Monthly Archives:aprile 2026

LE CITTÀ DI PIANURA di Francesco Sossio

 


|| Vincitore come miglior film ai David di Donatello 2026 ||

 


Trama: Vincitore di otto premi su sedici candidature, agli ultimi David di Donatello, il film racconta la storia di Carlobianchi e Doriano, due spiantati cinquantenni, hanno un’ossessione: andare a bere l’ultimo bicchiere. Una notte, vagando in macchina da un bar all’altro, si imbattono per caso in Giulio, un timido studente di architettura: l’incontro con questi due improbabili mentori trasformerà profondamente Giulio nel suo modo di vedere il mondo e l’amore, e di immaginare il futuro. Un road movie nella sterminata pianura veneta che viaggia alla velocità con cui si smaltisce una sbronza. L’idea del film è nata, secondo il regista, in una notte d’inverno del 2015, in occasione di una rimpatriata con un amico a Venezia: “Quella notte abbiamo incontrato un giovane studente di architettura dello IUAV di Venezia ed è nata una grande amicizia. La mattina dopo, per scherzo, gli abbiamo parlato di un film – Le città di pianura, appunto – su due uomini che partivano dalle montagne per andare a bere l’ultima a Venezia. Insomma, questo film è nato un po’ per scherzo, intorno a tre temi fondamentali: l’alcol, l’amicizia, l’architetturaLe strade perdute della provincia profonda italiana sono illuminanti come se fossimo in un film americano o nordeuropeo, dimostrando che è possibile utilizzare un immaginario globale anche per raccontare sentimenti e ideali rattrappiti tutti italiani. L’idealismo del film si consuma in amicizie virili, nella complicità omosociale, nella marginalità vissuta come unica, possibile scelta di campo e sola postura per impostare una propria personale guida alle ricerche della sopravvivenza. La dimensione episodica diventa una drammaturgia del viaggio, dove ogni incontro rappresenta un frammento di realtà che si apre e si richiude come la tenda di un teatro. Il regista Sossai si conferma capace di leggere le marginature della provincia e dei suoi abitanti, non solo grazie alle inquadrature geometriche, ma anche con una macchina da presa che ondeggia, si allarga e si chiude sempre di più riuscendo a inquadrare i diversi micro-universi quasi facendoli confondere e mescolare. La trama fa della sua semplicità il suo cavallo di battaglia. La pellicola ha un tempo molto diluito perché bastano il paesaggio, i dialoghi e le memorie dei protagonisti a raccontare il senso di questo film. Tra chi cerca l’amore, chi il senso della vita e chi banalmente l’autostrada Lisbona-Treviso-Budapest, eppure sembra tardi per tutto ormai. È tardi per crescere, è tardi per sognare, è tardi per iniziare a fumare, figuriamoci per smettere.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Le città di pianura                      

Regia: Francesco Sossai

Produzione: Vivo Film, Rai Cinema                      

Distribuzione: Lucky Red                                                                

Sceneggiatura: Francesco Sossai, Adriano Candiago         

Genere: Drammatico                                               

Nazione: Italia, Germania

Cast: Filippo ScottiSergio RomanoPierpaolo CapovillaRoberto CitranAndrea Pennacchi

Anno:  2025              

Durata:  98’          

Data di uscita: 02 ottobre 2025


***MARILYN 100*** | GLI UOMINI PREFERISCONO LE BIONDE di Howard Hawks

Lunedì 25.05: 19.30 – 21.15*

Martedì 26.05: 17.00

Versione Originale restaurata 4K con sottotitoli in italiano

 

*Introduce lo spettacolo del 25. 05 alle 21.15 il prof. Francesco Saverio Nisio, filosofo del diritto e cultore d’arte cinematografica

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Si può prenotare anche inviando un messaggio WhatsApp al 3714604503


