Trama: Algeri, 1938. Meursault, un giovane sulla trentina, modesto impiegato, partecipa al funerale della madre senza mostrare la minima emozione. Il giorno dopo inizia una relazione con Marie, una collega d’ufficio. Poi riprende la sua vita di tutti i giorni. La quiete quotidiana viene però interrotta dal vicino Sintès che trascina Meursault nei suoi loschi affari fino a quando, in una giornata torrida, su una spiaggia, accade un tragico evento. “Avevo scritto una sceneggiatura originale in forma di trittico. In una delle storie, della durata di una trentina di minuti, avevo schizzato il ritratto di un giovane dei nostri giorni, disilluso, isolato dal mondo, che non trova alcun senso nella propria vita…Ma il progetto non si è potuto realizzare e alcuni amici mi hanno consigliato di sviluppare questa storia per farne un lungometraggio. Per nutrirla ho riletto Lo straniero, che non rileggevo dall’epoca dell’adolescenza. Ed è stato un vero choc: il romanzo aveva conservato tutta la sua forza e parlava delle cose che volevo raccontare e per di più in modo intelligente e incisivo! Ho deciso di usare il bianco e nero, per due motivi: uno estetico perché apporta una forma di purezza, di bellezza, di astrazione. Oggi le immagini sono spesso aggressive, sature di colori. Volevo che fossimo immersi nelle sensazioni, nell’osservazione, in una forma di semplicità. Il bianco e nero mi permetteva questo: di concentrarmi sui corpi, sui gesti, sui silenzi. Pochissimi movimenti di macchina da presa, molte inquadrature fisse. Una mise en scène raffinata, con un bianco e nero che permette di evocare l’Algeria un po’ come un paradiso perduto. Infine, Lo straniero è un romanzo filosofico che illustra la visione dell’assurdo di Camus. Il bianco e nero dà una dimensione quasi metafisica al racconto. Ho la sensazione che sia una scelta che ben si adatta alla storia, che apporta anche una forma di distanziamento rispetto al reale, allo sguardo di Meursault su quello che avviene attorno a lui”. (note di regia). Una delle principali sfide di questo progetto consisteva nel riportare la totale indifferenza alla vita del protagonista, un’apatia così radicale da rendere impossibili i rapporti con gli altri personaggi. E sembra essere proprio questa la vera colpa del protagonista…
Qui l’approfondimento di ROBERTO SAVIANO uscito su LA REPUBBLICA
Titolo originale: L’Étranger
Nazione: Francia
Distribuzione: Lucky Red – BIM
Soggetto: Lo straniero di Albert Camus
Regia: François Ozon
Genere: Drammatico
Cast: Benjamin Voisin, Pierre Lottin, Swann Arlaud, Denis Lavant, Rebecca Marder, Benjamin Hicquel, Jean-Benoît Ugeux
Anno: 2025
Durata: 122’
Data di uscita: 02 aprile 2026
Produzione: FOZ

