CINEMA SPLENDOR

#PASOLINI 100 – ACCATTONE

Lunedì 21 marzo: 17.00 – 19.00 – 21.00

Martedì 22 marzo: solo ore 21.00

***La proiezione è introdotta da un contributo video di Marco Antonio Bazzocchi, Professore di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Bologna***

“Faceva un caldo che non era scirocco e non era arsura, ma era soltanto caldo. Era come una mano di colore data sul venticello, sui muri gialletti della borgata, sui prati, sui carretti, sugli autobus coi grappoli agli sportelli. Una mano di colore ch’era tutta l’allegria e la miseria delle notti d’estate del presente e del passato.” (PPP – Ragazzi di vita 1955)

Restaurato in 4K nel 2020 da Cineteca di Bologna e The Film Foundation
in collaborazione con Compass Film e Istituto Luce-Cinecittà presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata. 
Restauro sostenuto da Hobson/Lucas Family Foundation. Grading supervisionato da Luca Bigazzi

TRAMA

Accattone. IT. 1961 di Pier Paolo Pasolini con Franco Citti, Adriana Asti, Franca Pasut. Sottoproletario romano vive alle spalle di una prostituta che finisce in galera. Ne trova un’altra se ne innamora e cerca un lavoro. Buono o cattivo, onesto o disonesto, è sempre uno che sta “fuori”. Il I e forse, il migliore dei film di Pasolini che vi trasferisce la tensione etica e morale dei suoi romanzi sul sottoproletariato romano. E’ un dramma epico-religioso che tocca il mistero “scandaloso” della Grazia. Camei di Sergio Citti nel ruolo di un cameriere e di Elsa Morante in quello della detenuta Lina. BN Dramm 120′ (Morandini – Dizionario dei Film 2004)

RECENSIONE DI PAOLO MEREGHETTI

Per togliersi dall’imbarazzo della scelta (ogni film è testimone della genialità e della straordinaria varietà della sua produzione), tanto vale iniziare da Accattonefolgorante esordio che rompe con le regole del linguaggio tradizionale (ragione per la quale Fellini, che doveva produrlo, si tirò indietro) e mette al centro della storia lo spontaneismo esuberante del sottoproletariato.

Vittorio Cataldi detto Accattone vive alla giornata e si fa mantenere dalla prostituta Maddalena, fino al giorno in cui lei finisce in prigione e lui deve trovare un altro modo di campare. Ispirandosi alla pittura “frontale” di Masaccio e Piero della Francesca, guardando a Dreyer più che al Neorealismo, Pasolini racconta la derelitta quotidianità delle borgate romane, fatte di furti, bravate, sbronze e la prostituzione come ineluttabile destino femminile. In un bianco e nero ieratico, accompagnato dalla Passione di Bach, racconta un mondo lontano sia da quello borghese sia da quello proletario, dominato da un’angoscia che sembra venire dalla preistoria dell’esistenza.

Qui programma intera rassegna

Approfondimenti dal sito della Cineteca di Bologna