Monthly Archives:dicembre 2023

***EVENTO SPLENDOR*** – KISSING GORBACIOV di Andrea Paco Mariani & Luigi D’Alife

— Martedì 23 gennaio —

ore 21.00

Saranno presenti in sala

Andrea Paco Mariani – Regista

Antonio Princigalli

Francesco Costantini – Giornalista e critico musicale

Fabrizio Versienti – Giornalista e scrittore

Prenota il tuo posto


TRAMA: Tutto nasce da un sogno, quello che gli organizzatori del festival “Le idi di marzo”, Antonio Princigalli e Sergio Blasi – che in seguito avrebbe dato vita alle Notti della Taranta – fanno nel 1988: invitare alcuni gruppi musicali sovietici a suonare a Melpignano, e portare alcune band italiane a suonare in Russia. La cosa incredibile è che ci riuscirono: le band sovietiche arrivano in Salento. E i CCCP finiranno a suonare a Mosca e a Leningrado. Il film ricostruisce la parte italiana e quella sovietica di quel doppio tour, con materiale d’archivio, le testimonianze di testimoni di quel momento, come i giornalisti Alba Solaro, Francesco Costantini e del critico musicale Gino Castaldo. E con la testimonianza dei componenti storici dei CCCP, che per la prima volta dopo anni rivediamo insieme. Una reunion per il film, a casa di Giovanni Lindo Ferretti sull’Appennino tosco/emiliano. Ma che potrebbe anche preludere ad altri progetti. L’immagine prelevata dall’archivio non deve essere selezionata come semplice indice che testimoni l’avvenuta realtà di un evento passato, ma deve essere invece interrogata come una rappresentazione, cioè come un simbolo che dia la possibilità di sapere cogliere gli elementi della realtà passata e saperli interpretare nel nostro presente. In altre parole: che cosa siamo in grado di leggervi noi oggi in quelle immagini? E che tipo di relazione, dialettica o di contraddizione, vogliamo stabilire fra la nostra contemporaneità e quel tempo, le nostre immagini e quelle immagini? Insieme alla musica, il viaggio è certamente tra i temi centrali del film. Un viaggio temporale che attraversi tutti gli anni 80′ fino al biennio 88-89 ed ancora oltre, con il crollo del muro di Berlino e la dissoluzione dell’URSS. Ma anche un viaggio fisico, più di 3.500 km tra Melpignano e Leningrado, oggi San Pietroburgo, passando per la rossa Emilia e Mosca, muovendosi tra due realtà geograficamente e culturalmente distanti come il Salento degli anni 80’ e l’Unione Sovietica. (note di regia)

Sito ufficiale

Sito distribuzione


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale:  Kissing Gorbaciov

Nazione:   Italia

Genere: Docufilm                                    

Regia: Andrea Paco Mariani, Luigi D’Alife

Durata:         97′                                                   

Anno:       2022

Cast:              Massimo Don, Giovanni Lindo Ferretti, Viktor Sologub, Massimo Zamboni, Pavel Zelinskiy.

Sceneggiatura:        Andrea Paco Mariani, Luigi D’Alife, Roberto Zinzi

Produzione:             SMK Factory

Distribuzione: OpenDDB                        

Data di uscita: 24 novembre 2023


THE MIRACLE CLUB di Thaddeus O’Sullivan

 


