Monthly Archives:aprile 2022

#PASOLINI100

CALENDARIO PROIEZIONI

Per ogni proiezione sarà disponibile al botteghino scheda film e relativa recensione


In collaborazione con la Cineteca di Bologna e la Cineteca Nazionale

RIPORTIAMO IN SALA IL CINEMA DI PIER PAOLO PASOLINI NEL CENTENARIO DELLA SUA NASCITA.

Tredici film che rappresentano la quasi totalità della filmografia pasoliniana:

ACCATTONE

Qui le schede preparate dalla Cineteca di Bologna

GLI AMORI DI ANAÏS di Charline Bourgeois-Tacquet

 


TRAMA 

Anaïs ha trent’anni, è senza un lavoro, vive alla giornata in un appartamento che non può permettersi… e corre. Corre sempre e sembra essere inafferrabile, così come lo sono suoi pensieri. La sua vita è così frenetica che nemmeno il suo fidanzato, di cui ogni tanto si scorda, sembra riuscire a fermarla. Un giorno però, Anaïs incontra Daniel, un editore che s’innamora immediatamente di lei. Ma Daniel vive con Emilie, un’affascinante scrittrice, che cattura l’attenzione di Anaïs. Le loro strade s’incrociano per un caso fortuito e questo incontro scatena in Anaïs un sentimento che mai aveva provato prima. La ragazza decide così di fare il possibile per incontrare nuovamente Emilie, seguendola ovunque pur di trascorrere del tempo insieme e con lei…fermarsi. Inizia così la storia di una giovane donna irrequieta e di un incontro indimenticabile che le cambierà la vita. Il film ha un buon ritmo, è ironico ed ha un piglio piuttosto scanzonato. Ciò fa si che lo spettatore lo segua con piacere. Non è sdolcinatamente romantico, o melò, pur essendo una commedia sentimentale. Tratta l’amore tra due donne in modo delicato, garbato ed anche naturale, senza retorica o voyeurismo. Davanti a noi c’è la storia di una ragazza che sta cercando la propria strada, il proprio posto nel mondo, che ancora è confusa su ciò che vuole fare, come confusi sono la sua vita e la sua quotidianità, che sembrano un gran caos. Anche se in questo caos lei pare destreggiarsi benissimo. Forse vuole anche lei fare la scrittrice, come le consiglia la stessa Emilie: raccontare la sua vita, farne qualcosa di importante, non lasciarla passare così. Forse Anaïs vede in Emilie tutto quello che vorrebbe essere: una donna colta, elegante, una scrittrice affermata, ma anche una persona che sa godersi la vita e non si lascia imprigionare da steccati ideologici o gabbie sociali.


SCHEDA FILM

Titolo originale:     Les amours d’Anaïs

Nazione: Francia      

Genere:    Sentimentale

Regia: Charline Bourgeois-Tacquet

Durata:    98′

Anno:       2021  

Cast:               Anaïs Demoustier, Valeria Bruni Tedeschi,

Denis Podalydès, Jean-Charles Clichet, Xavier Guelfi, Christophe Montenez, Anne Canovas, Bruno Todeschini, Annie Mercier, Grégoire Oestermann, Marie-Armelle Deguy

Produzione:  Année Zéro, Les Films Pelléas

Distribuzione:   Officine UBU                           

Data di uscita: 28 aprile 2022


UN FIGLIO di Mehdi Barsaoui

 


