CINEMA SPLENDOR

#PASOLINI100 – PORCILE

Lunedì 26 settembre: 17.00 – 19.00 – 21.00

Martedì 27 settembre: solo ore 21.00

Versione Originale restaurata dalla Cineteca di Bologna

Film vietato ai minori di anni 18


TRAMA: Due storie parallele, una semipreistorica e l’altra moderna, vedono alternarsi le vicende di un ragazzo nato alle falde di un vulcano che vive nutrendosi di rettili e insetti, che incontra un soldato e lo uccide per poi mangiarlo; l’altra ha per protagonista il giovane figlio di un industriale tedesco che rifiuta le avances della fidanzata perché morbosamente invischiato in rapporti con dei porci, che finiranno per sbranarlo. La “morale” sta nell’immutabile costituzione della società, porcile che distrugge e divora i propri figli ribelli.

“So io quello che ho dato di me per fare Porcile: un film povero, girato in un mese, con una cifra irrisoria. È stato meraviglioso, si capisce. Perché l’esprimersi – anche attraverso i disagi più angosciosi – è sempre meraviglioso. E poi, ci sono le avventure umane della lavorazione, il cui valore nulla poi può togliere: come amori di un giorno, subito lontani ma indelebili; ci sono i rapporti con gli attori – il disperato Pierre Clémenti, l’angosciato Jean-Pierre Léaud – per cui lavorare era come per dei bambini sperduti l’essere accarezzati dalla madre; lo smarrito Lionello, che con una volontà struggente ha vinto le impossibilità del suo ruolo, riuscendo gioiosamente vittorioso; l’adorabile Anne Wiazemsky, sempre perfetta e invulnerabile, lei, come una preziosa bestia di razza (o come Marco Ferreri); Ninetto – Ninetto Davoli – che per la prima volta, nella sua esperienza un po’ comica di ‘attore per forza’, ha avuto coscienza di quello che faceva, e ha recitato l’ultima scena con le lacrime agli occhi; e Tognazzi, infine, uno degli uomini più buoni e intelligenti che io abbia conosciuto. E poi le avventure naturali. Credo che nessuno abbia mai patito tanto freddo come noi, prima sull’Etna, con vento, nebbia, neve, pioggia, e poi in gennaio in una villa veneta neoclassica vicino a Padova, che deve essere gelida anche d’estate… Lì la forza delle cose era una forza interiore: eravamo dominatori della tanto difficile e imprendibile realtà, che recalcitrava maledettamente, ma solo sul suo livello pragmatico! Come era dolce possederla, cioè essere fusi con essa! Ecco, ora il film è finito, è alle mie spalle. Lo considero il più riuscito dei miei film, almeno esteriormente, se il mio atteggiamento verso cose e casi tanto brucianti non aveva potuto essere che contemplativo. (Pier Paolo Pasolini, 1969).

«Il contenuto politico esplicito del film ha come oggetto, come situazione storica, la Germania. Ma non parla della Germania, bensì del rapporto ambiguo tra vecchio e nuovo capitalismo. La Germania è stata scelta in quanto caso limite. Il contenuto politico implicito del film è una disperata sfiducia in tutte le società storiche. Dunque anarchia apocalittica. Essendo così atroce e terribile il «senso» del film, non potevo che trattarlo: a) con distacco, quasi contemplativo; b) con umorismo. Son certo che qualcuno mi chiederà “Ma questo film è autobiografico?”. “Ebbene, sì – risponderei a chi mi facesse questa domanda -, sì, il film è autobiografico se non altro in quanto la mia autobiografia mi ha portato prima a concepirne l’orrore e poi ad esprimerlo con distacco e umorismo.». (Pasolini, Note su Porcile, 1969)


SCHEDA DEL FILM: 

Classificazione: Vietato ai minori di anni 18

Genere:  Drammatico                                                      

Durata:  98                      

Anno: 1969

Soggetto/Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini

Cast:                I episodio: Pierre Clementi (primo cannibale), Franco Citti (secondo cannibale), Luigi Barbini (il soldato), Ninetto Davoli                                   (Maracchione, il testimone dei due episodi), Sergio Elia (un domestico).

                         II episodio: Jean-Pierre Léaud (Julian), Alberto Lionello (Klotz, il padre), Margherita Lozano (Madame Klotz, la madre,                                       doppiata da Laura Betti), Anne Wiazemsky (Ida), Ugo Tognazzi (Herdhitze), Marco Ferreri (Hans Günther, doppiato da Mario                         Missiroli), Ninetto Davoli.

Produzione:  Gian Vittorio Baldi per IDI Cinematografica/ I Film dell’Orso, CAPAC Filmédis

Distribuzione:   Cineteca di Bologna                       

Data di uscita: 30 agosto 1969

Il film “Porcile” al Festival di Venezia 1969

Quinlan – Porcile, recensione