Trama: In un ospedale cantonale svizzero l’infermiera Floria Lind affronta un’estenuante giornata di lavoro in reparto tra codici rossi, pazienti dal carattere difficile o in attesa di risposte, richieste di interventi continui e una grave mancanza di personale, a cui è stato possibile rimediare col solo inserimento di un’inesperta dottoranda. Floria è costretta quindi a dividersi tra i bisogni di tutti, pazienti vecchi e nuovi, in attesa della guarigione o del trapasso, in una battaglia su di un terreno fatto di pavimenti lucidi, disinfettanti, analgesici, sangue, feci e eruzioni cutanee improvvise. Una corsa contro il tempo per la vita o per la morte degli altri, nel tentativo di rendere invisibile ciò che Floria prova e sente, e col rischio di un crollo che pare essere perennemente in agguato. Petra Volpe racconta, nel suo terzo film, una necessità universale, un mondo nascosto e una donna forte, complessa e stratificata nelle modalità del sentire e dell’agire, per sé e per l’altro, dando tangibile e vibrante vita ad un meccanismo ritmico di pathos e dolcezza, rabbia e frustrazione, morte e vita. Nella distruttiva routine di un reparto oncologico, dove lo scambio medio spesso non ha tempo di andare oltre i «come si sente oggi?», «ora le misuro i parametri vitali», «in una scala da uno a dieci, quanto le fa male?», la cura del personale sanitario è anche la cura degli ospiti, la certezza che, si guarisca o si muoia, lo si faccia potendo permettersi di essere anche altro dal dolore, potendo guardare il tempo fuori dalla finestra e, seppur in un momento di passaggio, ricordare a quale mondo si appartiene davvero. All’origine della sceneggiatura c’è un dato agghiacciante, rivelato da uno studio condotto dalla società di consulenza PwC, ovvero che entro il 2040 in Svizzera mancheranno circa 40mila infermieri e se il livello di formazione resterà commisurato ai parametri attuali, malgrado l’invecchiamento della popolazione, la domanda di professionisti socio-sanitari non potrà più essere soddisfatta a partire dal 2029. E l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel 2030 mancheranno già circa 13 milioni di infermieri in tutto il mondo. Opera di rara umanità che non si vergogna di prendere le parti della sua eroina dalla quale si pretende infallibilità, seppur pedina dentro un sistema moribondo.
Titolo originale: Heldin
Nazione: Svizzera, Germania
Genere: Drammatico
Sceneggiatura e Regia: Petra Biondina Volpe
Durata: 92’
Anno: 2025
Data di uscita: 20 agosto 2025
Cast: Leonie Benesch, Jasmin Mattei, Alireza Bayram, Aline Beetschen, Lale Yavas, Margherita Schoch, Jürg Plüss, Sonja Riesen, Ali Kandas, Andreas Beutler, Doris Schefer
Produzione: Zodiac Pictures – Swiss Film
Distribuzione: BIM Distribuzione