TRAMA

Tunisia, estate 2011. Fares e Meriem sono una coppia moderna appartenente a un background privilegiato. I due hanno un figlio di nome Aziz. Approfittando di un soggiorno nel sud della Tunisia, qualche mese dopo la caduta del regime dittatoriale di Ben Ali, i due si mettono in viaggio, ma la loro auto finisce in una imboscata su una strada desertica e Aziz viene ferito al ventre da una pallottola. La situazione volge subito al peggio: Aziz ha necessità di cure immediate. Nell’ospedale più vicino, dove in mezzo a mille difficoltà i medici fanno il possibile, i genitori del piccolo vengono informati di come loro figlio abbia bisogno di un trapianto per rimediare ai danni riportati durante l’assalto. Nella cultura islamica, però, la donazione degli organi non viene incoraggiata e dunque reperire ciò che necessità ad Aziz si rivela subito complicato. Mentre Fares e Meriem avviano una disperata ricerca per salvare la vita al bambino, alcune verità a lungo sepolte cominciano a riaffiorare, mettendo a rischio concreto la possibilità di trovare un donatore in tempo. Un figlio non è solo un film sulla famiglia, ma mette in luce i problemi di coppia, il potere e la posizione delle donne rispetto agli uomini. Barsaoui è astuto nel modo in cui incentra la storia sulla disintegrazione della famiglia come metafora per i problemi della Tunisia, senza essere dichiaratamente politico e così, il film funziona su diversi livelli: come dramma sulla moralità, come storia sul cambiamento del ruolo della donna nella società e come allegoria politica. La vita sembra fantastica, il cambiamento è nell’aria. Alcuni mesi prima il Presidente Ben Ali si è dimesso, e una generazione in crescita sogna un futuro più liberale, a quanto pare incuranti dei sondaggi che vedono gli Islamisti al 40%. La trama spiega la fragilità di questa felicità. Pluripremiato al Festival di Venezia, ai Cèsar e ai Lumière è una storia che colpisce nel profondo, che vale la pena di essere raccontata, e che vale la pena di essere vista, anche solo per il meraviglioso finale.


SCHEDA FILM

Titolo originale:     Un Fils – A Son    

Nazione:  Tunisia, Francia, Libano, Qatar

Genere:    Drammatico

Regia:   Mehdi Barsaoui

Durata:         96′

Anno:       2019   

Cast: Sami Bouajila, Najla Ben Abdallah, Youssef Khemiri, Noomen Hamda, Qasim Rawane, Slah Msaddak, Mohamed Ali Ben Jemaa

Produzione:  Cinétéléfilms, Dolce Vita Films, 13 Productions

Distribuzione:   ValmynI Wonder                           

Data di uscita: 21 aprile 2022


#PASOLINI100 – UCCELLACCI E UCCELLINI

Lunedì 2 maggio: 17.00 – 19.00 – 21.00

Martedì 3 maggio: solo ore 21.00


TRAMA

Il viaggio picaresco di un padre e un figlio (la splendida, inattesa coppia Totò-Ninetto Davoli), accompagnati da un corvo parlante, lungo le strade dell’Italia del boom economico e della Nuova Preistoria. Incontrano artisti girovaghi bidonisti, ingegneri padronali, miseri contadini, fiorenti prostitute e dantisti dentisti. Pasolini concepisce il film come una favola sulla crisi dell’ideologia, in cui all’interno di un racconto ambientato nel cuore degli anni Sessanta se ne incastona un altro, sulla predicazione francescana ai falchi e ai passerotti, che si svolge nel Medioevo. Dopo Mamma Roma, Uccellacci e uccellini conferma la trasformazione del sottoproletariato romano che si sta avviando a diventare piccolo-borghese (Totò Innocenti, il padre protagonista, ha una piccola proprietà e infierisce contro una famiglia di contadini suoi debitori). Di questo processo, che ormai sta diventando inarrestabile, fa le spese un intellettuale, che, come nelle favole, ha sembianze di corvo e finisce per essere mangiato dai due sottoproletari suoi compagni di viaggio. A parte alcune sequenze di La ricotta, è la prima volta che Pasolini affronta il registro di un umorismo lunare: sceglie quindi come protagonista un grande attore napoletano, Totò, che forma una coppia felicemente inattesa con Ninetto Davoli, al suo esordio e destinato a diventare l’emblema stesso della vitalità giovanile e popolare nel cinema del poeta-regista.

È il mio film che continuo ad amare di più: prima di tutto per la ragione prima, perché, come ho già detto quando è uscito, è “il più povero e il più puro”; poi perché è il mio unico film che non ha ‘deluso le attese’, anche se si trattava delle ‘attese’ di una minoranza (l’opera d’arte deve sempre deludere le attese: ma nel caso di Uccellacci e uccellini ho con gioia sperimentato l’eccezione a questa regola); infine perché ho amato moltissimo i due attori protagonisti del film, Totò, dolce statua di cera, e Ninetto, attore per forza. (1973)

 


SCHEDA FILM

Classificazione: Per tutti      

Genere:           Drammatico

Durata:         86′         

Anno:       1966

Soggetto/Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini

Cast:                Totò (Innocenti Totò / Frate Ciccillo), Ninetto Davoli (Innocenti Ninetto/ Frate Ninetto),

Femi Benussi (Luna, la prostituta), Francesco Leonetti (la voce del corvo), Gabriele Baldini (il dantista / dentista), Riccardo Redi (l’ingegnere), Lena Lin Solaro (Urganda), Rossana di Rocco (un’amica di Ninetto).

