Monthly Archives:giugno 2026

KONTINENTAL ’25 di Radu Jude

 


TRAMA: Orso d’Argento per la Miglior Sceneggiatura al Festival di Berlino, si può considerare come una tragedia divisa in due atti, separati da una lunga dissolvenza in nero. Nel primo atto il regista racconta la storia di un vagabondo, un ex-atleta rumeno che trascorre le sue giornate facendo il mendicante nei luoghi più disperati ed insoliti, come il parco dei dinosauri. Nel secondo si assiste al tentativo di catarsi da parte di Orsoloya, l’ufficiale giudiziario che si occupa degli sfratti, sconvolta dai sensi di colpa per aver causato la morte dell’ex-atleta. Il film, in generale, tende ad avere la caratteristica proprio della duplicità oscillando tra genere comico e tragico, tra sacro e profano. «In realtà Kontinental ’25 è un progetto molto vecchio, a cui ho iniziato a pensare circa 15 anni fa, nel 2011. Avevo letto di questa storia realmente accaduta e volevo raccontarla, ma poi avevo messo da parte il progetto perché non riuscivo a dargli la forma che volevo. Ma poi per caso ho scoperto la città di Cluj, che mi ha colpito molto perché è passata da essere un villaggio a una cittadina di circa settantamila abitanti. Quanto mi ha attirato è stata la mancanza di giustizia sociale, e in un certo senso è diventata il microcosmo perfetto per rappresentare una situazione molto più generale che riguarda tutta la Romania. Prima tutti i problemi del nostro Paese venivano imputati al fatto di non avere abbracciato il capitalismo, ma negli ultimi decenni siamo diventati un Paese sempre più capitalista e i problemi non sono spariti, anzi se ne sono creati di nuovi e ancora più gravi. Le disuguaglianze sono aumentate, la giustizia ha un potere sempre minore, i servizi sociali sono sempre più distrutti. Crescendo con tutte queste cose ho iniziato a immaginare di farci sopra un film, ma è stato un processo molto lungo.». (note di regia) Radu Jude torna alla regia con Kontinental ’25, che fin dal titolo guarda esplicitamente al capolavoro Europa ’51; segue i sentieri aperti da Rossellini e senza nessuna pietà, forse con un po’ di ironia, ci racconta della triste fine di quegli immaginari persi nei meandri della Società dello Spettacolo e della fine della Storia. Oltre settant’anni dopo il continente è sull’orlo del baratro nazionalista, e mentre la popolazione si perde nella rassegnazione e nel senso di colpa che non trova spazio per un’azione politica concreta solo al cinema – inteso come assetto estetico-produttivo – è concesso ancora di scavare un solco nella società, nel tentativo di creare un argine contro i fascismi. Il film è una fotografia lucida e veritiera dei giorni nostri, che dovrebbe spingere tutti a un profondo esame di coscienza. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.


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SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Kontinental ’25                           

Distribuzione: I Wonder Pictures                                                            

Regia e Sceneggiatura: Radu Jude                       

Genere: Commedia, Drammatico

Nazione: Romania                                                    

Produzione: Saga Film

Cast: Serban PavluGabriel SpahiuEszter TompaMardare OanaAdonis TantaAnno:  2025              

Durata:  119’      

