I FILM

FUTURA di Pietro Marcello, Francesco Munzi, Alice Rohrwacher

EVENTO IN ESCLUSIVA NAZIONALE

MERCOLEDI’ 27 OTTOBRE – ore 17.00 e ore 19.00


TRAMA

Nessuna tesi di partenza, solo un microfono offerto alle nuove generazioni per esprimere le loro opinioni e la loro idea di futuro. Un futuro che, per coloro che sono nati dopo l’anno 2000, e cresciuti con l’idea che il mondo stia per finire, è quanto mai nebuloso. L’indagine si costruisce sul “futuro”, su cosa significhi questa parola, su quali aspettative, paure, riflessioni, scateni nella generazione presente tra i 15 e i 25 anni, che i tre autori hanno intervistato andando ad incontrare addentro i propri specifici spazi geografici, sociali, riflessi degli spazi dell’anima. Una quarantina di località e contesti, da Nord a Sud del Bel Paese, “se ancora così si può dire”, dalla scuola professionale di Cornaredo (Milano) alla periferia di Palermo, dal centro minori di Varazze (Savona) alla Scuola Normale Superiore di Pisa. “Il titolo, Futura, è nato insieme: raccontiamo un tempo dell’immaginario, che s’interroga sullo stato di un Paese. Ci piaceva coniugarlo al femminile e contemporaneamente Pietro stava lavorando al film su Dalla, spesso risuonava il brano omonimo, che un po’ ha influenzato. Non dovevano coprire l’interezza: abbiamo cercato coloro che sono arrivati fino a noi, senza i casi estremi, restando nell’area dell’epoca attraverso esperienze che non fossero singole, infatti abbiamo scelto gruppi, con un proprio nucleo, anche più facili da incontrare. Andare in profondità non lo volevamo fare, ma nemmeno la cronaca: la nostra guida è stata l’archivio, intervenendo sul materiale come una pasta che non fosse di uno solo di noi tre. Volevamo trattenere quest’epoca nel suo divenire, che fosse un affresco”, dice la Rohrwacher. Qui ci sono i ragazzi, di tutte le età, etnie e strati sociali e che parlano un po’ di tutto: la scuola, il lavoro, la politica. In certi momenti sembrano molto più concreti e attaccati alla realtà di tanti adulti. A volte c’è spazio anche per i sogni e per l’amore, ma non sembrano essere più le priorità della loro vita perché l’incertezza di quell’indipendenza e stabilità tanto agognate hanno la meglio. Futura è il ritratto di un’intera generazione che forse non crede più tanto nelle possibilità che l’Italia può dare loro, ma continua comunque ad andare avanti.


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