Produzione:  Alfredo Bini per Arco Film

Distribuzione:   Cineteca di Bologna                                                                                                                            

Data di uscita: 4 maggio 1966


LA FIGLIA OSCURA di Maggie Gyllenhaal

 


TRAMA

Presentato in Concorso al Festival di Venezia 2021, il film è tratto dall’omonimo romanzo (2006) di Elena Ferrante, mutandone origine dei protagonisti e luogo dell’azione e mantenendone la sostanza. Una feroce vicenda di donne, che travolge e toglie il respiro, incentrata su Leda, docente universitaria divorziata e con due figlie. Una donna che cerca la libertà in ogni sua forma, ma che finisce per sentirsi schiacciata dai sensi di colpa per un passato che l’ha portata a scegliere tra un futuro da letterata alla ricerca delle passioni che la vita sa offrire e la sua famiglia. Alla costante ricerca della sua identità, decide di abbandonare le figlie Bianca e Marta per qualche anno, per poi tornare sui suoi passi. Anni dopo, quando le figlie sono andate a trovare il padre in Canada, la donna cercherà di nuovo quella sensazione scegliendo di recarsi in vacanza in Grecia, ma quella scelta la metterà di nuovo di fronte al suo passato quando incontrerà Nina e la sua piccola figlia Elena, restando stregata dal loro irresistibile rapporto, punta di diamante di una famiglia allargata chiassosa. Leda mentre le osserva viene sopraffatta all’improvviso dai suoi stessi ricordi, un misto di terrore, confusione e oscenità personali sale incessante nella sua mente fino a portarla ad un gesto impulsivo, il furto di una bambola che le ricorda quella che aveva da bimba e rovinata dalle sue figlie, gesto che la costringerà a scendere nei meandri delle sue azioni non convenzionali compiute da giovane madre e le relative conseguenze. Una maternità precoce che si scontra con le ambizioni di una carriera promettente – il tema del romanzo che domina il lungometraggio, la cui protagonista offre e ripropone il suo punto di vista, il suo sguardo, complice anche una Colman incisiva che, con la profondità espressiva, riesce a dare corporeità ed ombre al personaggio. La Figlia Oscura è una riflessione sull’essere donna, sul bisogno di emancipazione da regole sociali non scritte ma costrittive, una storia che ruota intorno al tema della maternità e alla possibilità, come fa Leda pagandone lo scotto, di metterla in discussione.


SCHEDA FILM

Titolo originale:     The Lost Daughter

Nazione:  USA, GB 

Genere:        Drammatico

Regia:   Maggie Gyllenhaal

Durata:         121′

Anno:       2021

Cast:   Olivia Colman, Dakota Johnson, Peter Sarsgaard, Jessie Buckley, Paul Mescal, Oliver Jackson-Cohen, Jack Farthing, Ed Harris, Dagmara Dominczyk, Panos Koronis, Alba Rohrwacher

Produzione:  Endeavor Content, Faliro House Productions, Pie Films, Samuel Marshall Productions

Distribuzione:   BIM Distribuzione                    

Data di uscita: 07 aprile 2022


ALI & AVA – STORIA DI UN INCONTRO di Clio Barnard

 