Data di uscita: 25 giugno 2026


***10eLUCE*** | 10. GENTE DI ROMA di Ettore Scola

Lunedì 06.07:  17.30 – 19.15 – 21.00

Martedì 07.06:  21.00


VERSIONE RESTAURATA IN 4K


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TRAMA: Che cosa è oggi Roma, la capitale. Che cosa è diventata, da chi è abitata, pensata, sognata e misurata con il metro dei propri passi o del caos del traffico, fuori dal finestrino di un’automobile o dei mezzi pubblici, tra i mille volti che affollano la metro, gli autobus e i tram. A che stanno pensando quelle persone che   s’attardano nei caffè e nelle piazze della città, quei vecchietti dagli sguardi lenti? E quale telenovela sarà riuscita a conquistare la ragazza che nella cucina della casa di fronte sta preparando i carciofi alla romana?  Persone qualunque di ogni età e ceto, dal disoccupato all’aristocratico: il barista razzista, il giornalista immigrato, il timido-allucinato che sente le voci nei cimiteri, il vecchio che sta per essere dimenticato in un ospizio dal figlio, l’impossibilità di ricordare di chi ha paura di avere l’Alzheimer, il ragazzo che viaggia in autobus e scopre la follia del mondo, la bellezza sublime delle vestigia dell’antichità e i barboni che ancora le animano.  “Gente di Roma” l’ultimo film di Ettore Scola, girato in digitale e poi trasferito in pellicola, è un omaggio del maestro – innamorato e amaro insieme – alla metropoli capace di accogliere con calda e cialtrona indifferenza tutti coloro che vi sono nati e tutti coloro che l’hanno eletta come città adottiva.  “Gente di Roma”: la gente che abita la città più bella, informe e feroce del mondo. Viene a tutti, prima o poi, la voglia di parlare del proprio villaggio. Incollare in un album di fotografie, in un diario, in uno zibaldone le immagini, i personaggi e le storie del mondo come va e del mondo alla rovescia. Il mio album di famiglia è dedicato a Roma e alla sua gente, quella di sempre e quella nuova, arrivata dai paesi più lontani. Immagini della Città note in tutto il mondo e immagini inedite o divenute inconsuete nel turbinio visuale che ci avvolge”. (note di regia)


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Gente di Roma                        

Nazione: Italia

Sceneggiatura: Ettore ScolaPaola ScolaSilvia Scola                               

Genere: Commedia, Documentario               

Distribuzione: Istituto Luce                                                             

Musiche: Armando Trovajoli                            

Regia: Ettore Scola

Durata:  93’            

Anno:  2003                       

Data di uscita: 31 ottobre 2003

Cast:  Arnoldo FoàValerio MastandreaStefania SandrelliFiorenzo FiorentiniSabrina ImpacciatoreRolando RavelloAntonello FassariSalvatore MarinoFabio FerrariGiorgio ColangeliAugusto FornariEdoardo LeoCorinna Lo CastroFabio FerriAlessia BarelaGiordano De PlanoAlessia BusielloFilomena CambiAnastasia CaratelliSimona CiantiSimonetta FantauzziCaridad PalacioGabriella SilvestriRaoul PompiliIacopo RicciFulvio CesettiMario De SantisAureliano LuppiMassimo SarchielliLola PagnaniBruno ContiMonica CerviniAlessandra CostanzoIvano De Matteo

Produzione: Istituto Luce, Roma Cinematografica


AVEMMARIA di Fortunato Cerlino

 


