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*** MARILYN 100 *** | GLI SPOSTATI di John Huston

|| Ultimo appuntamento con Marilyn 100 ||


Lunedì 08.06: 16.30 – 18.45 – 21.00*

Martedì 09.06: 18.30

 

Versione Originale restaurata 4K con sottotitoli in italiano

 

*Introduce lo spettacolo dell’08.06 alle 21.00 il prof. Francesco Saverio Nisio, filosofo del diritto e cultore d’arte cinematografica

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Si può prenotare anche inviando un messaggio WhatsApp al 3714604503


TRAMA: È l’ultimo film di Marilyn Monroe e di Clark Gable. Un cowboy di mezza età è costretto a catturare con metodi crudeli cavalli selvaggi per una fabbrica di mangimi. Quando ottiene finalmente una preda molto ambita, la sua ragazza, una donna fragile e nevrotica, lo convince a lasciare andare l’animale catturato, simbolo di libertà. Roslyn, Gay, Guido, Pierce e Isabelle sono personaggi che non hanno casa, l’hanno abbandonata, forse non l’hanno mai avuta, non ne parlano mai, non ne cercano un’altra. Spaesati e sperduti in un territorio perfino troppo grande, sono preda delle loro passioni sopite, perduti nel vizio del passato. Huston ci mostra la grande depressione, non quella sociale ed economica, ma quella umana, i suoi diventano personaggi tridimensionali, scolpiti nell’immenso scenario di un’America quasi fordiana, che la violenta fotografia di Russell Metty sembra esaltare, ma il cui teatro, privato di ogni epica della conquista e di ogni monumentalità geografica, diventa scenario consueto dell’anima dei suoi personaggi. Tutto si risolve in questi lunghi, lunghissimi campi nei quali sembra specchiarsi lo spirito dei protagonisti. Gli spostati, col tempo, è diventato un film icona e poco importa se alla sua uscita si parlò di un appesantimento letterario che avrebbe danneggiato il risultato, imputando questa inutile superfetazione all’estro letterario di Miller. Ci sembra invece che Huston abbia catturato, in una sorta di eterna istantanea, il carattere profondo del mutamento di un’epoca e realizzato un’opera che invece di essere in bilico tra passato e presente, afferra l’attimo che nessuno sarebbe riuscito a catturare. Uomini rotti quelli de Gli spostati. Sperduti, senza una specifica bussola vitale, in un presente in continuo e totale mutamento di costumi e di valori. Un’evoluzione, da principio, a cui gli agenti scenici di Huston si oppongono rompendo gli schemi delle proprie dimensioni relazionali e del presente tra istanze di divorzio, matrimoni falliti e sbronze malinconiche al tramonto per gettarsi nel passato in un giocare a fare i cowboy che cova al suo interno un nostalgico e irreprensibile malessere di vivere così da cercare, in un mondo che non li appartiene, perché fuori tempo, un posto che non li può accogliere, perché non esiste più: «Non si arrabbi, volevo dire che se l’amava poteva insegnarle qualunque cosa. Perché tutti stiamo morendo, ogni minuto ci avviciniamo alla morte, eppure non ci insegniamo a vicenda quello che sappiamo…».


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: The Misfits                                   

Nazione: USA                                        

Distribuzione: Cineteca di Bologna                                                                               

Sceneggiatura: Arthur Miller            

Produzione: Seven Arts Productions

Regia: John Huston                           

Genere: Drammatico, Sentimentale, Western

Cast: Clark GableMarilyn MonroeMontgomery CliftThelma RitterEli WallachKevin McCarthyJames BartonEstelle Winwood

Anno:  1961              

Durata:  124’                        

Data di uscita: 10 maggio 1961  


 

IL SILENZIO DEGLI ALTRI di Eva Libertad

 


 

LUX European Audience Film Award

Premio Bif&st “Meridiana” come Miglior Film

 


