Monthly Archives:aprile 2026

VITA MIA di Edoardo Winspeare

— IN PROGRAMMAZIONE  —

 16.30


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TRAMA: Didi, anziana duchessa transilvana trapiantata in un paese del Salento, vive con orgoglio un presente segnato dall’età e da precarietà economica. Quando è costretta ad assumere un’aiutante, entra in casa sua Vita, donna salentina di origini popolari e carattere deciso. All’inizio le divide tutto: abitudini, lingua, politica, l’idea stessa di dignità. Ma nella routine della cura i rituali aristocratici di Didi e la concretezza di Vita smettono di essere ostacoli diventano terreno di scambio, rispetto e complicità. Il passato, tuttavia, non rimane in silenzio. Didi deve tornare in Transilvania per il processo di beatificazione del padre e, contro il parere dei figli, sceglie di affrontare il viaggio con Vita. Nella dimora di famiglia e tra parenti rimasti immobili nel tempo riaffiorano ferite legate alla guerra, al nazismo, alla Shoah e al peso di essere sopravvissuti. In questo confronto tra memoria privata e Storia europea, la presenza lucida e tenace di Vita aiuta Didi a dare un senso ai propri fantasmi e ad aprirsi a un’ultima, inattesa serenità. “L’idea di VITA MIA mi è venuta osservando, negli ultimi anni, il rapporto che mia madre, malata di Parkinson, ha sviluppato con una signora salentina che si è presa cura di lei. È passata da un iniziale sentimento di frustrazione e rabbia per il suo stato di salute, a uno di tenerezza quasi materna verso questa donna semplice, intelligente e molto buona. La mia esperienza personale mi ha spinto a scrivere una storia di fantasia che, tuttavia, presenta molti punti in comune con quella reale, soprattutto per quanto riguarda l’ambiente familiare, l’esperienza della malattia e il rapporto tra le due protagoniste. Tuttavia, il film non è solo il racconto di un’esperienza umana, ma anche un pretesto per riflettere sull’Europa. La piccola storia di Didi e Vita diventa metafora della grande Storia d’Europa. Il Vecchio Continente, infatti, con tutta la sua cultura, la sua storia, le sue lingue e le sue società, oltre a fare da sfondo alla nostra storia, ne influenza lo stile, la forma e il pensiero, al punto da diventare il protagonista nascosto del film”. (note di regia). Winspeare, dopo dieci anni di assenza, ci regala l’idea che il cinema abiti ancora gesti destinati a svanire, come la rete di un pescatore, o la maniera con cui le nonne cullano i nipoti neonati attraverso cantilene antiche quanto il mondo.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Vita mia                                        

Nazione: Italia, Francia                                            

Distribuzione: Draka Distribution                                       

Sceneggiatura: Edoardo Winspeare, Mariangela Barbanente, Alessandro Valenti

Regia: Edoardo Winspeare                                     

Genere: Drammatico

Cast:  Dominique SandaCeleste CasciaroNinni BruschettaIgnazio OlivaKarolina PorcariJosef Scholler

Anno:  2025              

Durata:  125’                        

Data di uscita: 09 aprile 2026                                                                                              

Produzione: Les Films d’Ici, Rai Cinema, Saietta Film, Stemal Entertainment 


IL CASO 137 di Dominik Moll

— IN PROGRAMMAZIONE  —

19.00 – 21.00


|| Solo e soltanto Martedì 21 aprile, il film sarà proiettato in

VERSIONE ORIGINALE SOTTOTITOLATA in ITALIANO ||


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© Fanny de Gouville // Modds

