Monthly Archives:ottobre 2023

***IL CINEMA RITROVATO*** – IL GRANDE LEBOWSKI di Joel Coen, Ethan Coen

Lunedì 06.11: 17.00 – 19.00 – 21.00

Martedì 07.11: solo ore 21.00

 

Edizione restaurata in 4K da Universal Pictures

presso il laboratorio NBCUniversal Studio Post

Versione originale sottotitolata in italiano


TRAMA: Los Angeles. Anni Novanta. Jeffrey Lebowski passa la giornata tra una partita di bowling con gli amici Donny e Walter, una visita al supermercato in accappatoio e uno spinello. Un giorno però due brutti ceffi gli orinano sull’unico tappeto del suo appartamento scambiandolo per un ricco omonimo. Lebowski va a cercarlo con l’unico scopo di farsi rimborsare la perdita e finisce invischiato come corriere di un ingente somma di denaro che il magnate,costretto su una sedia a rotelle, deve pagare per riavere la giovane ninfetta che esibisce come trofeo coniugale. Una galleria di personaggi indimenticabili affidata a un cast all-star: l’irriverenza spontanea, la pigra anarchia di Drugo, interpretato da Jeff Bridges, affiancato da un John Goodman motore di ogni azione comica del film; con loro, il compagno di bowling Steve Buscemi, il futuro premio Oscar Philip Seymour Hoffman, una Julienne Moore, di fascino e bellezza fuori dai canoni. E poi John Turturro, nell’apparizione cult di Jesus. E, naturalmente, la penna e la mano dei fratelli Coen. Il grande Lebowski compie 25 anni: da quell’ormai lontano 1998 è entrato nei cuori degli spettatori di qualsiasi generazione. Lebowski è insomma un Marlowe post-hippy, cinico quanto basta a salvarsi la vita, fedele ai propri principi etici ed estetici, incline a certi sogni lisergici. Se si vuole assistere a una summa del cinema dei Coen non lo si può perdere. Quando si dice ‘cinema dei Coen’ si intende Cinema tout court. Perché solo loro possono condensare in meno di due ore citazioni, riferimenti a generi, surrealismo e analisi della realtà senza un briciolo di supponenza cinefila.

Approfondimento Cineteca di Bologna

 

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SCHEDA DEL FILM

Titolo originale:  The Big Lebowski

Soggetto e Sceneggiatura: Ethan Coen, Joel Coen

Regia: Joel Coen, Ethan Coen                                              

Nazione: USA

Genere: Commedia             

Durata:         117’       

Anno:       1998

Cast: Jeff BridgesJohn GoodmanJulianne MooreSteve BuscemiDavid HuddlestonPhilip Seymour HoffmanTara ReidJohn TurturroJimmie Dale GilmoreBen GazzaraMark PellegrinoSam ElliottPhilip MoonDavid ThewlisPeter StormareTorsten VogesFleaJon PolitoJerry Haleva

Produzione:  Cecchi Gori Distribuzione, Medusa

Distribuzione:   Cineteca di Bologna                      

Data di uscita: 01 maggio 1998


MI FANNO MALE I CAPELLI di Roberta Torre

 


TRAMA: Il titolo cita la famosa frase pronunciata da Monica Vitti in Deserto rosso di Michelangelo Antonioni e il film si ispira liberamente alla grande attrice scomparsa all’inizio dello scorso febbraio, ma non è in alcun modo un biopic. Monica sta perdendo la memoria e la sua vita si strappa. È la sindrome di Korsakoff, dice il medico. È irreversibile. Poi, l’inaspettato: la donna trova il modo di ridare senso alle cose prendendo in prestito i ricordi di un’altra Monica, che ha sempre ammirato: Monica Vitti. Si veste come lei, la imita, rivive le scene dei suoi film, si identifica nei suoi personaggi fino a confondere il cinema con la realtà. Suo marito Edoardo, che la ama profondamente, lascia che questo gioco diventi la loro nuova vita. È evidente come Roberta Torre abbia voluto costruire un gioco di specchi metacinematografico, in cui il personaggio vive la condizione degli ultimi vent’anni della più grande attrice italiana, scomparsa il 2 febbraio del 2022. “Il tema di questo film è anche la perdita della memoria emotiva, storica. La memoria e l’identità sono legate profondamente, cancellando il passato l’identità scompare. Prendere a prestito una memoria è possibile per ritrovare se stessi? Questa domanda mi ha guidato nel racconto del film. E ancora: dimenticare è necessario? Svuotare la cache, fare spazio, ripulire. È un film che parla di fantasmi e, in un certo senso, li evoca, li interroga o più semplicemente vuole passare del tempo con loro, comici o divini che siano. Il cinema mi ha permesso ancora una volta di sentire che solo una sottile parete fatta di luce e fotogrammi ci separa dai sogni. Ed è il motivo per cui continuo a fare i film” (note di regia).

