“Un meraviglioso inno alla ribellione”
Mymovies.it
“Bellissimo da vedere e godere con gli occhi e i sensi, prima ancora che con la ragione”
“Una storia imbevuta di una vitalità irredenta, magica e trascinante”
Comingsoon.it
“Un magnifico viaggio verso una libertà più pura e più autentica”
“Un film adatto a tutti, un intrattenimento gioioso e ricolmo di speranza”
Taxidrivers.it
“Il film di Mascaro è una gioia da guardare”
Cineuropa
“Straordinario”
“Pieno di speranza e di fede nella resilienza umana”
The Hollywood Reporter
“È quasi come volare”
Variety
TRAMA: Orso d’argento all’ultima Berlinale, il film intreccia racconto distopico e fiaba iniziatica nel contesto di un Brasile sospeso tra avanzamento tecnologico incombente e forze ancestrali di carattere mitico che sembrano agire su personaggi alla ricerca di un contatto primigenio, non mediato, con la natura ed i luoghi. Unica possibilità, forse, per trovare una via di liberazione personale dal giogo della modernità. La protagonista, Tereza, 77 anni, ha trascorso tutta la sua vita in una piccola città industriale del Brasile, fino a quando un giorno riceve un ordine ufficiale dal governo che le impone di trasferirsi in una colonia residenziale per anziani. La colonia è un’area isolata dove gli anziani vengono portati a “godersi” gli ultimi anni della loro vita, liberando le giovani generazioni dal loro accudimento, per potere concentrarsi completamente su produttività e crescita. Tereza si rifiuta di accettare questo destino imposto e decide di fuggire per intraprendere un viaggio di riscoperta attraverso il Rio delle Amazzoni, per esaudire un ultimo desiderio prima che le venga tolta la libertà: una decisione che cambierà per sempre il suo futuro. “Le narrazioni sulla vecchiaia spesso riducono gli anziani a ricordi e malinconia. Sono comunemente limitati a essere ritratti come persone che vivono nel passato e affrontano l’imminenza della morte, raramente sono visti come protagonisti del presente. Questo film rivendica il diritto dei corpi anziani di essere visti sullo schermo come pulsanti di energia vitale e desiderio di vivere. Nel film ho voluto giocare con generi diversi per pensare all’invecchiamento in un modo che non sia triste o nostalgico. Non volevo fare un film su un tempo che è passato, o un tempo che finirà, ma un tempo che è in corso.” (note di regia). L’Amazzonia e la foresta forniscono il contesto per questo viaggio, indicando nuovi percorsi per un corpo che è presente e che, sebbene invecchiato, ha ancora dei sogni da realizzare. Ambientato in un tempo indefinito dal passato o del futuro, con dei toni di ilarità e malinconia, ed una fotografia impreziosita dalla luce del sud che sottolinea l’aspetto onirico, il film ricorda l’importanza di lottare, di non dare niente per scontato e di non firmare cambiali in bianco. La trama affronta indirettamente questioni contemporanee serie e delicate: in particolare quelle legate allo sfollamento forzato di persone, gruppi o etnie dalle loro case in nome di un progetto statale. Parla dell’allontanamento degli anziani dalla società, della gentrificazione, dell’allontanamento delle comunità indigene dalle loro terre per lo sfruttamento economico.
Titolo originale: O Último Azul
Distribuzione: Officine UBU
Nazione: Brasile, Messico, Olanda, Cile
Genere: Avventura, Drammatico
Sceneggiatura: Gabriel Mascaro, Tibério Azul
Data di uscita: 30 ottobre 2025
Cast: Denise Weinberg, Rodrigo Santoro, Miriam Socarras, Adanilo
Anno: 2025
Durata: 85’
Regia: Gabriel Mascaro
Produzione: Cinevinay, Desvia Filmes