TRAMA: Thriller di grande impatto, ma anche incalzante film di denuncia, si ispira a fatti reali per raccontare le ombre del potere. Stéphanie è un’ispettrice dell’IGPN, l’organismo disciplinare che vigila sulla polizia francese. È lei che si trova a indagare sul caso di Guillaume, un ragazzo partito con la famiglia alla volta di Parigi per partecipare a una manifestazione e ferito gravemente da un proiettile antisommossa. Quando Stéphanie inizia a ricostruire l’accaduto capisce che il caso la tocca anche a livello personale, ma malgrado l’ostilità di molti colleghi sceglierà di andare fino in fondo.  In concorso al Festival di Cannes 2025, un film duramente politico, per nulla tenero con la Francia, e che lascia ben più che l’amaro in bocca per la propria disillusione interna: nella visione del regista la nostra non è neanche più una società degna di questo nome, la democrazia è ormai un insieme di procedure che garantiscono formalità vacue, mentre nella sostanza i più forti possono tutto e i più deboli subiranno sempre più, senza alcun riscatto. “Il funzionamento dell’IGPN, “la polizia della polizia” mi incuriosisce da molto tempo. Essendo agenti che indagano su altri agenti, si trovano in una posizione scomoda. Sono spesso disprezzati dai loro colleghi, nonché criticati dai media, e queste tensioni mi interessavano a livello narrativo: come ci si trova a essere nel mezzo di un simile fuoco incrociato? Inoltre, raccontare un caso legato alle proteste del 2018 dei Gilets jaunes mi ha permesso di affrontare anche alcuni dei problemi che mettono a dura prova da anni la società francese: il divario tra Parigi e il resto del paese, il senso di abbandono della provincia, le disuguaglianze sempre più profonde. E sono problemi che non riguardano solo la Francia…Al di là della suspense che circonda la risoluzione del caso, ho avuto la sensazione che uno dei temi centrali del film fosse la questione del punto di vista e come può essere affetto da pregiudizi. Stéphanie mette insieme i pezzi del fascicolo, confronta diverse versioni e cerca di ricomporre il puzzle. Vuole essere metodica e imparziale, ma un dettaglio la turba: la vittima è di Saint Dizier, la città in cui è nata e cresciuta. Questo potrebbe cambiare la sua visione del caso? Influirà sul modo in cui conduce le indagini o creerà quell’empatia che manca a un approccio puramente tecnico?”  (note di regia)


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Dossier 137                                 

Nazione: Francia                                                       

Distribuzione: Teodora Film                                                    

Sceneggiatura: Gilles Marchand, Dominik Moll

Regia: Dominik Moll                                                 

Genere: Drammatico, Poliziesco

Cast:  Léa DruckerYoann BlancAntonia BuresiEtienne Guillou-KervernGuslagie MalandaLaurent BozziDorothée Martinet

Anno:  2025              

Durata:  115’                        

Data di uscita: 16 aprile 2026                                                                                              

Produzione: France 2 Cinéma, Haut et Court


***IL CINEMA RITROVATO*** | UN SACCO BELLO di Carlo Verdone

Lunedì 27.04: 17.30 – 19.15 – 21.00

Martedì 28.04: 21.00


Versione restaurata dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con Mediaset Infinity – RTI,

Minerva Pictures e SIAE – Società Italiana Autori ed Editori


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Trama: Giocato su tre storie che si intrecciano in un giorno di Ferragosto, il film ci regala personaggi indimenticabili come quelli dell’hippy Ruggero, dello scatenato Enzo e dell’imbranato Leo, tutti naturalmente interpretati da Verdone (che nel film recita ben sei ruoli), senza dimenticare un perfetto Renato Scarpa nei panni del compagno di viaggio di Enzo e il dirompente Mario Brega in quelli del padre di Ruggero. Personaggi che nascevano dagli spettacoli teatrali del 1977, Tali e quali e Rimanga fra noi…, dove Verdone si era fatto le ossa recitando dodici ruoli umoristici, e dalla trasmissione televisiva Non stop (1978-1979). Fino a quando, racconta lo stesso Verdone, “cominciarono ad arrivarmi delle proposte da registi e produttori. Poi arrivò quella di Sergio Leone, che mi diede un sacco di consigli e fu il mio primo padrino. Un giorno Sergio mi disse: «Senti, ho riflettuto, il soggetto devi scriverlo da solo e, per conto mio, devi anche dirigerlo te». Io smaniavo da anni di fare il regista, ma mi prese il panico, volevo mollare tutto. Le paure mi passarono di botto il giorno in cui Sergio si presentò in casa mia e mi disse che da quel preciso momento cominciavano le sue lezioni di regia. Erano le tre del pomeriggio, e restò fino alle undici a spiegarmi di tutto, continuando poi per i due mesi successivi. Sergio mi ha insegnato tutto, ed è stato un produttore fantastico. Un sacco bello è venuto fuori così. Nel soggetto mi ero servito di tutte le mie esperienze teatrali. Il personaggio del fricchettone era un monologo di quindici minuti. Gli altri due episodi nascono da esperienze dirette: il bullo era uno che incontravo sempre in un bar di via dei Pettinari, il mammone con la spagnola un tizio che abitava sotto di me. Insomma, con quel film ho cercato di raccontare con ironia quegli anni che mi fornirono tanta ispirazione per personaggi i cui tic e la cui debolezze si stavano imponendo sul versante maschile e che si distaccavano dalla rappresentazione degli uomini nel cinema degli anni Settanta”.