Recensione Vanity Fair

Recensione The Wom

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SCHEDA DEL FILM

Titolo originale:  Mi fanno male i capelli

Nazione:   Italia  

Sceneggiatura: Roberta Torre, Franco Bernini

Genere: Drammatico                                      

Regia:  Roberta Torre

Durata:         83’                 

Anno:  2023       

Data di uscita: 20 ottobre 2023

Cast:  Alba RohrwacherFilippo Timi

Produzione: Stemal Entertainment, Rai Cinema

Distribuzione: I Wonder Pictures


PETITES – LA VITA CHE VORREI… PER TE di Julie Lerat-Gersant

 


TRAMA: Opera prima di Julie Lerat-Gersant che porta al cinema la sua esperienza d’osservatrice nei centri francesi di accoglienza per madri adolescenti e i loro neonati. Il film racconta il viaggio tormentato di Camille, un’adolescente alle prese con una gravidanza inaspettata che stravolge la sua vita e la porta a riflettere sul senso di responsabilità che comporta l’essere madre. Rimasta incinta a 16 anni, Camille non vuole tenere il bambino. Purtroppo però un’eventuale IVG non è legalmente più possibile. Dopo vari, pericolosi tentativi di porre da sola un termine alla gravidanza, Camille è affidata ad un centro per madri e bambini che accoglie giovani ragazze in situazioni precarie. Attorniata da una marea di adolescenti alle prese con neonati che non sanno spesso come gestire, Camille è costretta ad affrontare un destino che non accetta, un destino da adulta che non capisce e al quale non intende piegarsi. La sua unica alleata è Alison, una giovane ragazza madre alle prese con una bambina (Diana) che soffre di grave crisi d’asma. Malgrado la decisione di tenere la figlia con sé, Alison continua a sognare una vita fatta di feste e bevute, spensieratezza e ribellione. Le ragazze del centro si trasformano in specchio deformante attraverso il quale Camille osserva un futuro che rigetta con tutte le sue forze. Soffocata da una madre al contempo ossessiva e immatura, la giovane protagonista di Petites cerca delle risposte che possano dare un senso al suo presente ma anche e soprattutto al suo passato. Da luogo oppressivo dominato dal rumore incessante delle grida dei neonati, delle porte che sbattono e delle crisi a volte violente delle adolescenti, il centro che l’accoglie si trasforma in rifugio nel quale ritrovare la propria identità. Ad accompagnarla in questo viaggio ritroviamo Nadine, un’educatrice che di casi come quelli di Camille ne ha visti molti, troppi. Presentato con successo al Locarno Film Festival, Premiato con Menzione speciale Cinema & Gioventù e con il prestigioso Premio Boccalino d’Oro per “la sensibilità e bravura eccezionali nel creare un’opera piena di vitalità, forte e struggente”.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale:  Petites

Nazione:   Francia  

Sceneggiatura: Julie Lerat-Gersant, François Roy

Genere: Drammatico                                          

Regia:  Julie Lerat-Gersant

Durata:         90’                 

Anno:  2023           

Data di uscita: 26 ottobre 2023

Cast: Pili GroyneRomane BohringerVictoire Du BoisLucie Charles-AlfredSuzanne Roy-LeratBilel ChegraniLaura ThellierShirel Nataf