TRAMA: Dublino, 1967. A quarant’anni di distanza dalla sua partenza per gli Stati Uniti, Chrissie Limey torna alla casa dove è nata e ha trascorso la sua adolescenza, per partecipare al funerale della madre Maureen. La comunità la accoglie con sorpresa, in particolare Lily, la migliore amica di Maureen, ed Eileen, che è stata la migliore amica di Chrissie. Il grande assente è Declan, il figlio di Lily, morto da giovane per annegamento. Il funerale di Maureen è l’occasione per assegnare un premio ad alcuni membri della comunità: un pellegrinaggio a Lourdes. Quel viaggio diventerà soprattutto un’occasione di perdono e di riconciliazione – se coloro che l’hanno intrapreso sapranno accoglierle. Con uno strepitoso cast femminile dove giganteggia una spettacolare Maggie Smith, perfettamente accompagnata nei suoi duetti e trii da Kathy Bates e Laura Linney, il regista Thaddeus O’Sullivan affronta oscuri segreti, credenze religiose e inesplicabili rancori, con un tono miracolosamente (visto il tema non si può definire altrimenti) lieve. Dramma e commedia sono perfettamente bilanciati e il film si fa apprezzare dagli agnostici come dai fedeli, centrando la narrazione non su miracoli veri o presunti, ma sull’importanza dell’empatia e della capacità di comprensione l’uno dell’altro, con un sorriso. Siamo di fronte a una commedia amara che mostra come sia vana la speranza di chi crede che a Lourdes possano accadere dei miracoli. In una scena simbolo, Eileen svela all’incredula Dolly che dal 1858, giorno dell’apparizione della Madonna a Bernadette, sono avvenuti solo sessantadue miracoli. Ma, sin dalle prime battute, si intuisce che Lourdes, oltre ad essere un luogo sacro caro ai cattolici, è soprattutto per Dolly, Eileen e Lily un’occasione per cambiare aria e vivere, finalmente, la possibilità di fare un viaggio all’estero e ribellarsi a dei mariti che trascorrono le serate al pub e le schiavizzano in casa e il vero miracolo che si compie è che i loro ottusi e maschilisti mariti imparano a spadellare, a fare la spesa e a cambiare i pannolini al bebè.


Scheda del film

Titolo originale: The Miracle Club              

Nazione:   Irlanda, Gran Bretagna

Sceneggiatura: Joshua MaurerTimothy PragerJimmy Smallhorne

Genere: Commedia                                        

Regia:  Thaddeus O’Sullivan

Durata:         91’                 

Anno:  2023       

Data di uscita: 04 gennaio 2024

Cast:  Laura LinneyKathy BatesMaggie SmithAgnes O’CaseyMark O’HalloranMark McKennaNiall BuggyHazel DoupeStephen Rea

Produzione: Zephyr Films, City Films Entertainment, City Films I, Ingenious Media, ShinAwil Productions             

Distribuzione: Europictures


FOGLIE AL VENTO di Aki Kaurismäki

 

 


TRAMA: Presentato in concorso al Festival di Cannes 2023, ha vinto il Premio della giuria. Ha ottenuto una nomination per la Palma d’oro ed è stato selezionato per i prossimi Academy Awards 2024. Ora è in lizza per l’Oscar al miglior film in lingua straniera. Il film racconta di due persone sole che si incontrano per caso una notte a Helsinki. È l’ultima occasione per trovare il primo, unico e definitivo amore della loro vita. Il percorso è però intralciato dall’alcolismo di lui, dai numeri di telefono persi, dal non conoscere nomi o indirizzi reciproci e dalla tendenza generale della vita a porre ostacoli a chi cerca la propria felicità. Ciò che salta agli occhi davanti alla gran parte dei personaggi di Kaurismäki è il loro essere marginali, “banditi” e profondamente soli. Qualunque cosa essi siano, si tratta comunque di poveri cristi che mandano avanti le giornate. Ambientato in un tempo ambiguo, sospeso, dove la tecnologia odierna rischia soltanto di essere un ostacolo: le offerte di lavoro si trovano esclusivamente tramite computer (che Alma non possiede), mentre il cellulare è inutile se il numero della persona amata vola via. Kaurismäki, però, sa bene che l’amore cela in sé una forma di riscatto. Solo le notizie sul conflitto in Ucraina scalfiscono l’imperturbabilità dei personaggi, e sono un controcanto che ritorna nel corso del film. Ma non si tratta soltanto di esprimere un generico disgusto per la guerra: Kaurismäki ci ricorda che la Finlandia vive la crisi bellica con un’intensità persino maggiore, in quanto paese confinante con la Russia. E, indipendentemente dall’ambientazione temporale, la guerra non si esaurisce mai. Potrebbe anche essere l’autunno del 2024, ma le notizie sono sempre le stesse, i massacri non cambiano: è l’eterno ritorno dell’orrore. Così, l’amore non rappresenta solo il riscatto di due infelici, bensì un rifugio dove trovare il meglio che l’umanità abbia da offrire. Il film è un inno alla resistenza umana. E ci ricorda, in ogni inquadratura, in ogni poster e col finale, che il cinema è una faccenda per gente che ama il cinema. Seriamente.