Trama: Tratto dall’omonima commedia musicale di Joseph Fields e Anita Loos, parla della storia di Gus, figlio del milionario Esmond che s’innamora di una ballerina, Lorelei. Intenzionato a sposarla, si recherà con l’amata in Europa, dove avrà luogo il matrimonio. Ma il vecchio Esmond, contrario alle nozze, impedisce a Gus di partire. Poiché i biglietti per il viaggio in nave sono già stati acquistati, Lorelei persuade Gus a darli a lei: così potrà fare un viaggetto con la sua amica Dorothy. Durante la traversata le due ragazze non mancano di valersi ampiamente dei loro mezzi di seduzione: esse non sanno che il vecchio Esmond ha messo alle loro calcagna un poliziotto privato, Ernie Malone, incaricato di raccogliere elementi che possano nuocere alla reputazione di Lorelei. Ernie, che s’innamora perdutamente di Dorothy, riesce a scattare delle fotografie che ritraggono Lorelei mentre si lascia baciare da un maturo Lord. Dal canto suo, Lorelei riesce a farsi regalare dal vecchio dongiovanni un prezioso diadema. A Parigi le due ragazze restano senza mezzi e per vivere s’adattano a lavorare in un tabarin. Lorelei viene accusata di furto dalla moglie del Lord, il quale le ha effettivamente sottratto il diadema per regalarlo alla fanciulla. Questa passerebbe dei guai, se Ernie non intervenisse in suo favore, costringendo il Lord a confessare la verità… Lorelei e Dorothy non vanno intese come due figure leggere: nel loro modo di essere emerge una consapevolezza precisa delle regole del mondo che abitano, e del valore attribuito al denaro, all’apparenza, alla reputazione. La loro relazione diventa così il centro emotivo del racconto, uno spazio di complicità che resiste anche quando tutto intorno sembra ridursi a scambio e convenienza. Hawks orchestra la commedia con eleganza, alternando momenti musicali e dinamiche comiche a un controllo rigoroso dei tempi e dello spazio scenico. La messa in scena costruisce un universo luminoso e stilizzato, in cui ogni elemento contribuisce a rafforzare il tono leggero ma mai ingenuo del racconto. Le interpretazioni danno profondità a personaggi iconici, restituendo una commedia che, sotto la superficie scintillante, osserva con lucidità i meccanismi del desiderio e del potere.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Gentlemen Prefer Blondes      

Nazione: USA                                            

Distribuzione: Cineteca di Bologna                        

Sceneggiatura: Charles Lederer           

Produzione: FOX Sol. C. Siegel

Regia: Howard Hawks                           

Genere: Commedia

Cast: Marilyn MonroeJane RussellCharles CoburnElliott ReidTommy NoonanGeorge WinslowSteven GerayTaylor HolmesNorma VardenHoward WendellLeo MostovoyMarcel DalioHenry Letondal

Anno:  1953              

Durata:  91’          

Data di uscita: 30 gennaio 1954


***MARILYN 100*** | QUANDO LA MOGLIE È IN VACANZA di Billy Wilder

Lunedì 18.05: 17.00 – 19.00 – 21.00*

Martedì 19.05: 21.00

Versione Originale restaurata 4K con sottotitoli in italiano

 

*Introduce lo spettacolo del 18.05 alle 21.00 il prof. Francesco Saverio Nisio, filosofo del diritto e cultore d’arte cinematografica

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TRAMA: Una torrida notte dell’estate 1955, a New York. Moglie e figli al mare. Mentre gli scapoli pro tempore a Manhattan si limitano a sciamare in gruppo cacciando donne vere, il piccolo editor di cattiva letteratura Tom Ewell inventa solo per sé Marilyn Monroe, e ne nutre con cura l’immagine sontuosa, carezzevole e aliena. Un alluce infilato nel rubinetto della vasca, tra nuvole di schiuma e lampi di pelle nuda. Un plissé bianco sollevato dal vento della metropolitana (nei due takes montati da Wilder, meno generosa e voyeuristica di quanto risulti dalle foto di scena), capolavoro di Billy Travilla, costumista della Fox. Concretezza surreale, costruzione dell’archetipo: lei non ha nome, è solo ‘The Girl’. (Paola Cristalli). Uno dei più celebri e fulgidi esempi di graffiante commedia wilderiana, dove l’atmosfera e i temi leggeri (se non frivoli) nascondono una satira pungente e cinica dei costumi e dei tic dell’americano medio degli anni ’50: portando sullo schermo l’omonimo testo teatrale di George Axelrod, Wilder costruisce un’opera per il grande pubblico dal ritmo clamoroso, che si consuma con la leggerezza e il brio di un bicchiere di fresco prosecco, ma che non rinuncia a tratteggiare la feroce caricatura dell’ipocrisia che si nasconde sotto il tappeto del puritanesimo americano (esemplificato, nel mondo del cinema di quegli anni, dal codice Hays, documento che per anni indicò a registi e sceneggiatori ciò che sullo schermo era “moralmente accettabile”). Troviamo diversi riferimenti al mondo del cinema. Sherman che rivive nella sua mente la sequenza di amore sulla spiaggia di Da qui all’eternità. Ma anche i due protagonisti che si recano al cinema a vedere Il mostro della laguna nera, uscito quello stesso anno. In generale, però, tutto il film allude, attraverso la storia della ragazza, alla carriera di Marilyn Monroe (ad esempio, i richiami alle fotografie scattate per una rivista americana). In questo senso, la pellicola è “scoperta” nel lavorare sull’immagine dell’attrice, attraverso il personaggio di finzione che riprende più di una volta il suo stereotipo di donna. Ad avere l’idea della famosa scena del vestito di Marilyn che viene sollevato dall’aria della metropolitana sotterranea viene è Sam Shaw, fotografo ufficiale del film nonché amico di Marilyn.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: The Seven Year Itch                  