Produzione: Escazal Films                                  

Distribuzione: Satine Film


PASOLINI. CRONOLOGIA DI UN DELITTO POLITICO di Paolo “Fiore” Angelini

— EVENTO ORGANIZZATO IN COLLABORAZIONE CON LA CINETECA DI BOLOGNA —


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TRAMA: Liberamente ispirato all’omonimo libro di Paolo Speranzoni e Paolo Bolognesi (pubblicato da Castelvecchi), il film inchiesta ci porta a quel 2 novembre 1975, quando Pasolini viene ucciso all’Idroscalo di Ostia e il diciassettenne Giuseppe Pelosi si autoaccusa dell’omicidio. La stampa e i media diffondono la notizia. Tutto fa pensare o tutti devono pensare che Pasolini è morto “di una morte cercata”. Sacrificato a un destino che aveva profetizzato.  Nel film, una molteplicità di voci, testimonianze e punti di vista non sempre allineati, talvolta in contraddizione, disegnano una trama articolata dai contorni tutt’altro che definiti. Che fine hanno fatto le testimonianze degli abitanti dell’Idroscalo? Molti rilasciano dichiarazioni su quanto videro e ascoltarono quella notte. Tre erano le auto nel campetto dell’Idroscalo, non una come si disse. Sei o sette gli aggressori mentre Pasolini gridava aiuto. Pasolini si scontrò con quell’apparato antidemocratico che agiva attraverso le stragi; ne comprese la strategia, gli obiettivi, gli accordi tra i suoi protagonisti e fu ucciso per ciò che sapeva, per ciò che comprendeva e scriveva. Egli non solo doveva morire, ma doveva essere dimenticato, cancellato per sempre. Ricostruzione dettagliata e avvincente dei fatti – grazie a numerose testimonianze “incrociate”, anche inedite (risalta quella del Generale dei Carabinieri Antonio Cornacchia, lo stesso che arrestò Vallanzasca, aprì il bagagliaio entro cui giaceva il corpo di Aldo Moro e fu tra i primi ad arrivare ad Ostia, sul luogo del delitto) – il film suggerisce ipotesi, moventi, dubbi, domande sulla morte del poeta, regista e intellettuale, legandoli inesorabilmente alla delicata situazione italiana di quegli anni e al lavoro stesso che Pasolini stava portando avanti (basti pensare a Salò e all’incompiuto romanzo Petrolio).

Scheda di approfondimento della Cineteca di Bologna


Scheda del film

PINO PELOSI SUL LUOGO DELL’ASSASSINIO sopralluogo Idroscalo Ostia 1976

Titolo originale:  Pasolini. Cronologia di un delitto politico

Soggetto e Sceneggiatura: Paolo Angelini, Andrea Speranzoni, Guglielmo Gentile.

Regia: Paolo “Fiore” Angelini                                      

Nazione: Italia

Genere: Docufilm                 

Durata:         120’           

Anno:       2022

Cast:               Carla Benedetti. Vincenzo Calia, Guido Calvi, Roberto Chiesi, Furio Colombo, Aldo Colonna, Antonio Cornacchia, Goffredo Fofi, Giovanni Giovannetti, Franco Grattarola, David Grieco, Sergio Leoni, Stefano Maccioni, Dacia Maraini, Silvio Parrello, Claudia Pinelli, Guido Salvini, Angelo Ventrone, Simone Zecchi.

Produzione:  Andrea Gambetta per Verdiana Srl.

Distribuzione:   Cineteca di Bologna                         

Data di uscita: 05 marzo 2023 (anteprima)


*Taci, anzi parla* – UNA DONNA PROMETTENTE di Emerald Fennell

— SERATA ORGANIZZATA DA LA GIUSTA CAUSA

Lunedì 23 ottobre

Inizio ore 19.00

Biglietto di ingresso: 3€ – Il film è vietato ai minori di anni 14



Un tema complesso come la violenza di genere richiede un approfondimento serio, a fronte di numeri la cui preoccupante consistenza non sembra conoscere limiti.

 
Se ne parlerà, la sera di lunedì 23 ottobre, con chi quotidianamente guarda in faccia la realtà dietro le statistiche e i casi che quotidianamente i media raccontano.
 
Gli interventi sono affidati a Michela Labriola, che introduce e modera, a Giovanni Zaccaro, del Tribunale di Bari, a Marika Massara, del Centro AntiViolenza di Bari, e ad Alessandra Quagliarella.
 