Sito ufficiale


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Kuolleet lehdet                  

Nazione:   Finlandia, Germania  

Sceneggiatura: Aki Kaurismäki

Genere: Commedia                                        

Regia:  Aki Kaurismäki

Durata:         81’                 

Anno:  2023       

Data di uscita: 21 dicembre 2023

Cast:  Alma PöystiJussi VatanenAlina TomnikovSakari KuosmanenJanne HyytiäinenMartti SuosaloMaria HeiskanenNuppu KoivuMatti OnnismaaAlma

Produzione: Sputnik, Oy Bufo Ab               

Distribuzione: Lucky RedBIM distribuzioni


***IL CINEMA RITROVATO*** – THE DREAMERS di Bernardo Bertolucci

Lunedì 08.01: 17.00 – 19.00 – 21.00

Martedì 09.01: solo ore 21.00


Restaurato in 4K nel 2023 da Cineteca di Bologna

in collaborazione con Recorded Picture Company

presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, a partire dal negativo originale.

Restauro realizzato sotto l’egida della Fondazione Bernardo Bertolucci.

Versione originale sottotitolata in italiano


TRAMA: 1968, Parigi: l’americano Matthew, studente alla Cinémathèque française, stringe amicizia con la francese Isabelle e suo fratello Thèo. Approfittando dell’assenza dei genitori, i due invitano il loro nuovo amico a trasferirsi a casa loro. Inizierà così un rapporto decisamente ambiguo tra i tre: Matthew si innamorerà, ricambiato, di Isabelle, ma dovrà fare i conti con l’amore incestuoso che lega Thèo alla sorella. Adattamento dell’omonimo romanzo di Gilbert Adair, un’opera raffinata in cui Bertolucci riflette sulla sostanziale utopia e le ingenuità insite in ogni rivoluzione, destinate a confrontarsi con l’amara concretezza della quotidianità e lo sfaldarsi di illusioni spacciate per certezze. “Noi dicevamo spesso che avremmo voluto dare una macchina da presa a chiunque. Io lo penso ancora, così ognuno potrebbe raccontare il proprio, di Sessantotto. […] Il film è diretto più ai giovani, che allora non c’erano. Vorrei avere una macchina del tempo per poterli condurre in quell’epoca. Io non sono interessato ai film prettamente storici, non avevo intenzione di fare un docudrama: volevo, piuttosto, dare vita a un contagio e dire ai ragazzi di oggi che, se era giusto ribellarsi allora, lo è anche adesso. Nel film, la politica viene dopo la libertà e il sesso perché il ’68 non era solo politica. […] Prima di tutto, nel ’68 c’erano tante emozioni: un mix di cinema, sesso, rock’n’roll, le prime canne e poi, ovviamente, la politica”. (Bernardo Bertolucci)

Approfondimento Cineteca di Bologna


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale:  The dreamers

Soggetto: dal romanzo The Holy Innocents di Gilbert Adair

Sceneggiatura: Gilbert Adair, Bernardo Bertolucci

Regia: Bernardo Bertolucci                                      

Nazione: GB-Francia-Italia

Genere: Drammatico          

Durata:         115’       

Anno:       2003

Cast:               Michael Pitt (Matthew), Eva Green (Isabelle), Louis Garrel (Théo), Robin Renucci (il padre), Anna Chancellor (la madre), Jean-Pierre Léaud (se stesso), Jean-Pierre Kalfon (se stesso), Florian Cadiou (Patrick), Ingy Fillion (la ragazza di Théo).