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Un sacco bello                                

Data di uscita: 19 gennaio 1980          

Durata:         99’                

Anno:     1980

Sceneggiatura: Carlo Verdone, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi

Regia: Carlo Verdone                              

Genere: Commedia, Comico

Nazione: Italia                                           

Distribuzione: Cineteca di Bologna

Cast: Carlo VerdoneIsabella De BernardiMario BregaRenato ScarpaVeronica MirielLuciano BonanniFilippo CiroSandro GhianiFausto Di BellaFilippo TrinciaPietro ZardiniMaria Mizar Ferrara

Produzione: Sergio Leone                             

Musiche: Ennio Morricone


LO STRANIERO di François Ozon

 


Trama: Algeri, 1938. Meursault, un giovane sulla trentina, modesto impiegato, partecipa al funerale della madre senza mostrare la minima emozione. Il giorno dopo inizia una relazione con Marie, una collega d’ufficio. Poi riprende la sua vita di tutti i giorni. La quiete quotidiana viene però interrotta dal vicino Sintès che trascina Meursault nei suoi loschi affari fino a quando, in una giornata torrida, su una spiaggia, accade un tragico evento. “Avevo scritto una sceneggiatura originale in forma di trittico. In una delle storie, della durata di una trentina di minuti, avevo schizzato il ritratto di un giovane dei nostri giorni, disilluso, isolato dal mondo, che non trova alcun senso nella propria vita…Ma il progetto non si è potuto realizzare e alcuni amici mi hanno consigliato di sviluppare questa storia per farne un lungometraggio. Per nutrirla ho riletto Lo straniero, che non rileggevo dall’epoca dell’adolescenza. Ed è stato un vero choc: il romanzo aveva conservato tutta la sua forza e parlava delle cose che volevo raccontare e per di più in modo intelligente e incisivo! Ho deciso di usare il bianco e nero, per due motivi: uno estetico perché apporta una forma di purezza, di bellezza, di astrazione. Oggi le immagini sono spesso aggressive, sature di colori. Volevo che fossimo immersi nelle sensazioni, nell’osservazione, in una forma di semplicità. Il bianco e nero mi permetteva questo: di concentrarmi sui corpi, sui gesti, sui silenzi. Pochissimi movimenti di macchina da presa, molte inquadrature fisse. Una mise en scène raffinata, con un bianco e nero che permette di evocare l’Algeria un po’ come un paradiso perduto. Infine, Lo straniero è un romanzo filosofico che illustra la visione dell’assurdo di Camus. Il bianco e nero dà una dimensione quasi metafisica al racconto. Ho la sensazione che sia una scelta che ben si adatta alla storia, che apporta anche una forma di distanziamento rispetto al reale, allo sguardo di Meursault su quello che avviene attorno a lui”. (note di regia). Una delle principali sfide di questo progetto consisteva nel riportare la totale indifferenza alla vita del protagonista, un’apatia così radicale da rendere impossibili i rapporti con gli altri personaggi. E sembra essere proprio questa la vera colpa del protagonista…

Qui l’approfondimento di ROBERTO SAVIANO uscito su LA REPUBBLICA


SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: L’Étranger                                     

Nazione: Francia                                                       

Distribuzione: Lucky Red – BIM                                                                                    

Soggetto: Lo straniero di Albert Camus

Regia: François Ozon                                               

Genere: Drammatico

Cast:  Benjamin VoisinPierre LottinSwann ArlaudDenis LavantRebecca MarderBenjamin HicquelJean-Benoît Ugeux

Anno:  2025              

Durata:  122’                        

Data di uscita: 02 aprile 2026                                                                                              

Produzione: FOZ