Monthly Archives:maggio 2022

*IL CINEMA RITROVATO* – IL SERVO di Joseph Losey

Lunedì 16 maggio: 17.00 – 19.00 – 21.00

Martedì 17 maggio: solo ore 21

In collaborazione con la Cineteca di Bologna

Film in versione originale restaurata con sottotitoli in italiano


TRAMA

Dal romanzo di Robin Maugham, il primo capitolo della collaborazione tra Losey e Harold Pinter. Un duello psicologico servo-padrone allestito con abbondanza di grandangoli e profondità di campo. L’universo della casa-prigione, dove il servo ‘divora’ il suo padrone, è stato paragonato all’‘inferno’ di Sartre. Barrett viene assunto come domestico da Tony, un imprenditore in campo edilizio appena tornato dall’Africa dove sta sviluppando un importante progetto abitativo. Tony ha una fidanzata, Susan, che da subito non apprezza la presenza di Barrett e ne riceve una ricambiata diffidenza. Dietro a modi e comportamenti servili e rispettosi si nasconde una personalità complessa che ha come unico scopo il dominio. Grazie all’ospitalità, che Tony autorizza, della ‘sorella’ Vera gliela fa cadere tra le braccia per poi svelare il loro rapporto dinanzi a Susan. – Disegnando questa molteplice e complicata relazione di rapporti di classi e di individui Losey cerca di ritrovare una esatta e coerente soluzione dei modi stilistici e linguistici per arrivare suo tramite a manifestare lucidamente la sua intrigata e netta concezione del mondo. Anche in questo film Losey attraverso un rigore estremo che sintetizza elementi svariatissimi come ambienti sociali e psicologie individuali e classiste, elementi recitativi e scenografici, ritrova una assoluta libertà nella composizione dell’inquadratura e nell’uso del montaggio sempre più interiormente e implicitamente brechtiano. (FilmCritica ’72). – Il servo appartiene alla categoria dei film ‘sovversivi’ che neanche il più retrivo dei conservatori può considerare mediocri o, peggio ancora, brutti. Perché in esso tutto finisce con il convergere con la perfezione. A partire dallo studio dei personaggi che fanno a pezzi una borghesia rampante e fragile.


SCHEDA FILM

Titolo originale:  The servant

Nazione: Gran Bretagna                                 

Genere: Drammatico

Regia: Joseph Losey                                       

Sceneggiatura: Harold Pinter

Durata:         115′                                                              

Anno:       1963  

Cast:  Dirk Bogarde (Hugo Barrett), Sarah Miles (Vera), Wendy Craig (Susan), James Fox (Tony Mounset), Catherine Lacey (Lady Mounset), Richard Vernon (Lord Mounset), Patrick Magee (il vescovo), Harold Pinter (uomo d’affari).

Produzione:  Joseph Losey, Norman Priggen per Springbok Productions.

Distribuzione:   Cineteca di Bologna                      

Data di uscita: novembre 1963

Approfondimenti


GLI STATI UNITI CONTRO BILLIE HOLIDAY di Lee Daniels

— IN PROGRAMMAZIONE —

16.30 – 18.45 – 21.00

Solo Martedì 17 (16.30 – 18.45) il film sarà proiettato in Versione Originale con sottotitoli in italiano

Photo Credit: Takashi Seida.

TRAMA Risale al 1937 la prima proposta di legge presentata al Senato statunitense che chiedeva l’abolizione del linciaggio degli afroamericani, e fu respinta. Lo ricorda una didascalia iniziale, una foto che mostra un gruppo di bianchi spettatori di un linciaggio, e un’altra didascalia che spiega che la cantante Bille Holiday divenne famosa anche per la sua canzone Strange Fruit (scritta da Abel Meeropol e registrata dalla Holiday nel 1939). Una visione di corpi straziati, pendenti dagli alberi, lasciati lì come preda di uccelli, al vento, al sole. La rappresentazione netta e inequivocabile degli effetti di cosa resta dopo un linciaggio. Con questo prologo, e la cornice di un’intervista di fine carriera accordata a un personaggio immaginario, la regia introduce lo spettatore al momento in cui Eleanora Fagan, nata a Philadelphia nel 1915 e più nota col nome di scena di Billie Holiday, ha già conquistato un ampio pubblico, senza differenze di classe né di colore, come al Café Society di New York, dove neri e bianchi siedono vicini. Lady Day è tenuta sotto stretta osservazione da Harry Anslinger, capo del Federal Bureau of Narcotics sotto cinque presidenti (da Hoover a Kennedy), che vede nella canzone, scritta da un comunista di origini russe, un potente invito alla rivolta. Cantarla le può costare il ritiro della licenza per esibirsi nel circuito dei jazz club di New York. I tentativi di incastrarla per possesso di sostanze illegali la porteranno in carcere e proseguiranno fino alla stanza d’ospedale dove morirà. Alla vicenda si mescolano flashback che ripercorrono infanzia violenta, abusi, storie d’amore strazianti e la vertiginosa caduta nella dipendenza dall’eroina. Tutto il classico repertorio di una vita infernale, troppo breve e troppo dolorosa. Eppure, il film riesce a emancipare la figura di Billie dal cliché della vittima, ne fa una donna coraggiosa ma imperfetta, consapevole del proprio dono artistico e determinata ad amare ed essere amata. 