Produzione: Jeremy Thomas per Recorded Picture Company Ltd, Peninsula Film, Fiction Film, Medusa Film

Distribuzione:   Cineteca di Bologna                      

Data di uscita: 10 ottobre 2003


20.000 SPECIE DI API di Estibaliz Urresola Solaguren

|| Film in versione originale con sottotitoli in italiano ||


TRAMA: Lucía è una bambina di sei anni nata in un corpo maschile, che tutti chiamano Aitor. Lucía non vede l’ora che arrivino le vacanze estive, così da potersi lasciare alle spalle l’anno scolastico appena trascorso. Sua madre Ane, invece, si trova nel bel mezzo di una crisi che coinvolge sia la sfera professionale che sentimentale e decide di trasferirsi per l’estate a casa dei suoi genitori insieme ai suoi tre figli. Accanto ai nonni di Lucía vive anche la zia Lourdes, un’appassionata di apicoltura che produce miele. Questa estate cambierà la vita di queste tre donne di età diverse e generazioni differenti, costringendole a essere oneste prima di tutto con sé stesse e aiutandole a decide come vogliono presentarsi al mondo. Il film non parla solo dell’infanzia trans, ma anche di molte altre questioni. In particolare, affronta il peso delle tradizioni familiari, sociali e culturali con cui dobbiamo avere a che fare nella vita, per diventare individui liberi. “Un tema fondamentale del film. È per questo che c’è un doppio punto di vista, nonostante molti laboratori di scrittura mi abbiano sconsigliato di farlo, visto che i dogmi della sceneggiatura di solito obbligano a sceglierne uno solo. C’è il punto di vista della figlia, ma anche quello della madre, che è il personaggio con cui mi identifico di più, per via della mia esperienza personale e della generazione a cui appartengo. Il film è il viaggio comune di queste due protagoniste. Per me l’infanzia trans è solo un altro aspetto della varietà umana, dei diversi modi di essere e di vivere che esistono nel mondo. Nel contesto è la questione dell’infanzia trans a mettere in moto la famiglia, trasformando i legami e facendo emergere cose nascoste. Mi interessava affrontare la questione dell’identità in modo più ampio e studiare come le relazioni familiari possono influenzare il nostro viaggio verso l’autodeterminazione” (note di regia).


Titolo originale: 20.000 especies de abejas             

Nazione:   Spagna  

Sceneggiatura: Estibaliz Urresola Solaguren

Genere: Drammatico                                     

Regia:  Estibaliz Urresola Solaguren

Durata:         129’              

Anno:  2023       

Data di uscita: 14 dicembre 2023

Cast:   Sofía OteroPatricia López ArnaizAne GabarainItziar LazkanoSara CozarMiguel GarcésMartxelo Rubio

Produzione: Euskal Irrati Telebista, Gariza Films, Inicia Films, Instituto de la Cinematografía y de las Artes Audiovisuales, Movistar+, Radio Televisión Española

Distribuzione: ARTHOUSE – I Wonder Pictures

***IL CINEMA RITROVATO*** 50 anni di AMARCORD di Federico Fellini

Lunedì 18.12: 16.30 – 18.45 – 21.00

Martedì 19.12: Solo ore 21.00Restaurato in 4K realizzato dalla Cineteca di Bologna al laboratorio

l’Immagine Ritrovata con il sostegno di yoox.com

 