TRAMA: Fortunato è un bambino sensibile che cresce in una periferia di Napoli negli anni Ottanta, tra miseria, violenza, disagi e una famiglia numerosa sommersa di problemi, economici e non solo. Ha dalla sua una forte immaginazione e un talento nel cantare, ma anche un cuore puro. Gli saranno utili per farcela, costruirsi una vita diversa e poi tornare lì, nel posto in cui è nato, per chiudere con gli spettri del passato e confrontarsi con un cambiamento che lo ha salvato. Perché non è vero che “chi nasce tondo, non può morire quadrato”. Una sorta di “altra faccia di Gomorra“, si parte dallo stesso contesto disperante in cui il piccolo protagonista cresce, tra disagi in strada e difficoltà in casa, ma il punto di arrivo è completamente diverso. Perché la scuola può salvare. Coltivare un sogno può salvare. Avere una maestra degna di questo nome può salvare. Non a caso il film è dedicato alla maestra Giulia, vera maestra di Cerlino, di cui si sente la voce ai titoli di coda. Sbaglia chi immagina una regia “alla Gomorra“, Cerlino dimostra la sua cinefilia inserendo, accanto al realismo smaccato, frammenti visionari, onirici. La luna, che illumina e ispira il volo come rottura degli schemi disfunzionali appresi, ma anche le apparizioni del personaggio interpretato da un commosso Salvatore Esposito, che sembra incarnare l’autocoscienza del piccolo protagonista (brillantemente interpretato da Mario Di Leva, figlio del pluripremiato Francesco), per poi rivelarsi la sua versione adulta. «Quella di Felice è una lotta per la sopravvivenza per emanciparsi dal contesto di povertà e violenza in cui è immerso. Felice però è solo un bambino e l’unica strada che può percorrere per evadere da quel mondo disfunzionale è aggrapparsi tenacemente ai suoi sogni, alla sua capacità di immaginare una realtà alternativa. Felice sa che, così come per il paracadutista di plastica con cui gioca, la forza di gravità di quel mondo che vorrebbe schiacciarlo al suolo può essere vinta. Volare è possibile ma il muro immaginario che lo circonda è difficile da valicare. Credere che oltre quella prigione esista la libertà è un compito arduo per un bambino di dieci anni quando ciò che lo opprime è morte, indigenza, violenza, paura e rabbia. Quel mondo divora i sogni, appesantisce chi prova a salire in alto, aggredisce sul nascere ogni germoglio di emancipazione. Inoltre i diversi fanno paura, perché se andare oltre è un viaggio personale dell’eroe, il contesto che lo circonda teme quella possibilità». (note di regia).


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Avemmaria                                   

Distribuzione: Europictures                                                               

Regia e Sceneggiatura: Fortunato Cerlino          

Genere: Drammatico

Nazione: Italia/Ungheria                                        

Cast: Salvatore EspositoMarianna FontanaMario Di LevaGennaro Di ColandreaCarmine BorrinoFranca Abategiovanni

Anno:  2025              

Durata:  109’                        

Data di uscita: 25 giugno 2026

Produzione: Moving Milano, Ventottodieci Produzioni, Amego Film, Europictures, Rai Cinema


AFTER LIFE – QUAL È IL TUO RICORDO PIÙ BELLO? di Hirokazu Kore-Eda

29.06: 17.00 – 19.00 – 21.00

30.06: 21.00 (Versione Originale Sottotitolata)


 

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Il film non rientra nell’iniziativa CINEMA REVOLUTION e segue le solite tariffe di botteghino


TRAMA: Nel suo secondo film, conosciuto anche come “Wonderful Life”, Kore-Eda ci porta in una storia fantastica ambientata nei sette giorni che intercorrono tra la morte e l’arrivo in paradiso. Il soggetto esplora il tema universale di “cosa rappresentano i ricordi per le persone?”. La vicenda è quindi ambientata in una sorta di limbo, un luogo nel quale persone defunte di recente si ritrovano per seguire un percorso di qualche giorno, durante il quale ripenseranno alla propria esistenza. Gli edifici hanno l’aspetto di una struttura scolastica, un po’ decadente: qui i nuovi arrivati sono accolti dai membri di uno staff, che chiedono loro di selezionare un ricordo da portare con sé per l’eternità. Li aiuteranno, attraverso colloqui e interviste, a fare la propria scelta. Una volta che ciò è accaduto, l’ambiente del ricordo sarà ricostruito in modo che esso possa essere rivissuto una seconda volta, e venire così filmato, nell’ultimo giorno di permanenza presso la struttura, con l’ausilio di un vero e proprio set cinematografico. I membri che compongono lo staff sono un mistero fin dall’inizio: hanno a volte l’aria di studenti, altre si presentano quasi come un’équipe medica. Nonostante siano un gruppo, alcuni di loro spiccano, in particolare Mochizuki e Shiori. “Nella prima metà del film, le scene in cui le persone raccontano i loro ricordi sono un mix di varie interviste, tra cui attori che recitano battute, attori che condividono le loro esperienze reali e persone comuni che raccontano le loro esperienze reali. E anche nelle storie vere raccontate da persone comuni, ci sono elementi di abbellimento, drammatizzazione e fraintendimenti da parte loro. Volevo catturare le emozioni delle persone che oscillano tra la verità e la falsità di tali ricordi, in uno stile documentaristico”.(note di regia). Uno dei punti di forza del film è l’elevato numero di persone comuni che interpretano i defunti. Per sei mesi, dall’estate del 1997, quando sono iniziati ufficialmente i preparativi per il film, fino a poco prima dell’inizio delle riprese, ogni membro dello staff, munito di videocamera, ha visitato diverse location come case di riposo, templi, parchi in quartieri direzionali e campus universitari, conducendo interviste con la domanda: “Se poteste scegliere un solo ricordo…?”. Sono stati raccolti 500 “ricordi”. Dieci di questi intervistati sono stati selezionati per apparire nel film nei panni di sé stessi, condividendo i loro ricordi reali. Insomma, la ricerca del “ricordo perfetto” è quell’istante o quella sensazione capaci di riassumere tutto il senso di una vita e che, pur nella loro fragile evanescenza, esprimono la forza di forgiare l’identità stessa della persona che li ricorda.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: ワンダフルライフ, Wandafuru raifu

