resistenza” (Mahmoud Darwish). Molti sono i fili del racconto ed è avvincente perdersi tra i personaggi. Il valore è duplice: oltre ad accrescere una trama speziata e stimolante, è offerta la possibilità di ampliare lo sguardo storico.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Palestine 36                                 

Nazione: Palestina, Gran Bretagna, Qatar, Francia                                                                     

Regia e Sceneggiatura: Annemarie Jacir            

Data di uscita: 10 settembre 2026

Genere: Drammatico, Storico                               

Distribuzione: Wanted Cinema

Anno:  2025                                                               

Durata:  118’

Produzione: Philistine Films, BBC Film, BFI Films, CNC Aide aux cinémas du monde – Institut Français, Cocoon Films, Corniche Media, Doha Film Institute, Film i Väst, La Région Île-de-France, MK Productions, Metafora Productions, Munib & Angela Masri Foundation, Roya Media Group, Snowglobe Films, The Danish Film Institute Archive, Watermelon Pictures

Cast:  Jeremy IronsLiam CunninghamBilly HowleRobert AramayoHiam AbbassChristopher VilliersSam HoareYumna MarwanYasmine Al MassriSaleh BakriDhaffer L’AbidineSofia AsirAdam Lawrence


SPEZIE E BUGIE – LA PICCOLA CUCINA DI MEHDI di Amine Adjina

— IN PROGRAMMAZIONE —

19.00


 

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Martedì 16.09 il film verrà proiettato in Versione Originale con sottotitoli in italiano


Trama: La vita di Mehdi è appesa a un equilibrio fragile. Con sua madre Fatima interpreta il ruolo del perfetto figlio algerino, mentre nasconde la relazione con Léa e la sua passione per la cucina francese e per il vino, che coltiva lavorando come chef nel bistrot dove è impiegato. Ma Léa non sopporta più i suoi segreti familiari e pretende di incontrare Fatima. Messo con le spalle al muro, Mehdi escogita la peggior soluzione possibile. Un racconto ironico ed emotivo sul conflitto tra identità, appartenenza e desiderio di libertà. Perché a volte, la vera ricetta del disastro è cercare di accontentare tutti. Esistere nello spazio intermedio tra la propria identità e le aspettative altrui è una condizione comune. È la riflessione al centro di questa commedia leggera che si destreggia fra tegami e sentimenti e che si interroga sulla Francia contemporanea attraverso la comunione tra la propria cultura e la passione per la cucina. Esordio alla regia dell’attore e commediografo francese di origini algerine Amine Adijna, ritaglia al suo protagonista due vite parallele destinate a non incontrarsi mai. Ecco qui la trappola, che in fondo l’autore riesce ad imbastire, grazie ai tempi della commedia e ad una gestione piuttosto riuscita dei dialoghi e delle situazioni più divertenti. La trappola si presenta proprio nella mancata intersezione delle vite parallele, che non permette a Mehdi di essere sé stesso fino in fondo, ma deve sempre nascondere qualcosa di sé, da una parte e dell’altra, per reggere l’equilibrio fittizio che ha creato. In quanto alla madre, Fatima, presto dovrà fare i conti con una realtà che non sente sua e che difficilmente può accettare. Non c’è soltanto Mehdi da riportare sulla retta via, anche le sue tre sorelle portano soltanto mortificazioni: una è rimasta incinta dopo un incontro occasionale, la seconda è sull’orlo del divorzio, la terza si è opposta alla circoncisione del figlio piccolo. In questo quadro, la gastronomia si trasforma in un potente linguaggio narrativo e sensoriale. Così, anche le strade, i bistrot e i locali di Lione offrono un’atmosfera vivace. Gli ambienti hanno toni caldi e intensi. La commedia evita i cliché sociologici e racconta una vicenda di crescita personale, che punta al cuore e alla capacità di dialogare. Gli spazi attraversati da Mehdi, difatti, mostrano ambienti sociali differenti e pure i luoghi domestici, l’appartamento di Fatima e la casa dei genitori di Léa, sono immersi in un percorso fatto di transiti continui tra mondi che raramente si incontrano. La città di Lione, scelta per le riprese, è segnalata dal regista come luogo emblematico per le sue connessioni con la storia dell’immigrazione e della gastronomia.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: La petite cuisine de Mehdi      

Nazione: Francia                                                         

Regia e Sceneggiatura: Amine Adjina                 

Data di uscita: 10 settembre 2026

Genere: Commedia                                                  

Distribuzione: Academy Two

Anno:  2025                                                               

Durata:  104’

Produzione: Agat Films & Cie

Cast: Younes BoucifClara BretheauHiam AbbassGustave KervernLaurent Stocker



 

***IL CINEMA RITROVATO*** | M – IL MOSTRO DI DÜSSELDORF

Lunedì 14.09: 17.00 – 19.00 – 21.00*

Martedì 15.09: 21.00

 

Restaurato in 4K da Deutsche Kinemathek in collaborazione con EYE Filmmuseum,
Cinémathèque suisse, KirchMEdia e ZDF / Arte
presso i laboratori L’Immagine Ritrovata, Haghefilm e Henderson


 

  Versione Originale sottotitolata in italiano.

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Il film rientra nell’iniziativa CINEMA REVOLUTION.