IL FILM È PRECEDUTO DA AMARCORD FELLINI,

MONTAGGIO REALIZZATO DA GIUSEPPE TORNATORE

A PARTIRE DAI PROVINI, TAGLI E DOPPI SUL SET DI AMARCORD

RITROVATI DA CRISTALDIFILM E DALLA CINETECA DI BOLOGNA


TRAMA: A Borgo, un immaginario paesino della Romagna, tra il 1930 e il 1935, l’adolescente Titta cresce subendo condizionamenti dentro e fuori l’ambito domestico. Suo padre Aurelio è un piccolo impresario edile perennemente in discordia con la moglie Miranda; zio Pataca vegeta alle spalle dei parenti; zio Teo è ricoverato in manicomio; il nonno si gode egoisticamente una salute di ferro, non trascurando di prendersi delle libertà con la domestica. Nella cittadina emergono alcuni personaggi destinati a diventare parte dei ricordi adolescenziali di Titta: la “Gradisca”, una procace parrucchiera; Volpina una ragazza un po’ scema e priva di freni inibitori; una tabaccaia mastodontica, quasi mostruosa; un avvocato dalla retorica facile e magniloquente; Giudizio, il matto del villaggio; Biscein il bugiardo; il motociclista esibizionista e tutta una galleria di personaggi che, agendo nel mondo della scuola, della chiesa, e nelle feste fasciste, nelle celebrazioni folcloristiche o negli avvenimenti eccezionali, rivelano caratteristiche bislacche. Le stagioni trascorrono inesorabili, scandite dal cadere della neve o dalle “manine” staccatesi dai primi fiori primaverili. È il momento di diventare grandi…

“Amarcord è una paroletta bizzarra, un carillon, una capriola fonetica un suono cabalistico, la marca
di un aperitivo… Una parola che nella sua stravaganza potesse diventare la sintesi, il punto di
riferimento, quasi il riverbero sonoro di un sentimento, di uno stato d’animo, di un atteggiamento,
di un modo di sentire e di pensare duplice, controverso, contraddittorio, la convivenza di due
opposti, la fusione di due estremi come distacco e nostalgia, giudizio e complessità, rifiuto e
adesione, tenerezza e ironia, fastidio e strazio. Se si uniscono amare, core, ricordare e amaro, si
arriva a Amarcord” (Federico Fellini).

Approfondimento Cineteca di Bologna


Titolo originale:  Amarcord

Sceneggiatura: Federico Fellini, Tonino Guerra.

Regia: Federico Fellini                                                

Nazione: Italia – Francia

Genere: Commedia             

Durata:         125’+8’            

Anno:       1973

Cast:               Bruno Zanin (Titta), Pupella Maggio (Miranda), Armando Brancia (Aurelio), Stefano Proietti (Oliva), Giuseppe Ianigro (nonno di Titta), Nandino Orfei (il “Pataca”), Ciccio Ingrassia (Teo), Carla Mora (Gina), Magali Noël (Gradisca), Luigi Rossi (l’avvocato), Maria Antonietta Beluzzi (tabaccaia), Josiane Tanzilli (Volpina)

Produzione:  Franco Cristaldi per F.C. Produzioni (Roma), PECF (Parigi)

Distribuzione:   Cineteca di Bologna                      

Data di uscita: 18 dicembre 1973


 

THE OLD OAK di Ken Loach

 


TRAMA: The Old Oak è un posto speciale. Non è solo l’ultimo pub rimasto, è anche l’unico luogo pubblico in cui la gente può incontrarsi in quella che un tempo era una fiorente località mineraria e che oggi attraversa momenti molto duri, dopo 30 anni di ininterrotto declino. Il proprietario del pub, TJ Ballantyne riesce a mantenerlo a stento, e la situazione si fa ancora più precaria quando The Old Oak, diventa territorio conteso dopo l’arrivo dei rifugiati siriani trasferiti nel villaggio. Stabilendo un’improbabile amicizia, TJ si lega ad una giovane siriana, Yara. Riusciranno le due comunità a trovare un modo di comunicare? La storia è dunque di quelle che accomunano tante periferie europee, dove la crisi economica, le complesse dinamiche sociali e la carenza di servizi e presidi territoriali, lascia la popolazione in balia degli eventi, accrescendo un rancore serpeggiante che viene facilmente sfogato sul capro espiatorio di turno. In questo caso i profughi siriani, in cerca di un luogo sicuro dove andare, spauriti per aver dovuto abbandonare il loro Paese e spaventati per l’accoglienza affatto calorosa a loro riservata. Il motto adottato però da TJ e Yara, protagonisti del film, lascia intravedere una soluzione: “Mangiamo insieme, restiamo insieme” e così la pellicola diventa uno strumento per divulgare solidarietà. “Un giorno dovremo essere così organizzati e determinati da fare in modo che la solidarietà possa porre fine alla sofferenza e alla necessità di ricorrere alle lotte. Abbiamo già aspettato troppo a lungo” ha affermato Loach, dichiarando che “Forza, solidarietà, resistenza possono essere le parole per il nostro tempo. Ma io suggerirei di aggiungervi: agitare, educare, organizzare. Perché senza l’organizzazione non potremo mai vincere la nostra battaglia per un mondo migliore”. Le pellicole di Ken Loach non sono mai consolatorie, perché lo scopo è quello di smuovere le coscienze. La speranza è un lusso al quale le persone dei ceti medio bassi non hanno diritto di accedere. Lusso che però l’autore inglese si è voluto in parte concedere per il suo ultimo film come commiato.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: The Old Oak