Distribuzione: BIM Distribuzione                         

Nazione: Giappone                                                    

Sceneggiatura e Regia: Hirokazu Kore-Eda       

Genere: Drammatico  

Cast: Arata, Erika Oda, Susumu Terajima, Takashi Naitô, Kyôko Kagawa

Anno:  1998              

Durata:  118’                        

Data di uscita: 29 giugno 2026

Produzione: Engine Film, Sputnik Productions, TV Man Union


ALLORA BALLIAMO di Amélie Bonnin

 


TRAMA: Cécile è una giovane donna a un passo dal realizzare il suo sogno: l’apertura di un ristorante gourmet a Parigi, frutto di anni di lavoro e ambizione. Ma quando il padre viene colpito da un infarto, è costretta a fermare tutto e tornare nel villaggio in cui è cresciuta. Immersa di nuovo nei ritmi lenti e familiari della provincia, lontana dal fermento della capitale, Cécile si ritrova faccia a faccia con i pensieri del suo passato. Un giorno, percorrendo le strade che conosce a memoria, incrocia per caso il suo primo amore. I ricordi riaffiorano, le emozioni sopite si risvegliano, e con esse le questioni mai risolte tra loro due. Mentre si prende cura del padre e rivede le sue radici con occhi nuovi, le certezze che sembravano incrollabili iniziano a incrinarsi. E forse, tra nostalgia e scelte, la vera ricetta della felicità non è quella che aveva immaginato. Il film è la fotografia esatta di una quarantenne schiacciata tra passato e futuro – come tutti i millennials -, che prova a rimboccarsi le maniche, a darsi da fare come può, tra il lavoro, la vita privata, la famiglia, i rimpianti, i sogni. Specchio preciso, magari crepato e appannato, ma pur sempre esempio di una generazione che sembra essere stata riscoperta (almeno) dal cinema. Una materia viva e pulsante, che Amélie Bonnin traduce e plasma secondo un’idea di linguaggio europeo senza la paura di ammiccare visivamente a una chiara cinematografia statunitense. Centrale è anche un nuovo modo di raccontare e di legarsi a certi temi e tempi: il disagio emotivo, l’impreparazione, l’incostanza e la zona di comfort, da cui uscire per ritrovare quella traccia capace di mettere in contatto ciò che siamo con ciò che eravamo. Perché, nell’esortazione del titolo, c’è la verità: se non v’è certezza di nulla, allora non resta che ballare. “Volevo rappresentare una donna che anche a 40 anni, non sente di doversi mostrare forte e decisa a tutti i costi, come a volte la società sembra richiedere, ma che sa abbracciare i propri dubbi e fragilità. Anche attraverso la madre di Cecile, volevo mostrare che si può cambiare strada a qualsiasi età”. Un aspetto catartico è sottolineato anche dal ruolo del cibo nel film: “Amo sia la raffinatezza dei ristoranti di lusso, dove il cibo diventa quasi un’opera d’arte, sia cucinare a casa, mangiare in ristoranti economici o gustare lo street food. Trovo affascinante che tutto possa coesistere. Ho la sensazione che viviamo in una società in cui ci viene costantemente chiesto di schierarci da una parte o dall’altra, di scegliere. Credo invece che anche cose molto diverse possano armonizzarsi”. (note di regia)