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*La proiezione di lunedì 14 delle ore 21.00 verrà introdotta dal Prof. Francesco Saverio Nisio
filosofo del diritto e cultore d’arte cinematografica

Trama: Considerato uno dei capolavori del cinema espressionista tedesco, un thriller/noir che si può definire come un precursore di quello che sarà un vero e proprio genere: il film sui serial killer. La storia è ispirata a vicende realmente accadute, ambientata in Germania negli anni ’20 nella città di Dusseldolf, dove si aggira uno psicopatico, Hans Beckert, che semina il terrore e lo sconcerto: ha adescato, catturato, violentato e infine ucciso otto bambine. La polizia è sotto pressione e brancola nel buio, l’assassino sembra ogni volta volatilizzarsi. Nonostante le retate, i pattugliamenti, i ferrei controlli nelle strade di Dusseldorf, che mettono in agitazione tutta la rete criminale del territorio, il “mostro” è inafferrabile, non lascia tracce e non ci sono indizi. Ma quando viene ritrovata l’ennesima piccola vittima, la città si ribella e perfino la criminalità organizzata, anche solo per levarsi di torno la polizia, collabora alla ricerca dell’efferato criminale. Come una rete, occhi e orecchie dei ladri, delle prostitute, dei delinquenti di strada, si diramano e s’infiltrano nei più reconditi angoli della città. È così che salta fuori un indizio: “il mostro”, come un serpente prima di colpire, sibila canticchiando un inquietante e macabro motivo. La caccia, costruita su quella tenue traccia, si scatena. L’assassino, individuato da un venditore di palloncini, e da lui marchiato sulla schiena con una grossa M (morder/assassino), è ormai riconoscibile da tutti e cerca disperatamente di nascondersi. L’epilogo ci rende spettatori dell’eterno contrasto tra giustizia ufficiale e giustizia privata.  I primi dieci minuti di sono costruiti con precisione allo stesso tempo musicale e chirurgica: inquadrature oblique dall’alto contrappuntate da suoni ordinari che conducono a un montaggio perturbante: una tromba delle scale, panni stesi ad asciugare in una soffitta deserta, un posto vuoto a tavola, un palloncino impigliato nei fili del telefono – mentre una madre chiama invano la figlia scomparsa. 

APPROFONDIMENTI DELLA CINETECA DI BOLOGNA


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale:  M, Eine Stadt sucht einen Mörder

Sceneggiatura: Thea von Harbou, Fritz Lang           

Regia: Fritz Lang

Nazione: Germania                                                        

Genere: Thriller, Noir

Durata:         110’                                                             

Anno:       1931

Cast:Peter LorreEllen WidmannInge LandgutOtto WernickeTheodor Lo0sRudolf BlumnerFranz SteinErnst Stahl-NachbautGustav GrundgensGeorg JohnPaul KempTheo Lingen

Produzione:  Nero-Film Ag

Distribuzione:   Cineteca di Bologna                      

Data di uscita: 11 maggio 1931


SILENT FRIEND di Ildikò Enyedi

 


Trama: Marburgo, un’antica città universitaria tedesca, qui è ambientato un racconto che intreccia tre storie che si svolgono nell’arco di oltre un secolo e tutte legate a un maestoso albero di ginkgo. Silenzioso osservatore del tempo, l’albero fa da filo conduttore tra epoche diverse, accompagnando le trasformazioni interiori di tre protagonisti. Nel 1908, la prima studentessa ammessa all’università scopre attraverso la fotografia, i disegni sacri dell’universo nascosti nelle piante comuni. Nel 1972, una giovane persona vive un profondo cambiamento interiore a partire da un’osservazione semplice quanto rivoluzionaria, quella di un geranio. Nel 2020, un neuroscienziato di Hong Kong, impegnato nello studio della mente infantile, dà avvio a un esperimento inaspettato con l’antico ginkgo. Attraverso questi racconti, il film esplora i goffi e sinceri tentativi umani di entrare in relazione con il mondo naturale, rivelando come la nostra percezione di piante, animali e della stessa realtà sia mutata profondamente nel tempo. Un viaggio intimo, sensibile e visivamente poetico che riflette sul desiderio universale di connessione e appartenenza. Cosa vuol dire essere un albero? Non lo sappiamo. Quindi, non lo mostreremo. Mostriamo invece la curiosità umana, i toccanti e imperfetti tentativi di stabilire un legame, di riconoscere l’“altro” e accettare che per gli alberi, il misterioso “altro” siamo noi. Mostriamo scorci di oltre un secolo dell’orto botanico di un’università. Un luogo che è sempre stato (“universitas”) il fulcro della libera e illimitata curiosità umana, della scienza. In tempi in cui viene così pericolosamente messa in discussione e attaccata, vorremmo anche richiamare l’attenzione non solo sull’importanza, ma anche sulla bellezza e sulla forza ingenua e temeraria della ricerca scientifica. Può aiutarci a scendere dalla spaventosa e vertiginosa posizione in cima alla piramide verso un luogo più giusto e più accogliente: essere parte di questo mondo”.(note di regia). Enyedi insegue la connessione tra uomo e natura, mettendo in comunicazione la scienza con la poesia: dalle liriche di Rilke all’ opera botanica di Goethe (La metamorfosi delle piante) e Carlo Linneo (Species Plantarum). Ma il film è anche una riflessione sulla creazione e sulla riproduzione delle immagini. La tecnologia è infatti ricorrente in tutti gli episodi e si presenta come uno strumento alleato in questo percorso di connessione e decodificazione tra la coscienza umana e quella vegetale.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Stille Freundin                             

Regia e Sceneggiatura: Ildikó Enyedi                   

Nazione: Germania, Ungheria, Francia               

Genere: Drammatico                                               

Distribuzione: Movies Inspired

Cast: Tony Leung Chiu-waiLuna WedlerEnzo BrummLéa SeydouxSylvester GrothYun HuangLuca ValentiniFelix BuroseMarlene Burow

Anno:  2025              

Durata:  147’                        

Data di uscita: 03 settembre 2026

Produzione: Arte France Cinéma, Galatée Films, Inforg-M&M Film Kft., Pandora Filmprod.