TRAMA

Ava è un’assistente scolastica irlandese, vedova e madre di un figlio e una figlia entrambi adolescenti. Ali è un’ex dj di origini bengalesi, gestore di appartamenti con alle spalle un matrimonio doloroso. Entrambi vivono a Bradford, città industriale del West Yorkshire, profonda Inghilterra che non vede di buon occhio la loro relazione. Eppure dopo essersi incontrati e sedotti, Ava e Ali decidono di passare del tempo insieme e poco alla volta diventano una coppia. A unirli sono la musica, la passione per il ballo, la voglia rinnovata di amare e trovare qualcosa di romantico nelle rispettive vite. Quello che in apparenza sembrerebbe essere il racconto di una scontata storia d’amore tra due persone molto diverse, cela nel profondo una riflessione sulla complessità interiore dell’essere umano, impossibile da spiegare razionalmente. Ali e Ava non sono due eroi, non superano prove che appaiono impossibili, non sconfiggono nemici spietati o senza cuore. Ali e Ava sono come noi, imperfetti sia dentro che fuori. Come noi vanno a lavoro, discutono con i familiari, hanno i loro hobby. Come noi sognano una vita migliore, sognano di tornare ad amare e di essere felici. I loro conflitti sono interiori, sono le ferite del passato, quelle che guariscono ma lasciano la cicatrice. Se da un lato una delle questioni centrali del film è l’opposizione di quanti non vedono di buon occhio la relazione tra Ali & Ava, per motivi di età, di etnia e di stato civile, dall’altra vi è la rappresentazione di un amore che non conosce barriere e si spinge oltre ogni ostacolo. La musica che unisce i due protagonisti diventa l’unica rappresentazione possibile di quel linguaggio comune che permette loro di comprendersi, accettarsi e amarsi. La magia del film, che va di pari passo con il messaggio che la Barnard vuole trasmettere, è quello di come l’amore abbia il potere di rendere vivi e dunque bellissimi al di là di tutto. Ali & Ava – Storia di un incontro è un film sulla forza dell’amore, di come questo sentimento possa ridare forza anche a chi ha subito fin troppi duri colpi nel corso della propria esistenza. Da una visione come questa si esce dunque arricchiti, colmi di una rinnovata vitalità.


SCHEDA FILM

Titolo originale:    Ali & Ava             

Nazione:  Gran Bretagna

Genere:        Drammatico

Regia:   Clio Barnard

Durata:         95′

Anno:       2021  

Cast:   Claire Rushbrook, Adeel Akhtar, Ellora Torchia, Vinny Dhillon, Shaun Thomas

Produzione:            BBC Films, Moonspun Films

Distribuzione:   I Wonder Pictures                 

Data di uscita: 14 aprile 2022


#PASOLINI100 – IL VANGELO SECONDO MATTEO

Lunedì 11 aprile: 16.00 – 18.30 – 21.00

Martedì 12 aprile: solo ore 21.00


TRAMA  Costretto a rinunciare al bel progetto ‘africano’ di Il padre selvaggio, Pasolini intraprende un viaggio in Terrasanta per visitare i luoghi reali della vita e della passione di Cristo. Ne nasce un breve film, Sopraluoghi in Palestina per Il Vangelo secondo Matteo, che viene girato nell’estate del 1963 ma il cui commento viene aggiunto dall’autore soltanto nel 1965. Durante il viaggio, la verifica del grado di modernizzazione avanzata di Israele rafforza Pasolini in una sua idea anteriore: girare Il Vangelo secondo Matteo nelle terre abbandonate e povere del meridione italiano, in Puglia, Calabria e Basilicata (con qualche scena nel Lazio). Realizzato nel 1964 e avallato dalla Pro Civitate Christiana di Assisi, cala la predicazione di Cristo nella realtà concreta dei poveri, degli emarginati e degli oppressi, mentre è ridotta la dimensione sovrannaturale e miracolistica e acquistano ampio respiro le invettive di Gesù contro i farisei. La predicazione e la passione di Cristo sono raccontate da un autore non credente che si immedesima nello sguardo di un pubblico popolare credente ma filtra la sua visione attraverso la tradizione pittorica religiosa, da Piero della Francesca a El Greco. Se il tessuto figurativo del film evoca con originalità la grande pittura quattrocentesca, la colonna musicale presenta un’estrosa partitura all’insegna della contaminazione, che va da Bach e Mozart alla Missa luba congolese e ai canti rivoluzionari russi. Come tutti i film pasoliniani, anche il suo Vangelo è segnato dalla pregnanza espressiva di volti autentici, mescolati a quelli di familiari e amici dell’autore (la madre Susanna nel ruolo di Maria vecchia, la cugina Graziella, Enzo Siciliano, Natalia Ginzburg e altri).