A seguire, la proiezione del film “Una donna promettente” di Emerald Fennell, film del 2020 con Carey Mulligan e Bo Burnham, Premio Oscar per la sceneggiatura originale e vincitore di due BAFTA.
 
In uno schema tra revenge movie e thriller, la regista ci accompagna verso una riflessione sui temi della violenza di genere, dalla ‘rape culture’ alla vittimizzazione secondaria, al ‘revenge porn’ ma anche sulla forza della sorellanza femminista.
 
Il film è vietato ai minori di 14 anni
 
Il titolo della serata è un’appassionata dedica a Carla Lonzi, autrice femminista che ha conosciuto una recente e postuma riscoperta della sua opera.

L’augurio è che ciò che è avvenuto tardi per Carla Lonzi, arrivi presto per tutte e tutti: il tempo della consapevolezza e dell’autodeterminazione.



 
 

LA MOGLIE DI TCHAIKOVSKY di Kirill Serebrennikov

 


TRAMA: Russia, seconda metà dell’Ottocento. In un’epoca in cui le donne non sono altro che un nome scritto sul passaporto dei mariti, Antonina Ivanovna, aspirante musicista, si innamora perdutamente del compositore Pyotr Ilyich Tchaikovsky e lo convince a sposarla. Ma questo nuovo legame rischia di distruggere entrambi: Tchaikovsky, infatti, non ha mai amato una donna, e non inizierà certo con lei. Anzi, talvolta ne ha timore e disagio nel solo avere accanto una donna. Il risultato è un film da capogiro. Un sorprendente racconto di amore, ossessione e musica. Una storia d’amore, ma non un film romantico. È un thriller psicologico concentrato sui personaggi e sul loro rapporto che cambia e segna Antonia, ma anche entrambi, ad un destino orribile. Antonia ama Tchaikovsky, lo venera come fosse un Dio, ma nessun sentimento è ricambiato. La donna è messa da parte, respinta, rifiutata. “Il mio film sulla moglie di Tchaikovsky svela la storia della vita privata del compositore di fama mondiale. Per decenni, la vita privata e intima del compositore è stata oggetto di dicerie o tabù, intenzionalmente nascosta a coloro che si interessavano alla sua storia e al suo background. In epoca sovietica, tutte le lettere e i diari “illegittimi” e “immorali” del compositore furono trattenuti dalle autorità e censurati. A causa di ciò, la propaganda sovietica creò un’immagine del “grande compositore russo”, senza qualità né tratti umani. L’intera storia in fondo riguarda l’ipocrisia. Riguarda l’ipocrisia sociale prima di tutto, la libertà impossibile di essere sé stessi. Ma noi vediamo tutto quello che succede attraverso gli occhi di Antonia e tutto quello che sappiamo di lui è ciò che sa lei. Per me era importante che fosse così”. Messa in scena impeccabile per ambienti e costumi. La ricostruzione è dettagliata, fedele, minuziosa e i richiami alla pittura dell’800 sono evidenti e mai camuffati.

Recensione The Hollywood Reporter

Recensione IL SOLE 24 ORE


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale:  Zhena Chaikovskogo

Nazione:   Russia, Francia, Svizzera

Sceneggiatura: Kirill Serebrennikov

Genere: Biografico, Sentimentale               

Regia:  Kirill Serebrennikov

Durata:         143’              

Anno:  2022       

Data di uscita: 05 ottobre 202

Cast: Alyona MikhailovaMiron FedorovOdin Lund BironFilipp AvdeevEkaterina ErmishinaAndrey BurkovskiyNikita ElenevNatalya PavlenkovaAleksandr GorchilinVarvara ShmykovaVladimir MishukovViktor KhorinyakYuliya Aug

Produzione: Hype Film, Arte France Cinéma, Charade Films, Logical Pictures, Sovereign Films

Distribuzione: Arthouse di I Wonder Pictures


L’IMPREVEDIBILE VIAGGIO DI HAROLD FRY di Hettie MacDonald

 