Nazione: USA                                            

Distribuzione: Cineteca di Bologna                                                                       

Sceneggiatura: Billy Wilder, George Axelrod (commedia teatrale)

Regia: Billy Wilder                                 

Genere: Commedia

Cast:  Marilyn MonroeTom EwellEvelyn KeyesSonny TuftsRobert StraussOscar HonolkaRoxanneDonald MacBrideVictor MooreMarguerite Chapman

Anno:  1955              

Durata:  105’                        

Data di uscita: 3 giugno 1955                                                                                              

Produzione: Twentieth Century Fox Film Corporation, Charles K. Feldman Group Prod.       


YELLOW LETTERS di Ilker Çatak

 

Film vincitore dell’orso d’oro al 76° festival di Berlino


TRAMA: La vita di Derya e Aziz, una celebre coppia di artisti turchi, viene sconvolta all’indomani della prima del loro nuovo spettacolo. Improvvisamente finiti nel mirino dello Stato, Aziz, che è anche professore all’Università di Ankara, riceve una “lettera gialla” che lo informa del suo licenziamento. Costretti a trasferirsi a Istanbul, senza lavoro, i due devono ridefinire il loro stile di vita e confrontarsi con un doloroso compromesso tra impegno politico e necessità di sopravvivenza. «Tutto è iniziato da una storia d’amore. Ho sempre desiderato realizzare un film sul matrimonio perché può essere un’esperienza piena d’amore e tenerezza. D’altro canto, può anche essere molto difficile, e le persone possono essere crudeli l’una con l’altra. Per me, come narratore, questa è una dinamica in cui mi riconosco, anche da persona sposata. Scrivere questa sceneggiatura con mia moglie, Ayda Meryem Çatak, è stato ancora più divertente perché traevamo ispirazione dalla vita reale. E la collaborazione con Enis Köstepen, che vive in Turchia, ed è molto attento alla politica e si tiene aggiornato sugli eventi lì, è stata un altro elemento prezioso, perché ci ha fornito materiale e le persone con cui confrontarci. Volevamo rappresentare la repressione di un matrimonio attraverso la violenza politica. Il nostro approccio consisteva nel mostrare quanto i nostri leader siano abili nel dividerci per poter regnare su di noi. È stato un processo di affinamento tale che metà del pubblico si schierasse dalla parte del personaggio maschile e l’altra metà da quella femminile». (note di regia). Un film che parla al nostro Occidente civilizzato non ancora al riparo dal rischio dell’intolleranza e, tanto per usare una parola italiana che si capisce in tutto il mondo, dal fascismo. Aziz e Derya, l’attrice sua moglie, vengono perseguitati dal regime di Erdogan; ma qualcosa di simile potrebbe capitare ad artisti e intellettuali anche nei nostri paesi dove la giustizia e la democrazia sembrano garantite in eterno. Il monito di Yellow Letters è che l’eternità non esiste e non bisogna mai abbassare la guardia.» (Alberto Crespi) Catak sa immergere gli spettatori nel cataclisma interiore, famigliare e professionale che affrontano i protagonisti, spingendoli ad una seria riflessione sulle derive del contemporaneo.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Gelbe Briefe                                