“La mia lettura del Vangelo non poteva che essere la lettura di un marxista, ma contemporaneamente serpeggiava in me il fascino dell’irrazionale, del divino, che domina tutto il Vangelo. Io come marxista non posso spiegarlo e non può spiegarlo nemmeno il marxismo. Fino a un certo limite della coscienza, anzi in tutta coscienza, è un’opera marxista: non potevo girare delle scene senza che ci fosse un momento di sincerità, intesa come attualità. Infatti, i soldati di Erode come potevo farli? Potevo farli con i baffoni, i denti digrignanti, vestiti di stracci, come i cori dell’opera? No, non li potevo fare così. Li ho vestiti un po’ da fascisti e li ho immaginati come delle squadracce fasciste o come i fascisti che uccidevano i bambini slavi buttandoli in aria”. (Pier Paolo Pasolini)


SCHEDA DEL FILM

Classificazione: Per tutti      

Genere: Drammatico                                                      

Durata:         137′       

Anno:       1964

Soggetto/Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini

Cast:                Enrique Irazoqui (Gesù Cristo, doppiato da Enrico Maria Salerno), Margherita Caruso (Maria giovane), Susanna Pasolini (Maria anziana), Marcello Morante (Giuseppe), Mario Socrate (Giovanni Battista), Settimio Di Porto (Pietro), Otello Sestili (Giuda), Enzo Siciliano (Simone), Giorgio Agamben (Filippo), Ferruccio Nuzzo (Matteo).

Produzione:  Alfredo Bini per Arco Film

Distribuzione:   Cineteca di Bologna                       

Data di uscita: 4 settembre 1964

Restaurato da Mediaset Cinema Forever, Medusa Film, Scuola Nazionale di Cinema – Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale in collaborazione con Compass Film


FULL TIME – AL CENTO PER CENTO di Éric Gravel

 


TRAMA

Ritratto della vita quotidiana di Julie: una casa fuori città frutto dei disegni di una coppia ormai scoppiata, la donna ha abbandonato il lavoro nel marketing ripiegando sul coordinamento delle pulizie in un hotel a cinque stelle al centro di Parigi. Ogni giorno deve accudire i figli, portarli dalla vicina anziana che fa da (riluttante) baby sitter; raggiunta la metropoli deve occuparsi delle stanze, gestire le colleghe e di nuovo a casa cucinare, stirare e gestire un ex marito che non paga gli alimenti. Il film è ambientato durante una settimana cruciale: il colloquio presso una grande azienda dove la donna potrebbe riprendere l’impiego di un tempo, mentre le agitazioni popolari evocate dai media (probabilmente i gilet gialli) mettono a soqquadro la città e soprattutto paralizzano i trasporti. In meno di 90’ e con un ritmo concitato Julie è sempre in scena, senza mai sconfortarsi nel gestire una vita quotidiana fatta di lunghi spostamenti, di esigenze dei figli, di un lavoro logorante, riuscendo a organizzarsi tra car sharing, autostop, bus. L’autore riesce con notevole capacità a calarci al centro della scena con sapienti tagli di montaggio, un lavoro di sintesi che non tralascia alcun dettaglio e ci fa tifare per la donna anche quando è costretta a mettere a repentaglio una giovane stagista pur di raggiungere il colloquio di lavoro, o a mentire e contrattaccare di fronte alla superiore che le rinfaccia ritardi e omissioni. Acrobata del quotidiano, pronta a destreggiarsi tra scoperto bancario, corse soppresse, un impiego difficile tratteggiato con pochi tocchi esemplari; il rischio sempre più concreto è di perdere ogni sicurezza dalla sera alla mattina, mentre il mondo intorno a lei sembra impazzito. Una vita stressata, un moto perpetuo in equilibrio instabile alla ricerca di un appagamento che sembra irraggiungibile, l’illusione fugace di una presenza maschile al suo fianco, a due passi dal baratro…Gravel non spinge oltre il confine del dramma, incorniciando la vicenda in luoghi e stati d’animo che diventano immediatamente familiari.