SCHEDA FILM

Photo Credit: Takashi Seida.

Titolo originale: The United States vs. Billie Holiday

Nazione: U.S.A.     

Genere: Drammatico

Regia: Lee Daniels

Durata:  130′                                                              

Anno:  2021  

Cast:       Andra Day, Trevante Rhodes, Natasha Lyonne, Garrett Hedlund, Miss Lawrence, Rob Morgan, Da’Vine Joy Randolph, Evan Ross, Tyler James Williams, Tone Bell

Produzione:  Lee Daniels Entertainment, New Slate Ventures, Roth/Kirschenbaum Films

Distribuzione:   BIM Distribuzione                       

Data di uscita: 05 maggio 2022


Corriere


#PASOLINI100 – EDIPO RE

Lunedì 09 maggio: 17.00 – 19.00 – 21.00

Martedì 10 maggio: solo ore 21.00


TRAMA 

La tragedia di Sofocle reinventata alla luce di Freud, il primo film dove Pasolini si misura con il Mito classico, per evocare, in modo visionario e onirico, la propria autobiografia. Il poeta-regista cala la storia di Edipo in una dimensione barbarica e allucinata, dove Ouarzazate e altri luoghi del Marocco ‘diventano’ Corinto e Tebe e la Grecia antica viene trasfigurata nella dimensione onirica del deserto e nell’estrosa raffinatezza dei costumi di Danilo Donati. La tragedia è incorniciata da un dolente prologo, ambientato nel Friuli dell’infanzia dell’autore e da un epilogo in cui Edipo, ramingo e cieco, ritorna nella Bologna dove Pasolini è nato e infine nel “mare d’erba” delle sue origini di poeta in un Friuli ricostruito, ‘per analogia’, in Lombardia. Pasolini prende le distanze dalla rappresentazione teatrale e imposta il viaggio di Edipo attraverso pochissime parole e molte immagini, utilizzando la grammatica cinematografica per fare passare la sua sofferente visione del mondo. Il prato verde dell’incipit con la luce di chi apre per la prima volta gli occhi sul mondo, il pallore sensuale della madre Giocasta che rincorre le amiche in un gioco innocente, la lucida previsione del cieco Tiresia (Julian Beck del Living Theatre), lo spietato rigore di Creonte (Carmelo Bene) mentre attorno si moltiplicano i cadaveri degli appestati ed Edipo che tramuta in scoppi di ira la sua incapacità a comprendere gli eventi. Più si arrovella e si dibatte, più ad Edipo continua a sfuggire qualcosa di importante, di esiziale.

Avevo due obiettivi nel fare il film: il primo, realizzare una sorta di autobiografia assolutamente metaforica, quindi mitizzata; il secondo, affrontare tanto il problema della psicoanalisi quanto quello del mito. Ma invece di proiettare il mito sulla psicoanalisi, ho riproiettato la psicoanalisi sul mito. Eppure mi sono tenuto molto libero, ho seguito tutte le mie aspirazioni e i miei impulsi. Non me ne sono negato nemmeno uno. Questa è stata l’operazione fondamentale di Edipo re. Il risentimento del padre nei confronti del figlio è qualcosa che ho avvertito più distintamente della relazione tra madre e figlio, che non è un rapporto storico, ma puramente interiore, privato, fuori della storia, anzi metastorico, quindi ideologicamente improduttivo. Mentre ciò che determina la storia è il rapporto di amore e odio tra padre e figlio. Io ho sentito l’amore per mia madre molto, molto più profondamente, e tutto il mio lavoro ne è stato influenzato.


SCHEDA DEL FILM

Classificazione: +14 (Violenza – Turpiloquio)         

Genere: Drammatico

Durata:  104′       

Anno:  1967

Soggetto/Sceneggiatura: Liberamente ispirato a Edipo Re ed Edipo a Colono di Sofocle

Cast:   Silvana Mangano (Giocasta), Franco Citti (Edipo), Alida Valli (Merope), Carmelo Bene (Creonte), Julian Beck (Tiresia), Luciano Bartoli (Laio), Ahmed Belhachmi (Polibo), Pier Paolo Pasolini (il Gran Sacerdote), Giandomenico Davoli (pastore di Polibo), Ninetto Davoli (Anghelos).

Produzione:  Alfredo Bini per Arco Film

Distribuzione:   Cineteca di Bologna                                                                                                                            

Data di uscita: 7 settembre 1967