SCHEDA DEL FILM


Titolo originale: Partir un jour                              

Distribuzione: Fandango                                                                 

Regia: Amélie Bonnin                                              

Genere: Drammatico, Musicale

Sceneggiatura: Amélie Bonnin, Dimitri Lucas   

Nazione: Francia

Cast: Tewfik JallabBastien BouillonJuliette ArmanetDominique BlancFrançois Rollin

Anno:  2025              

Durata:  94’                          

Data di uscita: 18 giugno 2026

Produzione: Les Films du Worso, Topshot Films


ROMERÍA – IL MARE DEI RICORDI di Carla Simón

 


TRAMA: Marina, 18 anni, rimasta orfana in tenerissima età, giunge in Galizia sulle tracce della famiglia del padre biologico. Qui, mentre incontra zii, cugini e parenti mai conosciuti prima, cercherà di ricomporre i ricordi, talvolta contraddittori, dei suoi genitori e del loro amore travolgente, riportando alla luce emozioni familiari a lungo sepolte, verità non dette e ferite mai del tutto rimarginate. La regista Orso d’Oro Carla Simón gira con il ritmo dolce di una placida marea un film intenso, intimo e personale, una storia sulle radici ritrovate, sui legami familiari e su ciò che non abbiamo il coraggio di dire ad alta voce, neanche quando ce ne sarebbe un enorme bisogno. La cinepresa qui, più che mai, è uno strumento medianico: attraverso lenti, colori slavati, luci naturali, recupera l’immaginario delle vecchie pellicole, dei video familiari dimenticati, delle fotografie logore di un passato che resiste solo in forma di traccia. I flashback, innestati come sogni a occhi aperti, mettono in scena i genitori come icone di una movida libertaria e già contaminata dal tragico: corpi nudi sulla spiaggia, abiti anni Ottanta, felicità tossica. Queste immagini – che Marina non ha mai vissuto ma ha solo immaginato leggendo il diario della madre – diventano il suo unico archivio identitario. Un cinema come specchio rotto in cui si cerca di riconoscere un volto. un film sull’assenza, ma anche sull’incontro. Lente, progressive, le figure della famiglia paterna si materializzano nella vita di Marina: lo zio amicone, i cugini rumorosi, i nonni chiusi in una forma di ostinata, anche repellente, negazione. Nessuno è colpevole, nessuno innocente. Tutti, in fondo, hanno dimenticato come si racconta una storia condivisa. Così, assistiamo ad un cinema che si interroga sul senso stesso della rappresentazione, sul bisogno umano di vedere per ricordare, e di ricordare per esistere. In questo senso, il film si collega idealmente a una linea che unisce il cinema come archivio e il cinema come rito. In Romería, titolo che fa riferimento ai pellegrinaggi popolari spagnoli, non c’è solo la necessità di riscoprire i veri legami familiari ma anche quella di fare un viaggio interiore verso un passato per scoprire i segreti nascosti.  “Questa storia mira a recuperare l’eredità di una generazione dimenticata che ha subito le duplici conseguenze della dipendenza da eroina e della comparsa di un nuovo virus. Una parte della memoria storica spagnola che merita di essere rivisitata.” (note di regia)


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SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Romería                                        

