Trama: Tratto dal romanzo omonimo di Teru Miyamoto segna l’esordio nel lungometraggio di Kore-eda. Yumiko, la protagonista del film è una donna segnata dal lutto: da bambina sua nonna ha lasciato lei e la famiglia per tornare a morire nel suo paese natale; da giovane adulta ha perso il marito, suicidatosi senza un apparente motivo lasciandola sola con un figlio di pochi mesi. Si è risposata, ha un nuovo marito amorevole er un’altra figlia dal primo matrimonio di lui, che la porta a vivere in luogo idilliaco che affaccia sul mare, lungo la penisola di Noto, lasciandosi Osaka alle spalle. Osaka sarà anche lontana 400 chilometri, ma i lutti che hanno segnato, cadenzato la sua vita rimangono con lei, vivi, tarli che continuano a rodere, nell’assenza di perché, nell’ombra del senso di colpa. A fungere da cassa di risonanza dei conflitti interiori della donna è sempre l’ambiente esterno. Gli spazi della cittadina costiera in cui Yumiko è approdata insieme al figlio assumono sin da subito una valenza atavica, quasi ancestrale, come se l’aspetto così selvaggiamente concreto che li caratterizza non lasciasse alcun posto al dubbio, rivelandosi agli occhi della sofferente madre in tutta loro manifesta e deflagrante naturalezza. E finché la protagonista di Maborosi si muove in questi angoli selvatici del paese, Kore-eda saggiamente le concede un momentaneo riparo dai richiami del lutto: proprio perché, davanti a paesaggi perlopiù puri e “inviolati”, Yumiko non appare spaventata da ambienti “vergini” che le si rivelano semplicemente per quel che sono. Ma è nel momento in cui torna ad Osaka per il matrimonio del fratello, ovvero ai luoghi in cui alberga invisibilmente il trauma maritale, che (ri)emerge in lei un cortocircuito emotivo, tale da lasciarla indifesa. Un fenomeno che Kore-eda traduce qui in una vera e propria paralisi dello sguardo, necessaria per mostrare l’inadeguatezza del pensiero umano – e quindi della razionalità dell’individuo – davanti al senso di perdita. Maboroshi no hikari significa letteralmente “luce fantasma” o “bagliore illusorio”, viene spesso associato all’immagine del fuoco fatuo. Metaforicamente, indica una luce rivelatrice o ingannevole che attrae chi è tormentato da dubbi, dolore o dal lutto, rappresentando una meditazione sulla memoria. Su questa immagine, Yumiko conosce i suoi lutti, imbastisce il suo viaggio interiore e reale.
Titolo originale: 幻の光 – Maboroshi no hikari
Produzione: Naoe Gozu per TV Man Union
Distribuzione: BIM Distribuzione
Sceneggiatura: Yoshihisa Ogita
Regia: Hirokazu Kore-Eda
Genere: Drammatico
Nazione: Giappone
Cast: Hidekazu Akai, Akira Emoto, Makiko Esumi, Hiromi Ichida, Goki Kashiyama, Midori Kiuchi, Takashi Naitô, Mustuko Sakura, Minori Terada, Naomi Watanabe, Tadanobu Asano
Anno: 1995
Durata: 110’
Data di uscita: 14 maggio 2026

