Lunedì 13.04:
17.00 – 19.00 – 21.00
Martedì 14.04:
21.00
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Trama: Liberamente ispirato al romanzo di Leonardo Sciascia, il film si inquadra in quel filone di opere di impegno altamente civile, che da tempo lascia sullo schermo tracce più che positive e degne di largo rispetto. Palermo, 1936, con assoluta freddezza, Tommaso Scalia uccide tre volte: prima elimina con una coltellata l’ex-superiore Avvocato Spatafora, che lo aveva licenziato; poi il collega che ha preso il suo posto di impiegato presso una organizzazione sindacale fascista e infine la moglie dopo averla violentata in una strada fra gli ulivi. Il destino di Scalia appare segnato poiché, secondo il codice penale dell’epoca, per delitti del genere è prevista la pena di morte con fucilazione alla schiena. Ma Vito Di Francesco, un giudice “a latere”, che detesta l’idea stessa della pena di morte e che la considera una prova manifesta di inciviltà giuridica ed umana, pur di fronte all’assassinio più orrendo, scava così nella vita dell’imputato, pone precise domande ai testimoni e indaga per conto suo, allo scopo di trovare per sete di giustizia spiragli di attenuanti, che infatti trova. Durante il processo, il giudice paziente e scrupoloso non solo incontra le pressioni del procuratore e dello stesso presidente del tribunale, per i quali si deve rispettare quella legge che il regime fascista ha voluto onde eliminare i delinquenti e assicurare ai cittadini la possibilità di “dormire con le porte aperte”, ma perfino l’ostilità dello stesso imputato, il quale, coerentemente ai propri principi di violenza, vuole caparbiamente che il tribunale lo condanni a morte. Si associa a Di Francesco solo il giurato Consolo un proprietario terriero dei dintorni uomo modesto, ma pieno di buonsenso e di umanità. Grazie anche all’appoggio di costui, il coraggioso magistrato riesce a far condannare Scalia all’ergastolo. Sarà subito trasferito in una oscura Pretura, pagando con ciò l’audacia del proprio comportamento, ma recando incise nel cuore parole di fiducia in un avvenire, in cui sulla Giustizia non pesi l’ombra di norme e procedure imposte dalla politica.
Titolo originale: Open doors
Nazione: Italia
Regia: Gianni Amelio
Distribuzione: Istituto Luce
Genere: Drammatico
Musiche: Franco Piersanti
Soggetto: dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia
Sceneggiatura: Gianni Amelio, Vincenzo Cerami, Alessandro Sermoneta
Durata: 108’
Anno: 1990
Data di uscita: 29 marzo 1990
Cast: Gian Maria Volonté, Ennio Fantastichini, Renato Carpentieri, Tuccio Musumeci, Silverio Blasi, Nicola Vigilante, Vittorio Zarfati, Maria Spadola, Orazio Stracuzzi, Egidio Termine, Paolo Volpicelli, Giacomo Piperno, Melita Poma, Gigliola Raja, Eleonora Schinina’, Luigi Stefanachi, Francesco Sineri, Turi Catanzaro, Antonio Appierto, Lydia Alfonsi, Vitalba Andrea, Nicola Badalucco, Pietro Bertone, Domenico Gennaro, Francesco Gabriele, Renzo Giovampietro, Cinzia Insinga, Nino Isaia, Giancarlo Kory, Maria Lauretta, Fabrizio Mendola, Sara Micalizzi, Tony Palazzo, Roberto Nobile
Produzione: Erre Produzione, Urania Film, Istituto Luce, I.N.C

