TRAMA: Cécile è una giovane donna a un passo dal realizzare il suo sogno: l’apertura di un ristorante gourmet a Parigi, frutto di anni di lavoro e ambizione. Ma quando il padre viene colpito da un infarto, è costretta a fermare tutto e tornare nel villaggio in cui è cresciuta. Immersa di nuovo nei ritmi lenti e familiari della provincia, lontana dal fermento della capitale, Cécile si ritrova faccia a faccia con i pensieri del suo passato. Un giorno, percorrendo le strade che conosce a memoria, incrocia per caso il suo primo amore. I ricordi riaffiorano, le emozioni sopite si risvegliano, e con esse le questioni mai risolte tra loro due. Mentre si prende cura del padre e rivede le sue radici con occhi nuovi, le certezze che sembravano incrollabili iniziano a incrinarsi. E forse, tra nostalgia e scelte, la vera ricetta della felicità non è quella che aveva immaginato. Il film è la fotografia esatta di una quarantenne schiacciata tra passato e futuro – come tutti i millennials -, che prova a rimboccarsi le maniche, a darsi da fare come può, tra il lavoro, la vita privata, la famiglia, i rimpianti, i sogni. Specchio preciso, magari crepato e appannato, ma pur sempre esempio di una generazione che sembra essere stata riscoperta (almeno) dal cinema. Una materia viva e pulsante, che Amélie Bonnin traduce e plasma secondo un’idea di linguaggio europeo senza la paura di ammiccare visivamente a una chiara cinematografia statunitense. Centrale è anche un nuovo modo di raccontare e di legarsi a certi temi e tempi: il disagio emotivo, l’impreparazione, l’incostanza e la zona di comfort, da cui uscire per ritrovare quella traccia capace di mettere in contatto ciò che siamo con ciò che eravamo. Perché, nell’esortazione del titolo, c’è la verità: se non v’è certezza di nulla, allora non resta che ballare. “Volevo rappresentare una donna che anche a 40 anni, non sente di doversi mostrare forte e decisa a tutti i costi, come a volte la società sembra richiedere, ma che sa abbracciare i propri dubbi e fragilità. Anche attraverso la madre di Cecile, volevo mostrare che si può cambiare strada a qualsiasi età”. Un aspetto catartico è sottolineato anche dal ruolo del cibo nel film: “Amo sia la raffinatezza dei ristoranti di lusso, dove il cibo diventa quasi un’opera d’arte, sia cucinare a casa, mangiare in ristoranti economici o gustare lo street food. Trovo affascinante che tutto possa coesistere. Ho la sensazione che viviamo in una società in cui ci viene costantemente chiesto di schierarci da una parte o dall’altra, di scegliere. Credo invece che anche cose molto diverse possano armonizzarsi”. (note di regia)
Titolo originale: Partir un jour
Distribuzione: Fandango
Regia: Amélie Bonnin
Genere: Drammatico, Musicale
Sceneggiatura: Amélie Bonnin, Dimitri Lucas
Nazione: Francia
Cast: Tewfik Jallab, Bastien Bouillon, Juliette Armanet, Dominique Blanc, François Rollin
Anno: 2025
Durata: 94’
Data di uscita: 18 giugno 2026
Produzione: Les Films du Worso, Topshot Films