SCHEDA FILM

Titolo originale:     A plein temps                                

Nazione:  Francia  

Genere:        Drammatico               

Regia:       Eric Gravel

Durata:         85′

Anno:       2021  

Cast:  Laure Calamy, Anne Suarez, Geneviève Mnich, Nolan Arizmendi, Sasha Lemaitre Cremaschi

Produzione:  Novoprod Cinema, France 2 Cinéma, Haute et Court

Distribuzione:   I Wonder Pictures                     

Data di uscita: 31 marzo 2022


#PASOLINI100 – COMIZI D’AMORE

Lunedì 4 aprile: 16.00 – 18.30 – 21.00

Martedì 5 aprile: solo ore 21.00

Il film sarà preceduto dalla proiezione de LA RICOTTA

COMIZI D’AMORE

TRAMA

A metà fra documentario sociologico e cinéma vérité, il quinto film di Pasolini è un’interessante inchiesta su amore e sesso nell’Italia degli anni Sessanta, svolta e commentata dallo stesso regista con interventi di Alberto Moravia e Cesare Musatti, ai quali si aggiungono gli autorevoli contributi di Camilla Cederna, Oriana Fallaci e Giuseppe Ungaretti. Le numerose interviste fatte in ogni parte della penisola a uomini, donne e bambini sono suddivise in quattro blocchi: Ricerche 1, grande fritto misto all’italiana, in cui Pasolini, autodefinitosi ironicamente “una specie di commesso viaggiatore”, chiede agli italiani come accolgono un film simile e come si pongono nei confronti dell’importanza del sesso nella vita; in Ricerche 2, schifo o pietà? viene invece affrontato il controverso tema delle cosiddette inversioni e perversioni sessuali; Ricerche 3, la vera Italia? indaga sulle diverse concezioni del sesso nelle varie regioni italiane; a chiudere il film, Ricerche 4, dal basso e dal profondo, in cui il regista analizza i risultati dell’inchiesta facendo il punto con l’amico Moravia.

SCHEDA FILM

Classificazione: Per tutti

Genere: Documentario

Durata:  90′         

Anno:       1964

Soggetto/Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini

Cast:   Lello Bersani (voce narrante), Ignazio Buttitta, Adele Cambria, Camilla Cederna, Graziella Chiarcossi, Peppino Di Capri, Oriana Fallaci, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Ungaretti (se stessi)                                

Data di uscita: 5 maggio 1965

Produzione:  Alfredo Bini per Arco Film   

Distribuzione:   Cineteca di Bologna          

Qui la scheda d’approfondimento della Cineteca di Bologna

#PASOLINI100 – LA RICOTTA

Lunedì 4 aprile: 16.00 – 18.30 – 21.00

Martedì 5 aprile: solo ore 21.00

Il mediometraggio precede la proiezione di COMIZI D’AMORE

LA RICOTTA

TRAMA

La Ricotta è un mediometraggio inserito all’interno del film a episodi Ro-Go-Pa-G (Rossellini, Godard, Pasolini, Gregoretti). Incentrato sulle vicende di una troupe alle prese con un kolossal su Cristo, una riflessione metacinematografica sul compito del regista e quindi la maniera “migliore” di parlare della Passione. Mentre il regista, interpretato da Orson Welles, è assorto nel rappresentare complicati tableaux vivans manieristi, Stracci, una comparsa pescata tra sottoproletari di Roma dalla fame atavica, vive una serie di sfortunate vicissitudini che porta il pubblico a identificare in lui il vero “Cristo”, della Passione e Crocefissione, il Cristo deriso e flagellato. Un “morto di fame” che dona tutto il suo pranzo alla numerosa famiglia, consumato in un prato che assume il valore di una vera e propria eucaristia. Dopo aver nascosto il pane sotto un sasso, non se la sente di punire seppur giustamente “il cane de ‘na miliardara” che gli sta mangiando il cibo. Infine dopo essere stato deriso da tutta la troupe per la propria fame che lo spinge a trangugiare ogni cosa del banchetto dell’ultima cena che gli viene lanciato contro.

SCHEDA DEL FILM

Classificazione: Per tutti

Genere:          Drammatico        Durata:         35′          Anno:       1963

Soggetto/Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini

Cast:                Orson Welles (il regista, doppiato da Giorgio Bassani), Mario Cipriani (Stracci), Laura Betti (la ‘diva’), Edmonda Aldini (un’altra ‘diva’), Vittorio La Paglia (il giornalista), Maria Bernardini (la strip-teaseuse), Rossana Di Rocco (la figlia di Stracci).

Produzione:  Alfredo Bini per Arco Film

Distribuzione:   Cineteca di Bologna                                                                                                                            

Data di uscita: 19 febbraio 1963

Qui Scheda di approfondimento della Cineteca di Bologna