TRAMA: Ángela è una donna sorda che aspetta una figlia dal compagno Héctor. La gravidanza porta con sé non solo l’attesa e la gioia, ma anche una serie di interrogativi sul futuro rapporto con la bambina e sulla possibilità di crescerla in un mondo pensato quasi esclusivamente per chi sente. La quotidianità della coppia è fatta di un fragile equilibrio, una rete di relazioni tra cui amici in gran parte sordi, e dai genitori udenti di Ángela, che faticano a comprendere davvero la prospettiva della figlia e insistono perché si adatti a una normalità che non le appartiene. Con la nascita della bambina, la bolla protettiva in cui la coppia viveva si incrina. Emergono paure, incomprensioni e dubbi. Ángela teme di non riuscire a entrare in sintonia con la figlia e con il mondo che la circonda, mentre il rapporto con Héctor è costretto a ridefinirsi in una nuova e complessa dimensione. Con la maternità, Ángela si confronta con un senso di inadeguatezza che non nasce da lei, ma da una società incapace di offrire reali strumenti di inclusione. Héctor è un compagno amorevole e solidale, e le resta sempre accanto in questo percorso di trasformazione. Un ritratto intimo e potente di una donna che rivendica il diritto di essere madre alle proprie condizioni, e una riflessione sensibile sulle dinamiche di coppia, sulla disabilità e sull’urgenza di ripensare il mondo da prospettive troppo a lungo ignorate. “Miriam Garlo è mia sorella. È un’attrice ed è sorda. Qualche anno fa ha iniziato a pensare alla maternità. Ne abbiamo parlato molto e lei mi ha espresso le sue paure e le sue aspettative sul fatto di diventare madre in un mondo fatto per persone che ci sentono. Da ciò è scaturito il cortometraggio Sorda (Deaf), che però ha lasciato in me la sensazione che ci fosse ancora molto da dire sulla storia di Ángela. Il film, poi, è nato da questo desiderio di analizzare più in profondità la complessità del rapporto tra il mondo dei non udenti e il mondo di coloro che ci sentono: impegno e disimpegno, legami e amore, ma anche scontri e conflitti… Qualcosa che, da sorella di Miriam, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia vita e che, ancora oggi, dopo aver trascorso una vita insieme, continua a cambiare forma e a presentare delle sfide, come un mistero che abbia bisogno di essere costantemente svelato. Ed è proprio per questo che Miriam ed io ci diciamo che forse, senza rendercene conto, abbiamo passato tutta la vita a prepararci per fare questo film”. (note di regia)


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Sorda                                             

Distribuzione: Lucky Red                                          

Sceneggiatura e Regia: Eva Libertad                   

Genere: Drammatico

Nazione: Spagna

Cast: Miriam GarloÁlvaro CervantesElena IruretaJoaquín NotarioSofia LópezAgustín MateoErika RubiaMarc BlaukÁlvaro LealCarlos Soroa

Anno:  2025              

Durata:  99’                          

Data di uscita: 28 maggio 2026

Produzione: Distinto Films, Nexus CreaFilms, A Contracorriente Films, Diverso Films AIE     


NOBODY KNOWS – COME SI DIVENTA ADULTI di Hirokazu Kor’eda

 


