TRAMA: 2014, in Francia è stata varata la legge Taubira, che prevede il matrimonio egualitario. Nadia e Céline aspettano il loro primo figlio grazie alla procreazione assistita. La prima porta in grembo il bambino, la seconda deve adottarlo per diventare a sua volta madre agli occhi della legge. Céline parte quindi alla ricerca di 15 testimonianze di familiari e amici che provino che sarà una “buona madre”. Testimonianze essenziali affinché il suo dossier d’adozione sia solido (la legge da allora è cambiata, un riconoscimento preventivo facilita le cose). Nella sua ricerca, si scontra con lo sguardo altrui, l’omofobia, fino al confronto con la propria madre, pianista di fama, rimasta assente durante la sua infanzia. Love Letters non racconta solo la via crucis, anzi l’aspetto rivendicativo è decisamente minoritario rispetto alla volontà di far entrare lo spettatore nell’intimità e nella quotidianità di queste donne tutto sommato molto ordinarie. Il film, largamente autobiografico, si propone chiaramente di mostrare l’universalità della genitorialità, a prescindere dal genere o dall’orientamento sessuale. Al di là della situazione specifica e della asimmetria dei ruoli, esiste per chiunque l’ingiunzione a essere una “buona madre”. “Sono partita proprio dal sentimento che provavo e che era: «Io diventerò madre e non sono incinta di mio figlio». Senza considerare lo sguardo degli altri e della società, un sentimento non banale cui non si è preparate in quanto donne, perché siamo nate per portare in grembo i nostri figli. Allora mi sono detta: «Vorrei fare un film su questo personaggio perché non l’ho mai visto al cinema». E poi, in seguito, ho incrociato altri racconti, altre donne, altre famiglie, affinché non fosse solo la mia storia. E mi sono concessa il distacco del tempo, perché ho iniziato a lavorare al film quando mia figlia aveva già 4 anni. Quindi, quel periodo era stato superato e anche le persone intorno a me lo avevano archiviato.” (note di regia). Il film si muove con naturalezza tra intimità e procedura. Ogni tappa dell’adozione è anche una microfrattura emotiva. L’architettura narrativa, scandita dal tempo della gravidanza, è solida; la regia, discreta e calibrata, lascia spazio al respiro degli attori. La materia è esplosiva — maternità, legge, identità, riconoscimento — ma il film la tratta con un tono di costante conciliazione, senza forzarne mai le contraddizioni. Un viaggio nel passato per il bene del tempo a venire, una testimonianza d’amore che diventa la luce che brilla nel buio, sia fuori che dentro il cuore.
Titolo originale: Des Preuves d’Amour
Distribuzione: Wanted Cinema
Regia e Sceneggiatura: Alice Douard
Genere: Drammatico, Commedia
Nazione: Francia
Produzione: Apsara Films
Cast: Ella Rumpf, Monia Chokri, Noémie Lvovsky, Julien Gaspar-Oliveri, Jeanne Herry, Aude Pépin, Anne Le Ny, Hammou Graïa, Félix Kysyl, Lomane de Dietrich, Marion Lambert, Tom Harari, Pauline Bayle
Anno: 2025
Durata: 96’
Data di uscita: 02 luglio 2026