Nazione: Germania, Francia, Turchia                  

Distribuzione: Lucky Red                                                              

Sceneggiatura: Ilker ÇatakAyda Meryem ÇatakEnis Köstepen

Regia: Ilker Çatak                                                      

Genere: Drammatico

Cast: Özgü NamalTansu BiçerLeyla Smyrna Cabasİpek BilginYusuf AkgünKerem CanAziz ÇapkurtÖmer FilikciEray von Egilmez

Anno:  2026              

Durata:  128’                        

Data di uscita: 30 aprile 2026                                                                                              

Produzione: ARTE, Haut et Court, Liman Film, ZDF, if… Productions


***MARILYN 100*** | A QUALCUNO PIACE CALDO di Billy Wilder

Lunedì 11.05: 16.30 – 18.45 – 21.00*

Martedì 12.05: 21.00

Versione Originale restaurata 4K con sottotitoli in italiano

 

*Introduce lo spettacolo dell’11.05 alle 21.00 il prof. Francesco Saverio Nisio, filosofo del diritto e cultore d’arte cinematografica

 


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Trama: Ambientato nel 1929 a Chicago nell’epoca del proibizionismo, racconta la storia di due musicisti squattrinati rimasti senza un lavoro: il sassofonista Joe e il contrabbassista Jerry. Diventati testimoni involontari della strage di San Valentino – condotta dalla banda del boss mafioso Al Capone – sono costretti a scappare per evitare di essere uccisi. Per far perdere le loro tracce al gangster, Joe e Jerry prendono la folle decisione di farsi assumere in un’orchestra composta da sole donne e in partenza per la Florida, travestendosi e camuffandosi sotto le mentite spoglie di due musiciste jazz, Josephine e Daphne. Durante il viaggio in treno diretto a Miami, le due musiciste in incognito fanno conoscenza con altre componenti del gruppo, in particolare con Sugar Kane, una bellissima suonatrice di ukulele con il vizio dell’alcool e alla disperata ricerca di un miliardario da sposare. Joe si innamora fin da subito di Zucchero, al punto tale che per conquistare la bella ragazza si finge un miliardario in vacanza a Miami, di nome Junior. Per riuscire nel suo piano, il musicista approfitta dello yacht del vero magnate miliardario Osgood Fielding II, che nel frattempo è impegnato a fare la corte a Daphne, alias Jerry, di cui si innamora perdutamente, ignaro del fatto che si tratti in realtà di un uomo. Ma la messa in scena architettata dalla coppia di amici non potrà andare avanti a lungo, soprattutto perché nell’hotel in cui alloggiano si trova casualmente anche la famigerata banda di Al Capone…La più celebrata commedia americana d’ogni tempo, sarabanda dei generi e dei sessi, apoteosi della gag, del doppio senso e del travestimento. E tuttavia A qualcuno piace caldo è anche apoteosi del romance, e lo è grazie a Marilyn Monroe. Che nella vita stava andando alla deriva, e che, nell’arte, il genio di Wilder portò al vertice assoluto. Sugar Kane è la sola vera eroina romantica nel destino di Marilyn: geneticamente disposta alla malinconia, tutta una fragilità e un tremolio, corpo espanso che Charles Lang e Orry-Kelly svestono di luce, ragazza che vuole essere amata e poi vuol farla finita con l’amore in due canzoni che ancora mettono i brividi. Solo per lei la sarabanda queer si ferma, nel tempo sospeso dell’aurea misura, della sovrannaturale armonia, della sensuale simultaneità degli eventi. (Paola Cristalli)


 SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Some Like It Hot                         

Nazione: USA                                            

Distribuzione: Cineteca di Bologna                                                                   

Sceneggiatura: I.A.L. Diamond, Billy Wilder (Michael Logan, Robert Thoeren)

Regia: Billy Wilder                                    

Genere: Romantico, Musicale

Cast:  Marilyn Monroe, Tony Curtis, Jack Lemmon, George Raft, Pat O’Brien,

           Joe E. Brown, Nehemiah Persoff, Joan Shawlee, Billy Gray,

           George E. Stone, Dave Barry, Edward G. Robinson Jr., Barbara Drew, Beverly Wills.