Trama: Ispirato ad un fatto di cronaca avvenuto nel 1988 in Giappone e conosciuto come “il caso dei quattro bambini di Nishi-Sugamo”, ci presenta il giovane Akira e la madre Keiko che si trasferiscono in un nuovo appartamento, con i due fratellini e la sorella maggiore di Akira, questi ultimi non sono dichiarati al proprietario di casa e devono vivere letteralmente nascosti senza uscire né farsi vedere. Keiko, immatura e irresponsabile, vive di espedienti e di rapporti superficiali. Un giorno parte per un nuovo lavoro, ma diventa presto chiaro che non tornerà. I fratelli dovranno così affrontare il mondo degli adulti senza poterne fare parte, vivendo da clandestini nel loro paese d’origine. Se nella prima parte è sviluppata la psicologia border line della madre, il punto di vista scelto da Kore-eda per la narrazione è quello di Akira che osserva in silenzio le bizzarrie del genitore fino all’abbandono. Due terzi del film rappresentano il lento passare dei giorni dei quattro bambini e soprattutto la pesante responsabilità che grava sulle spalle del ragazzino, diviso tra la voglia di vivere una vita normale, con la ricerca di contatto con coetanei, i giochi, le letture dei manga nelle fumetterie, e il continuo accudire gli altri fratelli nei bisogni primari. Nel film, abbiamo ancora una concreta influenza dello stile da documentarista di Kore-eda, con la predilezione di messa scena in interni e la cinepresa all’altezza dello sguardo dei bambini. Una osservazione di una vita ai margini e marginale, di un’infanzia non solo perduta, ma invisibile agli adulti, che non si pongono domande. Tutta l’opera diventa, così, una tappa del cinema dell’autore giapponese sull’analisi di un’infanzia maltrattata per inettitudine e disinteresse da un mondo di adulti distante e scostante. Il premio come miglior attore a Yûya Yagira, interprete di Akira, al Festival di Cannes nel 2004, non è altro che un giusto riconoscimento non solo alla bravura dei giovani attori, ma anche allo sguardo limpido e amorevole del regista espresso attraverso i piccoli personaggi su una realtà adulta insensibile alla necessità dei più deboli e indifesi. È impressionante il modo in cui il regista riesca a dirigere i giovani attori. Da sempre Kore-eda possiede un talento fuori dal comune nel lavorare con i bambini, ma qui raggiunge forse il vertice assoluto della sua poetica. C’è un momento, nel film, in cui uno dei bambini osserva Tokyo dalla finestra dell’appartamento in cui è segregato con i fratelli. Fuori la città continua a vivere, indifferente, attraversata da treni, insegne luminose, passanti distratti. Dentro, invece, il tempo sembra essersi fermato. in questa frattura, tra invisibilità e caos urbano trova un senso questa storia.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: 誰も知らない, Dare mo shiranai

Distribuzione: BIM Distribuzione                         

Nazione: Giappone                                                           

Sceneggiatura e Regia: Hirokazu Kore-Eda       

Genere: Drammatico  

Cast: Yuuya YagiraAyu KitauraHiei KimuraMomoko ShimizuHanae KanYou

Anno:  1995              

Durata:  141’                        

Data di uscita: 25 maggio 2026

Produzione: TV Man union inc., Bandai Visual co. ltd., Cine Qua non films, Engine film inc.


***IL CINEMA RITROVATO*** || MARILYN 100

Il 1 giugno 1926 nasceva Marilyn Monroe

100 anni dopo la Cineteca di Bologna rende omaggio alla sua grandezza di donna e di attrice

con una selezione di capolavori che la vedono protagonista,

diretta da 3 giganti del cinema americano: Billy Wilder, Howard Hawks e John Huston.


 

“La bellezza non ha una funzione manifesta, né alcuna chiara necessità culturale. Eppure la civiltà non potrebbe farne a meno” (Sigmund Freud).

Ed ecco che allora il Novecento inventò Marilyn, la Marilyn della gonna alzata dal vento metropolitano, la Marilyn che tutta l’America amava e che da tutta l’America voleva essere amata (dall’atleta, dall’intellettuale, dal Presidente), la Marilyn che incontrò sulla sua strada tutti i registi giusti, anche se non tutti al loro meglio (Hawks, Wilder, Huston, Preminger; Negulesco che con lei fece un magnifico lavoro; Olivier e Cukor un po’ meno), la Marilyn di Warhol e di Pasolini, la Marilyn vinta e ubriaca del terribile “Happy Birthday”, la Marilyn che in fondo l’America disprezzava e di cui forse, chissà, a un certo punto scelse di liberarsi. Era una brava attrice, qualsiasi cosa ciò significhi? Sì, o almeno volle esserlo con commovente tenacia.

Non era la più bella del reame hollywoodiano, però fu la bellezza capace di abbagliare una civiltà ed esporne il disagio: solo lei era Sugar Kane, solo lei era ‘di zucchero filato’, con tutto ciò che di materno e perverso tanta dolcezza sa convocare. Per celebrare i cent’anni di quest’immagine irrevocabile della storia del cinema credo che il modo migliore (è un consiglio vivissimo) sia, tra un film e l’altro, leggere Blonde, il capolavoro in cui Joyce Carol Oates percorre la vita di Marilyn, senza mai farne il nome – “una vita radicalmente distillata in forma di romanzo, e ricostruita con l’ausilio della sineddoche”. (Paola Cristalli)