Distribuzione: I Wonder Pictures                                          

Sceneggiatura e Regia: Carla Simón                    

Genere: Drammatico

Nazione: Spagna

Cast: Tristán UlloaSara CasasnovasLlúcia GarciaMiryam GallegoJosé Ángel EgidoJanet NovásCeline Tyll

Anno:  2025              

Durata:  114’                        

Data di uscita: 11 giugno 2026

Produzione: Elastica Films, Ventall Cinema, Dos Soles Media, Romería Vigo AIE


***10 e LUCE*** | 9. SENZA PELLE di Alessandro D’Alatri

Lunedì 22.06:  17.00 -19.00 – 21.00

Martedì 23.06:  21.00


VERSIONE RESTAURATA IN 4K


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TRAMA: Gina, impiegata alle poste, convive con Riccardo, autista dell’ ATAC, dal quale ha avuto un bimbo di 4 anni, Enrico. Improvvisamente Gina riceve una lettera d’amore da un certo Saverio e poi telefonate insistenti. Gina nasconde il fatto a Riccardo, ma questo scopre le lettere e Gina fatica a rassicurarlo sulla sua fedeltà. Poiché Saverio infila addirittura le lettere sotto la porta di casa e lascia un numero telefonico, Riccardo risale all’indirizzo di questi: affronta il giovane, che è uno psicopatico, ma la madre chiama la polizia che diffida Riccardo. Gina, dopo un incontro con la madre di Saverio, inizia a parlargli, e anche Riccardo, finisce per aiutarlo. Gina convince Urbano, proprietario di una serra, a farsi aiutare dal giovane. Un giorno Gina passa dalla serra, e Saverio le chiede un bacio: in un momento di debolezza e di pietà, la donna cede, ma, influenzata anche dalla bellezza, dalla dolcezza e dalle splendide poesie che il giovane le dedica, si lascia andare, per pentirsi subito poi di fronte allo choc emotivo di Saverio. Per sottrarla ad una situazione insostenibile Riccardo la porta al mare. Disperato per la perdita di Gina, Saverio ha una crisi e distrugge la serra. Arrestato, viene ricoverato in ospedale e ospitato in una comunità terapeutica dove un bigliettino gli cade accanto: è una ragazza del centro che gli lancia un messaggio di affetto e di speranza. “Saverio è un “senza pelle”, come lo definisce la psicologa che lo ha in cura: è cioè trasparente, subisce senza mediazioni gli stimoli dall’esterno, la grazia di Gina, che lo spinge a scrivere poesie bellissime e a mandare meravigliosi cesti di fiori, e la sensualità delle modelle di biancheria intima su una rivista, che stimolano invece la sua sensualità negata dalla situazione psicologica e familiare. La madre cerca di aiutare questo figlio come può, ma confida soprattutto sul trattamento farmacologico, mentre il giovane avrebbe bisogno di ben altro. Dopo Francesca Archibugi con Il Grande Cocomero, anche D’Alatri propone uno sguardo diverso sulla patologia psichica. È interessante il discorso sfaccettato del regista su universi non comunicanti che, in virtù della solidarietà, possono trovare un punto d’incontro.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: No Skin                                     

Nazione: Italia

Sceneggiatura e Regia: Alessandro D’Alatri                          

Genere: Drammatico                                          

Distribuzione: Istituto Luce                                                                          

Musiche: Alfredo La CosegliazMoni Ovadia

Durata:  91’            

Anno:  1994           

Data di uscita: 6 maggio 1994

Cast:  Paola Tiziana CrucianiLeila DuranteMassimo GhiniAnna GalienaMaria Grazia GrassiniPatrizia PiccininiKim Rossi StuartRenzo StacchiSergio TardioliMarina TagliaferriPiergiorgio Menichini

Produzione: Rodeo Drive, Istituto Luce, Rai


🎊 CINEMA IN FESTA 2026 🎊

Torna “Cinema in festa”

 a Giugno per 4 giorni: da Lunedì 15 a Giovedì 18

Biglietto Speciale a €3,50


Al via l’ottava edizione di CINEMA IN FESTA,

l’occasione imperdibile per vedere i film al cinema a un prezzo speciale.