Anno:  1959             

Durata:  120’                        

Data di uscita: 29 marzo 1959                                                                                              

Produzione: United Artists, The MIrisch Company             


STORIE DI UOMINI, DONNE E COMUNITÀ di Paola Traverso e Vincenzo Franceschini

***EVENTO SPLENDOR***

Martedì 05 maggio: 20.45 circa

Prima della proiezione, presenta il docufilm in sala, Massimo D’Orzi, produttore del film.


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Trama: Il docufilm nasce da un cammino lungo e irregolare, tra territori segnati dal silenzio e dalla resistenza quotidiana. Non è un film che cerca l’eccezione. Cerca ciò che resta, ciò che ricomincia. Non racconta un modello, ma una pluralità di tensioni e possibilità. Non mostra soluzioni, ma gesti. Tentativi. E resistenze. Il documentario nasce da un viaggio – fisico, poetico e politico – tra paesi e città segnati dall’abbandono, dalla crisi produttiva, dalla marginalità geografica e sociale. Eppure, proprio in questi spazi, si incontrano forme nuove di coabitazione, impresa, cura del territorio e dei legami. Sulle colline senesi, tra i monti liguri, nei quartieri dimenticati delle città, dentro una piazza che torna viva, sotto le stelle di un bosco o nell’eco di una voce collettiva: qui si muove il film. Ogni luogo ospita un’esperienza, ogni volto porta con sé una domanda condivisa: come si può ricominciare ad essere comunità? Lontano dai riflettori e dalle grandi narrazioni, Storie di donne, uomini e comunità esplora una geografia del possibile. Lo fa con uno sguardo mobile che intreccia documentazione e visione, restituisce l’umanità dei luoghi e la voce irriducibile dei loro abitanti. Nel tempo presente, spesso percepito come immobile o rassegnato il film cerca quei gesti che non fanno rumore, ma cambiano la forma delle cose, ascoltando il paese nei suoi margini, nelle sue pieghe vitali. Dove la crisi non è solo perdita, ma anche fermento. Non un’inchiesta, né un elogio. Piuttosto un attraversamento. Una prova di attenzione. “Un tempo lungo dedicato all’osservazione e all’incontro. Senza fretta, senza formule. Solo così le storie hanno preso forma. Non come risposte, ma come traiettorie. La regia ha seguito più che guidato, accettando l’incompiutezza e la ricchezza del reale. Il risultato realizzato nel montaggio, non è una trama, ma una rapsodia di gesti, voci e territori, stagioni, ritmi, volti, parole, legati da un’armonia che non viene dalla somiglianza ma dalla tensione comune, nasce dalla condivisione: il “fare insieme” come pratica di resistenza e bellezza.” (Note di regia) In un mondo in crisi in cui sembra che il nuovo non possa nascere, un film che attraversa l’Italia senza mappe predefinite, per restituire voce a chi sceglie, ogni giorno, di non aspettare il cambiamento ma di renderlo attuale e possibile. La domanda radicale alla base del film – come si ricostruisce una comunità? – non cerca risposte teoriche, ma le tracce lasciate dai gesti.  


RECENSIONI e INTERVISTE

Aska News

Cinema, “Storie di donne, uomini e comunità” in anteprima a Roma


Vita.it

Vita.it (2)
Fortune Entertainment

Il documentario “Storie di donne, uomini e comunità” al Parlamento Europeo


Movieplayer

Hollywood Party (min 1.35)

 

Coming Soon (con intervista a Paola e Vincenzo)

Cinematografo (con intervista a Paola e Vincenzo)

Cinema Italiano

huffingtonpost.it

 

2duerighe

ildenaro.it

tiscali.it

culture.roma.it

cittàdifirenze

portalegiovani.comune.fi

 

foodaffairs.it

giornaleradiosociale.it

 

pigneto.it

 

culturmedia.legacoop

Cooperazione e cultura: il docufilm sulle cooperative di comunità al Parlamento UE


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Stories of Women Men and Communities                              