– – – I FILM – – –

11.05: 16.30 – 18.45 – 21.00 / 12.05: 21.00

A QUALCUNO PIACE CALDO

di Billy Wilder

(Some Like It Hot, USA/1959, 121’)

 

18.05: 17.00 – 19.00 – 21.00 / 19.05: 21.00

QUANDO LA MOGLIE È IN VACANZA

di Billy Wilder

(The Seven Year Itch, USA/1955, 105’)

 

25.05: 19.30 – 21.15 / 26.05: 17.00

GLI UOMINI PREFERISCONO LE BIONDE

di Howard Hawks

(Gentlemen Prefer Blondes, USA/1953, 91’)

 

08.06: 16.30 – 18.45 – 21.00 / 09.06: 21.00

GLI SPOSTATI

di John Huston

(The Misfits, USA/1961, 124’)


MABOROSI – I BAGLIORI DELL’ANIMA di Hirokazu Kore-Eda

 

Trama: Tratto dal romanzo omonimo di Teru Miyamoto segna l’esordio nel lungometraggio di Kore-eda. Yumiko, la protagonista del film è una donna segnata dal lutto: da bambina sua nonna ha lasciato lei e la famiglia per tornare a morire nel suo paese natale; da giovane adulta ha perso il marito, suicidatosi senza un apparente motivo lasciandola sola con un figlio di pochi mesi. Si è risposata, ha un nuovo marito amorevole er un’altra figlia dal primo matrimonio di lui, che la porta a vivere in luogo idilliaco che affaccia sul mare, lungo la penisola di Noto, lasciandosi Osaka alle spalle. Osaka sarà anche lontana 400 chilometri, ma i lutti che hanno segnato, cadenzato la sua vita rimangono con lei, vivi, tarli che continuano a rodere, nell’assenza di perché, nell’ombra del senso di colpa. A fungere da cassa di risonanza dei conflitti interiori della donna è sempre l’ambiente esterno. Gli spazi della cittadina costiera in cui Yumiko è approdata insieme al figlio assumono sin da subito una valenza atavica, quasi ancestrale, come se l’aspetto così selvaggiamente concreto che li caratterizza non lasciasse alcun posto al dubbio, rivelandosi agli occhi della sofferente madre in tutta loro manifesta e deflagrante naturalezza. E finché la protagonista di Maborosi si muove in questi angoli selvatici del paese, Kore-eda saggiamente le concede un momentaneo riparo dai richiami del lutto: proprio perché, davanti a paesaggi perlopiù puri e “inviolati”, Yumiko non appare spaventata da ambienti “vergini” che le si rivelano semplicemente per quel che sono. Ma è nel momento in cui torna ad Osaka per il matrimonio del fratello, ovvero ai luoghi in cui alberga invisibilmente il trauma maritale, che (ri)emerge in lei un cortocircuito emotivo, tale da lasciarla indifesa. Un fenomeno che Kore-eda traduce qui in una vera e propria paralisi dello sguardo, necessaria per mostrare l’inadeguatezza del pensiero umano – e quindi della razionalità dell’individuo – davanti al senso di perdita. Maboroshi no hikari significa letteralmente “luce fantasma” o “bagliore illusorio”, viene spesso associato all’immagine del fuoco fatuo. Metaforicamente, indica una luce rivelatrice o ingannevole che attrae chi è tormentato da dubbi, dolore o dal lutto, rappresentando una meditazione sulla memoria. Su questa immagine, Yumiko conosce i suoi lutti, imbastisce il suo viaggio interiore e reale.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: 幻の光 – Maboroshi no hikari

Produzione: Naoe Gozu per TV Man Union      

Distribuzione: BIM Distribuzione                                                    

Sceneggiatura: Yoshihisa Ogita                            

Regia: Hirokazu Kore-Eda

Genere: Drammatico                                               

Nazione: Giappone

Cast: Hidekazu AkaiAkira EmotoMakiko EsumiHiromi IchidaGoki KashiyamaMidori KiuchiTakashi NaitôMustuko SakuraMinori TeradaNaomi WatanabeTadanobu Asano

Anno:  1995              

Durata:  110’                        

Data di uscita: 14 maggio 2026