TRAMA:  Basato sul romanzo omonimo di Rachel Joyce, il film ci parla di Harold, un uomo qualunque che ha sempre vissuto senza prendere iniziative e restando in disparte. Un giorno scopre che una vecchia amica è molto malata e decide di andarla a trovare attraversando a piedi l’Inghilterra, certo che il suo eroico gesto, la terrà in vita. Fry intraprende un incredibile cammino che farà scalpore, conquistando tutta la nazione. Una celebrazione della vita, un ritratto sincero dell’amore universale sullo sfondo della straordinaria bellezza della campagna inglese. Presentato dalla critica come “celebrazione della vita”, “ritratto dell’amore universale”, l’Odissea dell’anziano inglese è sì un “viaggio tenero e miracoloso”, ma, molto più tormentato e dolente. Dall’inizio alla fine, l’elaborazione del senso di colpa e dei limiti della fede, e quanto spesso se ne faccia una stampella cui appoggiarsi a prescindere, sono la vera spina dorsale di una storia che piano sprigiona una forza di coinvolgimento capace di lasciare un senso di speranza e di ottimismo. Intorno a Harold ruotano molte figure, meno coraggiose o meno disperate di lui (a parte il favoloso cagnolino che lo accompagna), ma, sono i propri fantasmi a muoverlo, e a ossessionarlo come il poetico tentativo di rimediare a un errore che lo spinge ad affrontare il suo folle progetto. “Credo che Harold sia un eroe straordinario, con il suo coraggioso salto nell’ignoto dimostra che è possibile guarire attraverso un atto di fede. Quel che mi ha colpito, sono state le enormi potenzialità di narrazione visiva. Dentro Harold covano grandi inquietudini e conflitti interiori, ma il suo viaggio è emozionante, persino poetico. Dal punto di vista cinematografico, si tratta di un’occasione meravigliosa per stare accanto a un personaggio e seguirlo lungo il suo viaggio È una storia bella e ottimistica che ci esorta a essere coraggiosi, ad affrontare il buio anche se ci fa un po’ paura”.(note di regia)


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale:  The Unlikely Pilgrimage of Harold Fry

Nazione:   Gran Bretagna  

Sceneggiatura: Rachel Joyce

Genere: Drammatico                                      

Regia:  Hettie MacDonald

Durata:         102’              

Anno:  2022       

Data di uscita: 05 ottobre 2023

Cast: Jim BroadbentPenelope WiltonMonika GossmannJoseph MydellBethan CullinaneMaanuv ThiaraEarl CaveLinda BassettDaniel FrogsonNaomi WirthnerJoy RichardsonIan Porter

Produzione: Essential Cinema, Free Range Films, Ingenious Media, Rose Pine Productions

Distribuzione: BIM


*I WONDER CLASSICS* – MES PETITES AMOUREUSES di Jean Eustache

Lunedì 16.10: 16.30 – 18.45 – 21.00

Martedì 17.10: solo ore 21.00

Versione Originale restaurata 4K con sottotitoli in italiano


TRAMA: Presentato nella sezione Venice Classics della 79esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e fino ad oggi inedito in Italia, MES PETITES AMOUREUSES, il secondo lavoro di Jean Eustache arriva nelle sale italiane dal 18 settembre, nella versione restaurata in 4k a cura del laboratorio L’Immagine Ritrovata in associazione con la Cinematheque Suisse. Il film ci porta dentro le tematiche care ad Eustache, quelle dei sentimenti, dell’introspezione psicologica dei personaggi, dello smarrimento e della curiosità nei confronti della vita, attraverso un processo di formazione che si affida all’esplorazione marginale, all’osservazione dei comportamenti, alla crescita individuale basata sulle piccole esperienze. Daniel, il piccolo protagonista del film in cui Eustache ha riportato i suoi vissuti personali, abita con la nonna in un piccolo centro vicino a Bordeaux. Sarà strappato dalla vita in provincia per trasferirsi in città con la mamma, separata, e con il nuovo compagno di lei, sempre assente. Daniel, che dovrà rinunciare anche agli studi e impegnarsi in un lavoro manuale, è spaesato, confuso e ammaliato assieme. Le sue tempeste ormonali, già esplose in campagna, dovranno trovare i giusti equilibri, i corretti approcci, rispetto alle sollecitazioni di una realtà diversa. Eustache ci accompagna per mano, affidandoci agli occhi di Daniel, in questo mondo tutto da scoprire, con una intensità emotiva e una poetica minimalista straordinarie. Al contrario de la «Maman», opera di qualche anno prima, qui presta poco spazio a dialoghi e parole e porte aperte, esaltando le immagini – discrete ma proprio per questo coinvolgenti – e ai sentimenti. Il film è ambientato a Pessac, paese natale di Eustache, e i rapporti familiari che intesse Daniel sono molto simili a quelli avuti da Eustache durante l’infanzia, vale a dire un freddo distacco con la madre e una stretta relazione con la nonna, che d’altronde – la vera nonna di Eustache – è la protagonista assoluta di quella straordinaria testimonianza di memoria cinematografica che prende il titolo di Numéro Zéro (1971).