Regia: Paola Traverso e Vincenzo Franceschini       

Genere: Documentario                                                  

Nazione: Italia                   

Distribuzione: Gigante Cinema Distribution             

Durata:  84′            

Anno:  2025                                   

Data di uscita: 13 aprile 2026

Produzione: Il Gigante Cinema, Tcc Teatro Cooperativa, Big Bang Production


***10 e LUCE*** | 8. LA BALIA di Marco Bellocchio

Lunedì 04.05:

17.00 – 19.00 – 21.00

 

VERSIONE RESTAURATA IN 4K


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TRAMA: Roma, primi anni del Novecento. Il professor Ennio Mori, un medico affermato che si occupa di malattie mentali, e la moglie Vittoria hanno un bambino. Il parto è molto difficile, e l’avvenimento mette ben presto in crisi il rapporto tra marito e moglie. Il neonato non si attacca al seno della madre e Vittoria comincia a sentire una sorta di distacco dal figlio, che si traduce in una sostanziale mancanza d’amore. Mori si decide allora a prendere una balia e la scelta cade su Annetta, una ragazza siciliana fiera e volitiva, sposata con un uomo agli arresti per motivi politici. Annetta in breve tempo stabilisce col bambino un rapporto di grande intimità e fisicità, mentre Vittoria cade in un’angoscia sempre più profonda che infine la spinge a lasciare la casa e il marito. Mori nel frattempo è impegnato in ospedale a provare nuovi modi per curare i malati di mente. Un suo giovane assistente guarda anche con attenzione i cortei e le manifestazioni che riempiono le strade reclamando cambiamenti sociali e pensa che una nuova medicina debba andare di pari passo con una nuova società. Mori si avvicina di più ad Annetta, viene a conoscenza del fatto che è analfabeta e accetta di darle lezioni, anche se quando arriva il momento non sa da dove cominciare. Mori incontra di nuovo la moglie ma tra loro il dialogo risulta ormai difficile e faticoso. Annetta non riesce più a nascondere il fatto che, quando esce, va in una casa vicina ad allattare anche il proprio figlioletto. Mori però non la rimprovera. La presenza di Annetta ha ormai creato un solco profondo tra marito e moglie ma allo stesso tempo ha permesso di diradare il velo dell’incomprensione e di intraprendere la strada verso una maggiore chiarezza. Film carico di complesse sfumature che riflettono il sostanziale profilo psicologico che costituisce la più autentica natura del cinema di Bellocchio che ha sempre avuto attenzione per le pieghe invisibili degli animi umani e il suo cinema essenzialmente di corpi e anime malate qui, pur nella penombra della bella e austera casa del prof. Mori, sembra risplendere di una vita ritrovata.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: The Nanny                               

Nazione: Italia

Regia: Marco Bellocchio                                     

Distribuzione: Istituto Luce

Genere: Drammatico                                           

Musiche: Carlo Crivelli

Soggetto: da una novella di Luigi Pirandello                       

Sceneggiatura: Marco Bellocchio, Daniela Ceselli              

Durata:  106’                      

Anno:  1999            

Data di uscita: 21 maggio 1999

Cast:  Fabrizio BentivoglioValeria Bruni TedeschiMaya SansaJacqueline LustigPier Giorgio BellocchioMichele PlacidoGisella BurinatoElda AlviginiFabio CamilliEleonora DancoLetizia Bellocchio

Produzione: Pier Giorgio Bellocchio per Filmalbatros S.R.L., Istituto Luce, RAI


IL CASO 137 di Dominik Moll

 