Nazione:   Francia  

Sceneggiatura: Paul Laverty, Ken Loach

Genere: Drammatico                                     

Regia:  Ken Loach

Durata:  113’              

Anno:  2023       

Data di uscita: 16 novembre 2023

Cast: Dave TurnerEbla MariDebbie HoneywoodChris GottsRob KirtleyAndy DawsonMaxie PetersLloyd MullingsReuben Bainbridge

Produzione: Sixteen Films                           

Distribuzione: Lucky Red


 

***I WONDER CLASSICS*** – FUNNY GAMES di Michael Haneke

Lunedì 11.12: 17.00 – 19.00 – 21.00

Martedì 12.12: solo ore 21.00

Versione Originale restaurata 4K con sottotitoli in italiano


TRAMA: Sembra una normale vacanza al lago, come ne hanno fatte tante, per Anna, Georg e il loro figlioletto Georgie: la casa è pulita, le provviste sono in frigo e la barca è pronta a essere calata in acqua. Finché due ragazzi dai modi apparentemente cortesi si presentano alla loro porta. Dando il via a una spirale di violenza dagli esiti del tutto imprevedibili. Thriller fuori da ogni schema presentato nel 1997 al Festival di Cannes. Haneke, che di questo stesso film dieci anni dopo girerà un remake americano, offre una delle più potenti e agghiaccianti riflessioni sull’impatto della violenza nei media, mettendo in scena un ipnotico gioco al massacro in cui nemmeno lo spettatore può dirsi innocente. Ogni singolo fotogramma assume una ben precisa valenza in Funny Games. Haneke ha realizzato con questa sua importante opera non soltanto un sottile, raffinato (e alquanto sadico, nell’accezione più ampia del termine) horror psicologico ma, molto di più con un’ estetica studiata fin nel minimo dettaglio si presenta come un costante, estenuante e altamente disturbante dialogo tra il regista e il pubblico. non è un semplice attacco al mondo altoborghese (“Voi siete dalla parte loro. Su chi scommettete? Pensate davvero che abbiano la possibilità di vincere?”, afferma a un certo punto Paul, rivolgendosi direttamente al pubblico). Il discorso sociale, nel film, è presente, ma viene marginalizzato, per un raffinato esperimento metalinguistico, in cui vediamo innanzitutto un’attenta riflessione sulla messa in scena della violenza, sul potere del cinema di plasmare la realtà a proprio piacimento, al fine di risvegliare nello spettatore le più disparate emozioni.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale:  Funny Games

Regia: Michael Haneke                            

Data di uscita: 2 luglio 1998

Nazione: Austria                                      

Genere: Thriller

Durata:  103′                                       

Anno:     1991

Cast:  Susanne LotharUlrich MüheArno FrischFrank GieringStefan ClapczynskiDoris KunstmannChristoph BantzerWolfgang GlückSusanne MeneghelMonika Zallinger

Produzione:  Wega Film

Distribuzione: Lucky Red, I WONDER CLASSICS, in collaborazione con Unipol Biografilm Collection