Recensione Quinlan

Recensione Sentieri Selvaggi

Recensione Taxi Drivers


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale:  Mes petites amoureuses – I miei primi piccoli amori

Regia: Jean Eustache                               

Data di uscita: 20 dicembre 1974

Nazione: Francia                                      

Genere: Commedia, Drammatico

Durata:         123′                                       

Anno:     1974

Cast:  Martin LoebIngrid CavenDionys MascoloJacqueline Dufranne

Produzione:  Pierre Cottrell per Elite Films

Distribuzione:   I WONDER CLASSICS, in collaborazione con Unipol Biografilm Collection


*IL CINEMA RITROVATO* – THE STRAIGHT STORY – UNA STORIA VERA di David Lynch

Lunedì 09.10: 17.00 – 19.00 – 21.00

Martedì 10.10: solo ore 21.00

 

Restaurato in 4K nel 2023 da StudioCanal presso i laboratori Fotokem

e L’Immagine Ritrovata, a partire dal negativo originale e supervisionato da David Lynch.

Versione originale sottotitolata in italiano


TRAMA: Laurens, Iowa. Alvin Straight, settantatreenne che vive con la figlia Rose, viene a sapere che il fratello Lyle, con cui non parla da dieci anni, ha avuto un infarto. Prima che sia troppo tardi, decide di intraprendere un viaggio fino a Mount Zion, in Wisconsin, per incontrarlo. Non in corriera o in treno, perché Alvin vuole guidare da solo, con i suoi tempi e i suoi modi. Non avendo più una patente, non gli resta che guidare un tosaerbe con rimorchio e assaporare con lentezza le meraviglie del Midwest americano. In questo film, in qualche modo, Lynch intende suggerire che The Straight Story è Cuore selvaggio ribaltato, dove al posto di Big Tuna c’è una ospitale e umanissima comunità rurale, al posto degli incidenti più feroci vi sono tragici scontri con una natura benigna, e in cui la violenza degli uomini sugli uomini cerca di essere ricomposta attraverso un viaggio e un perdono. Ora, vi sono due modi di interpretare The Straight Story: vi è chi pensa che in fondo Lynch non sia cambiato gran che, e va alla ricerca degli elementi perturbanti del film mostrando che ci troviamo pur sempre di fronte a un mondo più vicino all’incubo che al sogno; e chi pensa che si tratti di un Lynch (troppo) pacificato. Una storia vera non è né vuole essere un apologo morale. Come Alvin, rifugge i piedistalli su cui salire per insegnare qualcosa. Ma è come se inevitabilmente ogni passaggio della sceneggiatura – la ragazza incinta in fuga, la donna che investe i cervi, i ciclisti che riflettono su gioventù e vecchiaia – e la saggezza delle parole di Alvin spingessero verso riflessioni esistenziali sostanziali. Pillole di saggezza semplici, ma mai ovvie.

Approfondimento Cineteca di Bologna


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale:  The Straight Story

Soggetto e Sceneggiatura: John Roach, Mary Sweeney.

Regia: David Lynch             

Nazione: USA

Genere: Drammatico          

Durata:         112’           

Anno:       1999

Cast: Richard FarnsworthHarry Dean StantonSissy SpacekJohn FarleyKevin FarleyEverett McGill

Produzione:  Mary Sweeney, Neal Edelstein per Asymmetrical Productions, Canal+, FilmFour Productions, Ciby 2000, Le Studio Canal+.

Distribuzione:   Cineteca di Bologna                         

Data di uscita: 11 Febbraio 2000