© Fanny de Gouville // Modds

TRAMA: Thriller di grande impatto, ma anche incalzante film di denuncia, si ispira a fatti reali per raccontare le ombre del potere. Stéphanie è un’ispettrice dell’IGPN, l’organismo disciplinare che vigila sulla polizia francese. È lei che si trova a indagare sul caso di Guillaume, un ragazzo partito con la famiglia alla volta di Parigi per partecipare a una manifestazione e ferito gravemente da un proiettile antisommossa. Quando Stéphanie inizia a ricostruire l’accaduto capisce che il caso la tocca anche a livello personale, ma malgrado l’ostilità di molti colleghi sceglierà di andare fino in fondo.  In concorso al Festival di Cannes 2025, un film duramente politico, per nulla tenero con la Francia, e che lascia ben più che l’amaro in bocca per la propria disillusione interna: nella visione del regista la nostra non è neanche più una società degna di questo nome, la democrazia è ormai un insieme di procedure che garantiscono formalità vacue, mentre nella sostanza i più forti possono tutto e i più deboli subiranno sempre più, senza alcun riscatto. “Il funzionamento dell’IGPN, “la polizia della polizia” mi incuriosisce da molto tempo. Essendo agenti che indagano su altri agenti, si trovano in una posizione scomoda. Sono spesso disprezzati dai loro colleghi, nonché criticati dai media, e queste tensioni mi interessavano a livello narrativo: come ci si trova a essere nel mezzo di un simile fuoco incrociato? Inoltre, raccontare un caso legato alle proteste del 2018 dei Gilets jaunes mi ha permesso di affrontare anche alcuni dei problemi che mettono a dura prova da anni la società francese: il divario tra Parigi e il resto del paese, il senso di abbandono della provincia, le disuguaglianze sempre più profonde. E sono problemi che non riguardano solo la Francia…Al di là della suspense che circonda la risoluzione del caso, ho avuto la sensazione che uno dei temi centrali del film fosse la questione del punto di vista e come può essere affetto da pregiudizi. Stéphanie mette insieme i pezzi del fascicolo, confronta diverse versioni e cerca di ricomporre il puzzle. Vuole essere metodica e imparziale, ma un dettaglio la turba: la vittima è di Saint Dizier, la città in cui è nata e cresciuta. Questo potrebbe cambiare la sua visione del caso? Influirà sul modo in cui conduce le indagini o creerà quell’empatia che manca a un approccio puramente tecnico?”  (note di regia)


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Dossier 137                                 

Nazione: Francia                                                       

Distribuzione: Teodora Film                                                    

Sceneggiatura: Gilles Marchand, Dominik Moll

Regia: Dominik Moll                                                 

Genere: Drammatico, Poliziesco

Cast:  Léa DruckerYoann BlancAntonia BuresiEtienne Guillou-KervernGuslagie MalandaLaurent BozziDorothée Martinet

Anno:  2025              

Durata:  115’                        

Data di uscita: 16 aprile 2026                                                                                              

Produzione: France 2 Cinéma, Haut et Court


LA PIÙ PICCOLA di Hafsia Herzi

 


Trama: Tratto dal romanzo autobiografico La più piccola di Fatima Daas ci presenta la vita di Fatima, appunto, una ragazza diciassettenne, la più giovane di tre sorelle. Cresciuta nella periferia parigina all’interno di una famiglia franco-algerina affettuosa e unita, ha sempre vissuto in un ambiente segnato da tradizioni profonde e valori condivisi. Studentessa brillante, decide di iscriversi a una prestigiosa classe preparatoria di filosofia a Parigi, aprendo così la porta a un mondo completamente nuovo, fatto di libertà e nuove scoperte. Lontana dalla famiglia per la prima volta, Fatima inizia a esplorare la propria identità con una consapevolezza diversa. Frequenta nuovi ambienti, stringe amicizie, vive esperienze che mettono in discussione tutto ciò che aveva sempre dato per scontato. La scoperta di desideri, in particolare l’attrazione per le donne, si scontrano con la sua fede musulmana e con le aspettative della sua comunità. In bilico tra emancipazione e appartenenza, Fatima si confronta con un conflitto profondo, come quello di rimanere fedele a sé stessa senza rinnegare le proprie radici. Mentre cerca di conciliare le sue molteplici identità, quelle di figlia, sorella, studentessa e donna, scopre che il cammino verso la libertà personale è fatto anche di dubbi, dolore e coraggio. “Volevo che la protagonista fosse sensibile nonostante la sua corazza e la sua forza di carattere. È presente e assente allo stesso tempo. Sapevo che bisognava infiltrarsi nella sua intimità, che sarebbe stata presente in tutte le scene. La mia attenzione al realismo era molto alta. Ciò che mi anima nella regia è la ricerca della verità attraverso i piccoli momenti della vita. L’impressione di naturalezza che traspare dal film deriva da scene in realtà molto elaborate, molto provate, molto scritte…Mi sono detta subito: «Non ho mai visto un personaggio così al cinema». Un’eroina di origine maghrebina, musulmana praticante, che vive in periferia ed è attratta dalle donne. In questo contesto l’omosessualità è spesso raccontata dal punto di vista maschile, non femminile. In periferia non è sempre facile assumere ciò che viene percepito come una differenza: i pregiudizi sono forti e lo sguardo su sé stessi pesa molto. Ma attenzione: questo racconto non può essere ridotto a una sola tipologia sociale, perché è profondamente universale. (note di regia)