L’iniziativa è promossa dal MiC 

con la collaborazione del 

David di Donatello – Accademia del Cinema Italiano


 

CINEMA IN FESTA è il progetto lanciato nel 2022 e che andrà avanti fino al 2026: ogni anno, a Giugno e a settembre, per 5 giorni dalla domenica al giovedì, il biglietto costerà soltanto 3,50€ per tutti i film.
La quinta edizione partirà Domenica 15 Settembre e si concluderà Giovedì 19 Settembre con le nuove uscite della settimana.

Ispirato alla “Fête Du Cinéma” francese, il progetto è nato dalla collaborazione tra distributori e cinema per garantire agli spettatori italiani una stagione cinematografica lunga dodici mesi.

La prima edizione di settembre 2022 ha totalizzato 1,15 milioni di spettatori e quest’anno l’iniziativa si inserisce nell’ambito di “CINEMA REVOLUTION – Che Spettacolo L’Estate”, la campagna sostenuta dal MiC che trasforma l’estate 2023 in una stagione straordinaria di film e promozioni.

Sito ufficiale

 

 

 

***IL CINEMA RITOVATO*** | ARRAPAHO di Ciro Esposito

Martedì 16 giugno

ore 19.00 e ore 21.00 

Versione Originale Restaurata 4K dalla Cineteca di Bologna


TRAMA: La bellissima Scella Pezzata, figlia di Palla Pesante, capo tribù dei Cefaloni, è promessa a Cavallo Pazzo, ma è innamorata di Arrapaho, figlio di Mazza Nera, capo tribù degli Arrapaho. Ma anche Luna Caprese della tribù Frocheyenne è innamorato di Arrapaho. Definito negli anni “l’oscenità al grado infantile (rumori compresi)” (Oreste Del Buono), “il più brutto film della storia del cinema italiano” (Morando Morandini), “capolavoro assoluto del cinema trash” (Roberto Poppi), Arrapaho è un folle western gay-demenzial-musicarello da subito amato dai ragazzacci degli anni Ottanta e poi cresciuto nel culto che giocava apertamente col trash, il basso costo, il cinema alla Monty Python. Tutto si deve dall’incontro tra il regista e produttore napoletano Ciro Ippolito, gran nome del cinema popolare, dopo Alien 2 – Sulla Terra e i film di Mario Merola, e il gruppo musicale, allora attivissimo, degli Squallor, formato da Daniele Pace, Toto Savio, Alfredo Cerruti, Giancarlo Bigazzi, veri musicisti e discografici che giocavano col demenziale e avevano pubblicato l’album Arrapaho solo l’anno precedente. Girato in quindici giorni nei dintorni di Roma, con qualche repertorio riciclato da altri western, si avvale di un cast capitanato dall’attore svizzero Urs Althaus e dalla greca Tini Cansino, già stellina di Drive In, ai quali si uniscono gli stessi Pace e Cerruti, caratteristi del western, del cinema felliniano e della scena napoletana. Uscito a Ferragosto a Viareggio e in altre zone balneari, distribuito dallo stesso Ippolito, malgrado le pessime recensioni dei critici, diventa un successo immediato e, negli anni, un vero e proprio oggetto di culto. Grande prova di Pace&Co., che danno vita a volgari ma fantastici monologhi sulle abitudini delle tribù indiane degli Arrapaho e dei Frocheyenne. Grande anche il totem fallico della tribù degli Arrapaho. La storia è percorsa da parodie di spot dell’epoca e da spezzoni di finta tv come un pre-blob. Celebre la frase di lancio: “Ciao! Vediti Arrapaho!”.


 SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Arrapaho                      

Produzione: Ciro Ippolito                                                                            

Data di uscita: 14 agosto 1984             

Durata:         98’                

Anno:     1984

Sceneggiatura: Ciro Ippolito, Silvano Ambrogi, Daniele Pace

Regia: Ciro Ippolito                                  

Genere: Commedia

Nazione: Italia                                           

Distribuzione: Cineteca di Bologna

Cast: Diego CappuccioTini CansinoBenedetto CasilloAlfredo CerrutiFiore De RienzoRoberta FregoneseGregorio GandolfoMaurizio GovernaGuendalina GiovannucciGiancarlo BigazziClara BindiArmando MarraMario OlivieriDaniele PaceLuigi MorraMarta RifanoTotò SavioRenato Rutigliano


STILL WALKING – CAMMINANDO IN UN GIORNO D’ESTATE di Hirokazu Kor’eda

17.06: 17.00 – 19.00

18.06: 21.00


 

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TRAMA: In una calda giornata d’estate, tornano con le rispettive famiglie nella casa dei genitori, dove vivono da decenni, per commemorare il quindicesimo anniversario della morte del fratello maggiore Junpei, annegato mentre cercava di salvare un ragazzo. Una semplice riunione familiare si trasforma in un’occasione per rivivere ricordi, tensioni e sentimenti contrastanti. Tra i rituali domestici della madre Toshiko, l’austera presenza del padre Kyohei, medico in pensione, e le stanze della casa d’infanzia, il tempo sembra essersi fermato. Eppure, lentamente, emergono cambiamenti che hanno trasformato ciascun membro della famiglia, ridefinendone rapporti, aspettative e fragilità. Seguiamo così ventiquattro ore di vita quotidiana in cui amore, nostalgia, rimpianto e risentimento convivono silenziosamente, attraverso piccoli gesti, conversazioni ordinarie e momenti di intima condivisione. Un’opera intensa e universale che celebra, con straordinaria sensibilità, la complessità degli affetti e le imperfezioni della famiglia. Con una incredibile delicatezza Kore-eda riesce a scendere in profondità e a dar corpo all’isolamento in cui si muove l’anziano padre, che continua a sottrarsi e a nascondere le sue dolorose frustrazioni in una stanca distanza, scalfita solo per un magnifico attimo dall’intrusione inaspettata di quel bimbo estraneo alla famiglia, figlio della donna “usata” che è divenuta sua nuora. Aruitemo, Aruitemo insegue dolcemente le emozioni che increspano la superficie della vita e sotto la quale pulsa l’orgogliosa e tenera vitalità della madre, comprensiva e allo stesso tempo incapace di accettare fino in fondo i suoi figli e le loro scelte. Il senso della perdita, la muta rassegnazione, il valore della speranza (come arma di sopravvivenza per “continuare a camminare” in questo percorso perennemente in salita (efficacemente raffigurato con la faticosa ascesa al cimitero da parte della famiglia) sono davvero attimi di cinema toccanti ed emozionanti che non possono lasciare indifferenti. Un capolavoro di quelli indimenticabili, da tenere stretti al petto per mantenersi ancora in piedi e godersi la bellezza di un cinema più vivo che mai come quello di Hirokazu Kore’eda “(…)In questo film ho contemplato e ritratto quelle piccole onde che riemergono nel corso di una vita(…)In altre parole mi sono concentrato sulle premonizioni e sui riverberi dell’esistenza, perché sono convinto che sia lì che si nasconde l’essenza della vita”. (note di regia)


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: 歩いても 歩いても, Aruitemo aruitemo

Distribuzione: BIM Distribuzione                         

Nazione: Giappone                                                                              

Sceneggiatura e Regia: Hirokazu Kore-Eda       

Genere: Drammatico  

Cast: Hiroshi AbeYouKirin KikiYoshio HaradaYui NatsukawaKazuya TakahashiShohei TanakaSusumu TerajimaHaruko Katô

Anno:  2008              

Durata:  115’                        

Data di uscita: 15 giugno 2026

Produzione: Bandai Visual Company, Cinequanon, Eisei Gekijo, Engine Film, TV Man Union