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: La petite dernière                      

Nazione: Francia, Germania                                   

Distribuzione: Fandango Distribuzione                                                       

Sceneggiatura e Regia: Hafsia Herzi

Genere: Drammatico

Cast: Park Ji-minNadia MellitiMouna SoualemAloïse SauvageMelissa GuersSophie GaragnonLouis MemmiNémo SchiffmanRita BenmannanaVictorien Bonnet

Anno:  2025              

Durata:  106’                        

Data di uscita: 23 aprile 2026                                                                                              

Produzione: June Films, Katuh Studio, Arte France Cinéma


***IL CINEMA RITROVATO*** | UN SACCO BELLO di Carlo Verdone

Lunedì 27.04: 17.30 – 19.15 – 21.00

Martedì 28.04: 21.00


Versione restaurata dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con Mediaset Infinity – RTI,

Minerva Pictures e SIAE – Società Italiana Autori ed Editori


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Trama: Giocato su tre storie che si intrecciano in un giorno di Ferragosto, il film ci regala personaggi indimenticabili come quelli dell’hippy Ruggero, dello scatenato Enzo e dell’imbranato Leo, tutti naturalmente interpretati da Verdone (che nel film recita ben sei ruoli), senza dimenticare un perfetto Renato Scarpa nei panni del compagno di viaggio di Enzo e il dirompente Mario Brega in quelli del padre di Ruggero. Personaggi che nascevano dagli spettacoli teatrali del 1977, Tali e quali e Rimanga fra noi…, dove Verdone si era fatto le ossa recitando dodici ruoli umoristici, e dalla trasmissione televisiva Non stop (1978-1979). Fino a quando, racconta lo stesso Verdone, “cominciarono ad arrivarmi delle proposte da registi e produttori. Poi arrivò quella di Sergio Leone, che mi diede un sacco di consigli e fu il mio primo padrino. Un giorno Sergio mi disse: «Senti, ho riflettuto, il soggetto devi scriverlo da solo e, per conto mio, devi anche dirigerlo te». Io smaniavo da anni di fare il regista, ma mi prese il panico, volevo mollare tutto. Le paure mi passarono di botto il giorno in cui Sergio si presentò in casa mia e mi disse che da quel preciso momento cominciavano le sue lezioni di regia. Erano le tre del pomeriggio, e restò fino alle undici a spiegarmi di tutto, continuando poi per i due mesi successivi. Sergio mi ha insegnato tutto, ed è stato un produttore fantastico. Un sacco bello è venuto fuori così. Nel soggetto mi ero servito di tutte le mie esperienze teatrali. Il personaggio del fricchettone era un monologo di quindici minuti. Gli altri due episodi nascono da esperienze dirette: il bullo era uno che incontravo sempre in un bar di via dei Pettinari, il mammone con la spagnola un tizio che abitava sotto di me. Insomma, con quel film ho cercato di raccontare con ironia quegli anni che mi fornirono tanta ispirazione per personaggi i cui tic e la cui debolezze si stavano imponendo sul versante maschile e che si distaccavano dalla rappresentazione degli uomini nel cinema degli anni Settanta”.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Un sacco bello                                

Data di uscita: 19 gennaio 1980          

Durata:         99’                

Anno:     1980

Sceneggiatura: Carlo Verdone, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi

Regia: Carlo Verdone                              

Genere: Commedia, Comico

Nazione: Italia                                           

Distribuzione: Cineteca di Bologna

Cast: Carlo VerdoneIsabella De BernardiMario BregaRenato ScarpaVeronica MirielLuciano BonanniFilippo CiroSandro GhianiFausto Di BellaFilippo TrinciaPietro ZardiniMaria Mizar Ferrara

Produzione: Sergio Leone                             

Musiche: Ennio Morricone